Stretta sui migranti, arriva la norma anti-fuga targata FdI. La sinistra fa ostruzionismo con 500 emendamenti

21 Luglio 2026 - 18:40
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Stretta sui migranti, arriva la norma anti-fuga targata FdI. La sinistra fa ostruzionismo con 500 emendamenti

Stretta sui migranti, arriva la norma anti-fuga targata FdI. La sinistra fa ostruzionismo con 500 emendamenti

Occhio a chi scappa: sarà tolleranza zero per i migranti che ostacolano i rimpatri. La sicurezza è anche il rispetto delle leggi da parte di chi arriva in Italia e non ha i requisiti per restare. La maggioranza di centrodestra lavora ad alcuni aggiustamenti normativi e ieri sera un emendamento a firma Marco Lisei di FdI ed Erika Stefani della Lega, relatori del decreto su Giustizia e Immigrazione, riporta al centro il tema dei rimpatri. “Un migrante straniero può essere trattenuto per altri tre mesi se c’è il rischio che possa scappare o se evita o ostacola l’iter del rimpatrio o la procedura di allontanamento”, prevede un nuovo emendamento di maggioranza depositato ieri al Senato.

Migranti, nuova stretta sui rimpatri

La proposta depositata riguarda il “Trattenimento dopo la procedura di frontiera” e, secondo quanto si apprende, sarebbe finalizzata all’attuazione dell’articolo 5, paragrafi 2 e 3 del Regolamento 1349/2024 sulla Migrazione e l’Asilo. Con l’emendamento si propone di introdurre un articolo aggiuntivo al Testo unico in materia di Immigrazione disciplinando, appunto, la nuova procedura, prevedendo la possibilità, in presenza di determinati rischi di fuga o di ostacolo della preparazione del rimpatrio e della procedura di allontamento, di un ulteriore trattenimento di 12 settimane, cioè circa 3 mesi.

Il Regolamento Ue prevede infatti che sia possibile “continuare a trattenere, al fine di impedirne l’ingresso nel territorio dello Stato membro interessato, prepararne il rimpatrio o effettuarne l’allontanamento, la persona che era in stato di trattenimento nel corso della procedura di asilo alla frontiera e che non ha più diritto di rimanere né è autorizzata a rimanere”. Il Regolamento Ue prevede inoltre che “è possibile sottoporre a trattenimento la persona che non era in stato di trattenimento nel corso della procedura di asilo alla frontiera e che non ha più diritto di rimanere né è autorizzata a rimanere, se sussiste un rischio di fuga, se tale persona evita od ostacola la preparazione del rimpatrio o la procedura di allontanamento ovvero se rappresenta un pericolo per l’ordine pubblico, la pubblica sicurezza o la sicurezza nazionale”. Nell’emendamento dei relatori, dunque, si prevede che, in questi casi previsti dal Regolamento Ue, “il questore può disporre la prosecuzione del trattenimento per un ulteriore periodo di 12 settimane”.

L’ostruzionismo delle opposizioni

Il provvedimento è all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, sono oltre 500 gli emendamenti presentati (prevalentemente dalle opposizioni e finora 14 dei relatori a cui si aggiunge quest’ultimo) e nel pomeriggio riprenderanno le votazioni (finora sull’articolo 1 del decreto, in tutto sono 18). Oltre al passaggio in aula e poi alla Camera, va convertito in legge entro l’11 agosto. L’ultima modifica dei relatori si riferisce all’articolo 12 del decreto (che attua il regolamento europeo del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 maggio 2024 che introduce accertamenti nei confronti dei stranieri alle frontiere). Prevede che l’ulteriore trattenimento dei migranti – indicato in un tempo massimo di 12 settimane, 3 mesi – possa essere disposto dal questore nei casi previsti e si può applicare anche nelle ipotesi in cui siano state in precedenza applicate le misure alternative.

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