Italia-Germania: quell’indimenticabile 11 luglio del 1982 che consacrò al mondo i ragazzi di Bearzot

11 Luglio 2026 - 20:10
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Italia-Germania: quell’indimenticabile 11 luglio del 1982 che consacrò al mondo i ragazzi di Bearzot

Italia-Germania

Quando Antonio Cabrini sbagliò il calcio di rigore nel primo tempo molti pensarono che quella finale di Coppa del Mondo contro la Germania sarebbe finita male. E invece quell’11 luglio del 1982 regalò ai ragazzi di Bearzot la terza Coppa della nostra storia. La più inaspettata e sorprendente. 44 anni dopo quel ricordo è ancora vivo nella memoria di tutti gli italiani.

I tre pareggi e le quattro vittorie

L’Italia aveva superato il primo turno solo grazie a tre striminziti pareggi contro Polonia, Perù e Camerun. La stampa aveva massacrato Bearzot. Il turno successivo prevedeva due sfide impossibili contro Argentina e Brasile, da vincere. Un miraggio. La squadra si chiuse in un silenzio stampa provvidenziale. Fu la svolta. Due vittorie, la seconda con una tripletta di Paolo Rossi che non si sarebbe più fermato, realizzando la doppietta nella semifinale di nuovo contro la Polonia.

La finale e l’urlo di Tardelli

Dopo il rigore sbagliato l’Italia ebbe timore di subire gol. Ma la pressione dei tedeschi, campioni d’Europa in carica, era piuttosto sterile. In tribuna seduto vicino al cancelliere tedesco e a Re Juan Carlos era arrivato Sandro Pertini, presidente della Repubblica. Fu Paolo Rossi, ancora una volta, a sbloccare la partita in mischia. E poi l’urlo munchiano di Marco Tardelli per il 2-0. Una rete che in pratica chiuse la partita. Ci penserà Sandro Altobelli a siglare la terza rete, e poi Breitner segnerà il gol inutile del 3-1 con un Pertini irrefrenabile sugli spalti.

Il carro del vincitore

Tutti saliranno sul carro del vincitore, come nostra abitudine, dopo il trionfo. Anche e soprattutto coloro che avevano attaccato Bearzot definendolo vecchio e usurato. Perché aveva convocato Paolo Rossi dopo due anni di fermo per la squalifica sul calcioscommesse? Tutte cose che poi gli diedero ragione.

Il pallone d’oro a Pablito

Capocannoniere con sei reti, Pablito vincerà a fine anno, secondo italiano ad esserci riuscito dopo Gianni Rivera, il pallone d’oro. Una rivincita incredibile contro quanti ne avevano chiesto il siluramento. Ma anche la vittoria del blocco juventino, da sempre la garanzia dei successi della Nazionale. 

Un trionfo indelebile e ancora attuale

Il terzo successo dell’Italia ai mondiali è forse quello più indelebile. Più di quello che sarebbe avvenuto 24 anni dopo. Come Italia-Germania 4-3 del 1970. Per la sorpresa. Per il coraggio. Per quella inaspettata capacità italiana di risorgere e arrivare al top nello scetticismo generale. Per Dino Zof. E per lui, Enzo Bearzot. Il padre di tutti gli italiani di quella indimenticabile estate.

 

 

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