Italia, Malagò svela: "Sono molto vicino al direttore tecnico. Maldini? Ha i requisiti giusti. La Federcalcio era l'ultimo dei miei pensieri, poi il richiamo della foresta..."
Le parole del nuovo presidente della Federcalcio Italiana.
Giovanni Malagò, nuovo presidente della FIGC, ha rilasciato una lunga intervista su Rai 2 in occasione del TG2 Post, dove ha toccato diversi temi: "Come si ripristina il rapporto con la politica? Mi sento a casa, anche felice che si dia così importanza e spazio alla Federazione, al calcio italiano, in un contesto quantomeno particolare. Si comincia riprendendoti. Raccontando i problemi, bisogna fare un distinguo: io credo che se c'è una persona con rapporti molto molto buoni è il sottoscritto. La mia storia, i miei rapporti lo hanno dimostrato. Poi la parola è molto ampia, anche in senso lato. Penso che all'assemblea elettiva ogni cosa è stata messa a posto, anche questo si sta dimostrando".
COSA LE HA DETTO GRAVINA?
"Era lì presente. Si è comportato come molti ritenevano fosse obbligato. In realtà non so in quanti avrebbero rassegnato le dimissioni. Soprattutto quello che va ricordato, da non vantarsene e da non considerare, si è dimesso dal consiglio federale e tutti rieletti dalle proprie componenti. Questo responsabilizza me e tutti i miei collaboratori".
BUONI RAPPORTI CON LA POLITICA
"Credo che ci sia un rispetto istituzionale, sia di privati che pubblici. Rapporti coltivati con massimo rispetto. Sono una persona non certo assumibile a quelle che sono persone rivoluzionarie. Sono una persona laica, non appartengo a nessuno. Difendo e tutelo associazioni, enti e organismi sportivi che mi hanno eletto. Questo va ricordato. Le persone che rappresentano quei mondi mi hanno voluto alla presidenza. La Federcalcio era l'ultimo dei miei pensieri, io da poco ho finito Olimpiadi e para-Olimpiadi, mi sono venuti a cercare e io all'inizio non ci pensavo per niente. Poi il richiamo della foresta...".
CHI SARA' IL PROSSIMO CT?
Malagò non si scompone, ma svela di essere molto vicino al direttore tecnico: "Sono mortificato di non dare uno scoop. Una corsa a due? Discorso molto semplice: in questi giorni mi sono reso conto della dicitura e dello slogan che in Italia ci sono 60 milioni di allenatori. È assolutamente vero. Comunque, a torto o ragione, in passato recente il presidente della Federazione sceglieva in grande solitudine l'allenatore. Oggi, data l'emergenza, è complicato andare su un contesto interno e devi andare sul mercato. Da solo? Non mi manca il coraggio di farlo, ma voglio appoggiarmi a qualcuno. Voglio condividerlo con qualcuno. Penso di saperne abbastanza, ma voglio qualcuno che ne sappia più di me. Il famoso direttore tecnico che magari può diventare Club Italia. Così gli italiani devono capire il discorso di mentalità e cultura. Io sono molto vicino a questa persona e cominciamo a fare molto velocemente una scelta su chi debba essere l'allenatore".
MALDINI DT?
Anche qui, il presidente della FIGC non si sbilancia: "Maldini? Non posso né confermare né smentire, ma ha esattamente i requisiti di chi debba venire ad aiutare la Federazione. Ha quelle caratteristiche, come magari un'altra persona...".
IL PIANO STADI PER EURO 2032
Malagò ha compreso la sfida che si trova di fronte in vista dell'organizzazione degli Europei 2032 assieme alla Turchia: "Questa mattina due ore di riunione, con chi per conto dell'UEFA è commissionato per il dossier di Euro 2032. Andremo dal ministro Abodi domattina a fare il punto. Non possiamo permetterci di non fare bella figura. Il 2032 può sembrare lontano, ma guarda anche le Olimpiadi in 7 anni, per le infrastrutture... noi abbiamo ottenuto l'onore e l'onere di organizzare gli Europei. Sapete quanto è importante. Chiaro che siamo in compartecipazione con la Turchia, che ha forse già 10 stadi pronti che domattina possono essere inseriti nel dossier. Noi entro il 31 luglio dobbiamo certificare che ne abbiamo 5 che rispettano quei parametri e requisiti per conto della UEFA. Ora non ci sono, ma da qui al 31 luglio l'importante è che ci siano enti locali, federazione sportiva, responsabili UEFA che possono garantire che invece ci saranno. Ci sono stadi oggettivamente pronti, qualcuno ha tutte le carte in regola per diventarlo, altri possono aspirare per entrare in lista".
COME ANDRA' IL MANDATO?
Malagò conclude così: "Se le cose vanno come penso, il mio mandato deve arrivare ad Euro 2032. Sei anni. In questo periodo per me qualche notte Mondiale la viviamo".
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