ll Midas e l’elezione di Craxi cinquant’anni dopo. La figlia Stefania: “Quel giorno si cambiarono gli orizzonti della politica”

17 Luglio 2026 - 00:50
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ll Midas e l’elezione di Craxi cinquant’anni dopo. La figlia Stefania: “Quel giorno si cambiarono gli orizzonti della politica”

ll Midas e l’elezione di Craxi cinquant’anni dopo. La figlia Stefania: “Quel giorno si cambiarono gli orizzonti della politica”

50 anni fa all’Hotel Midas di Roma, la direzione nazionale del Psi, dopo il deludente risultato alle elezioni politiche, si riunì per eleggere il successore di De Martino. E furono proprio De Martino e Giacomo Mancini a scegliere un giovane 42 enne, Bettino Craxi che avrebbe cambiato la storia dell’Italia. Diventando il primo Premier socialista, dal 1983 al 1987 e rompendo l’ipocrisia dell’arco costituzionale, aprendo anche al Msi. 50 anni dopo il ricordo di quel giorno è ancora vivo. A intervenire, diversi esponenti di ogni partito politico, iniziando dalal figlia Stefania, capogruppo al Senato e legata al centrodestra.

Stefania Craxi: “Si scelse un nuovo orizzonte”

“Cinquant’anni fa, il 16 luglio 1976, il Comitato centrale del Psi, riunito all’hotel Midas di Roma, diede al Partito socialista una nuova guida e, insieme, una rinnovata speranza. Non elesse soltanto un nuovo segretario ma scelse un nuovo orizzonte. Da quel momento il Psi ritrovò slancio, ambizione e capacità di incidere nella vita nazionale e internazionale”. Lo dice, in un intervento su “Libero”, la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi. “Si comprese che occorreva guidare il cambiamento, governarlo, parlare alle persone, mettere al centro i loro bisogni, recuperare il pensiero del socialismo liberale e applicarlo alle questioni economiche. La storia del ‘nuovo corso’ dimostra che quando una forza politica sa rinnovare il proprio sguardo, aggiornare i propri strumenti e parlare alle persone con autenticità e visione, diventa protagonista. Per questo quell’intuizione è ancora oggi viva e attuale. Perché in ogni fase di trasformazione profonda serve la capacità di leggere la realtà, interpretarla e guidarla, evitando di subirla”, conclude Craxi.

Un’eredità uccisa dai postomunisti

Il Psi e Craxi saranno travolti da Tangentopoli. Ma il sospetto che diventa quasi certezza è che furono i post-comunisti a voler seppellire la figura di un uomo che aveva modernizzato il partito. Che aveva invitato Giorgio Almirante il 1983 durante le consultazioni per Palazzo Chigi e combattuto il comunismo e l’idea di una sinistra totalitaria e legata al mondo sovietico. Quella cultura riformista non appartiene al centrosinistra. Avanti Psi ha ricordato, con il presidente nazionale, Luigi Incarnato, “l’azione del segretario Enzo Maraio e la necessità di rendere la sinistra riformista nel suo solco, senza cedere ai populismi”. Il partito si è schierato per il Si all’ultimo referendum sulla giustizia.

Quel rispetto verso la destra che non si dimentica

Craxi mantenne sempre un profondo rispetto per il Msi. Che irritava non solo il PCI ma anche la sinistra democristiana di Ciriaco De Mita. E che determinò l’adesione al centrodestra dopo la fine della Prima Repubblica di tanti socialisti.

 

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