Covid, la denuncia di Bignami: “L’Italia non aveva dispositivi sanitari ma li regalò alla Cina”

21 Luglio 2026 - 18:40
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Covid, la denuncia di Bignami: “L’Italia non aveva dispositivi sanitari ma li regalò alla Cina”

Covid, la denuncia di Bignami: “L’Italia non aveva dispositivi sanitari ma li regalò alla Cina”

“L’Italia ai tempi dell’emergenza Covid, durante il governo di Giuseppe Conte, non aveva abbastanza dispositivi sanitari ma li regalò alla Cina”. Lo ha detto oggi, intervenendo nei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami. Un’audizione lunga e articolata durante la quale l’esponente di FdI ha fatto chiarezza su tanti aspetti.

“Non avevamo mascherine ma li regalammo ai cinesi”

“Nei verbali della task force- ha detto Bignami- si legge che per quanto riguarda i dispositivi medici non giungevano buone notizie perché la disponibilità era limitata. Singolare che però, dopo questa segnalazione del 12 febbraio 2020, tre giorni dopo il ministro Di Maio da Brindisi inaugurò una donazione tra le cinque e le diciotto tonnellate di dispositivi sanitari gratuiti verso la Cina“.

“Arcuri mi chiese di ritirare l’accesso agli atti”

Sugli acquisti fatti dalla struttura commissariale, ha detto Bignami “feci un accesso agli atti indirizzato al commissario straordinario Domenico Arcuri. Arrivò una risposta formale in cui si diceva che il materiale sarebbe stato disponibile a breve online. E poi Arcuri mi chiamò per dirmi lo stesso contenuto della risposta formale e chiedendomi di ritirare l’accesso agli atti. Io non l’ho ritirato”.

“Un governo senza trasparenza”

Per chiedere di avere il piano pandemico, ha continuato il capogruppo di Fratelli d’Italia, “ho inoltrato una pec qualificandomi come cittadino al Ministero della Salute e, se non ricordo male, alla presidenza del Consiglio, ma senza risposte. Successivamente, ritenendo che non fosse opportuno insistere, ho  riproposto l’accesso e il Ministero mi rispose che non era disponibile all’estensione degli atti. A questo punto decisi di fare ricorso al Tar perché nel momento in cui nel piano pandemico si affermava che la pubblicità e il coinvolgimento della popolazione debba costituire un presidio attivo per il contrasto alla pandemia, trovai singolare che il Ministero elaborasse un piano e se il cittadino lo chiedeva non glielo fornisse. Nel libro del ministro Speranza, nella versione che viene ritirata, si afferma che la trasparenza è stata fin dall’inizio un loro punto di forza. Io ritengo che invece avessero un problema di trasparenza“.

“Violato il diritto europeo sul piano pandemico”

“L’Italia- ha detto ancora Bignami- violò prescrizioni  del diritto europeo non aggiornando il piano pandemico. Anche se vetusto il piano del 2006 poteva portare dei benefici. “L’Italia violò le prescrizioni diritto continentale non aggiornando il piano pandemico come invece avevano fatto gli altri Stati in Europa”.

“Ritengo che molti dei componenti della task force-ha poi proseguito Bignami-, che erano anche componenti del Cts, non ritenessero pubblicamente di dover attivare il Piano pandemico. Attivare il Piano pandemico 2006 sarebbe stato utile perché avrebbero implicitamente riconosciuto che il fatto che non fosse stato mai aggiornato implicava delle responsabilità evidenti”.

“Arrivarono i passeggeri cinesi e non furono tracciati”

Bignami ha poi raccontato un fatto molto importante: “Il 23 gennaio 2020 all’aeroporto di Fiumicino è atterrato un volo proveniente da Wuhan. Questo volo portava 202 passeggeri provenienti dalla Cina e le attività di controllo furono il termoscanner e poi furono liberi di circolare: non fu fatto alcun tracciamento“. “Una settimana dopo, invece, i cittadini italiani provenienti da Wuhan vennero immediatamente sottoposti a quarantena, se non ricordo male a Cecchignola”. “Il 23 gennaio, quando atterrò l’aereo proveniente da Wuhan, la Repubblica popolare cinese chiuse proprio Wuhan. Cioè la Cina chiudeva Wuhan e i cittadini cinesi che arrivavano da Wuhan noi li lasciammo liberi di circolare”, ha concluso l’esponente di FdI.

 

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