Sangue in famiglia, insegue il fratello dopo una violenta lite nella loro pescheria e lo uccide a colpi di mannaia

11 Luglio 2026 - 20:10
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Sangue in famiglia, insegue il fratello dopo una violenta lite nella loro pescheria e lo uccide a colpi di mannaia

Catania, insegue il fratello e lo uccide a colpi di mannaia. La lite da cui è scaturita la tragedia scoppiata nella loro pescheria e finita nel sangue in strada

Una violenta lite familiare si è trasformata in tragedia nella mattinata di oggi (11 luglio, ndr), sul lungomare Pantano di Riposto, comune della riviera ionica in provincia di Catania. Natale Guarrera, un pescivendolo di 61 anni noto come “Lino”, è stato brutalmente ucciso dal fratello Giovanni, di 63 anni,  a colpi di mannaia. Un’aggressione brutale sferrata al culmine di una violenta discussione legata a dissidi pregressi. Il presunto autore del delitto è stato arrestato per omicidio volontario dai carabinieri di Riposto e della compagnia di Giarre. Sull’accaduto la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta.

Sangue in strada a Catania: insegue il fratello dopo una lite e lo uccide a colpi di mannaia

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due fratelli – entrambi attivi nello stesso settore commerciale e comproprietari di una pescheria – hanno iniziato a litigare pesantemente all’interno dell’attività. La situazione è rapidamente degenerata quando Giovanni ha impugnato una mannaia da macellaio. Nel disperato tentativo di sfuggire alla furia del fratello, la vittima ha cercato di scappare correndo lungo la strada. Ma, inseguito, è stato raggiunto dall’aggressore che ha infierito su sulla vittima colpendola ripetutamente.

La vittima deceduta all’arrivo in ospedale: troppo gravi le ferite provocate dalla mannaia

Le condizioni di Natale Guarrera sono apparse infatti subito disperate. Sul posto è intervenuto d’urgenza l’elisoccorso per un tempestivo trasferimento in ospedale, ma il quadro clinico è precipitato subito dopo l’arrivo al pronto soccorso, dove i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del sessantunenne a causa delle gravissime ferite riportate.

Nella furia dell’aggressore, feriti anche il padre e la figlia della vittima

Non solo. L’aggressione ha provocato il ferimento di altre persone che hanno tentato coraggiosamente di intervenire per fermare la furia dell’omicida e disarmarlo. In un primo momento indiscrezioni trapelate sulla tragica vicenda hanno indicato nella ricostruzione dei fatti il coinvolgimento di due passanti intervenuti per fermare l’uomo armato.

Hanno tentato di disarmare l’uomo

Ma i successivi riscontri investigativi hanno chiarito che a rimanere feriti nella colluttazione sono stati stretti familiari: l’anziano padre dei due fratelli, di 89 anni. E la figlia della vittima e il figlio dell’aggressore (nipote del deceduto). I soccorritori hanno provveduto a trasportare i feriti all’ospedale di Giarre per le medicazioni necessarie; e fortunatamente le loro condizioni non risultano gravi.

L’immediato intervento dei Carabinieri della stazione di Riposto e della compagnia di Giarre, invece, ha permesso di bloccare l’aggressore Giovanni Guarrera e di arrestarlo con l’accusa di omicidio volontario. Condotto in caserma, l’uomo è rimasto in attesa del magistrato di turno. Sull’accaduto, la Procura della Repubblica di Catania ha prontamente aperto un’inchiesta per fare piena luce sui dettagli del delitto. E sulle motivazioni profonde che hanno armato la mano e scatenato la furia del 63enne.

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