Meloni al congresso Uil: “Il futuro dell’Italia dipende dalle donne lavoratrici”

02 Luglio 2026 - 22:06
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Meloni al congresso Uil: “Il futuro dell’Italia dipende dalle donne lavoratrici”

La premier Giorgia Meloni è intervenuta al XIX congresso nazionale della Uil alla Fiera di Padova, “Sono d’accordo col segretario Bombardieri quando dice che questo congresso è un grande esercizio di democrazia e di partecipazione”, ha detto la presidente del Consiglio, aggiungendo che “è anche per questo un evento che non può lasciare indifferente chi ricopre incarichi istituzionali, particolarmente non può lasciare indifferente chi, avendo alle spalle una lunga storia di militanza politica, conosce il valore profondo per la qualità della nostra democrazia di quello che voi state facendo qui oggi”.

“Il Segretario Bombardieri ha definito una vittoria della Uil la scelta di far corrispondere il salario giusto al trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. Sicuramente era una rivendicazione della Uil, sicuramente è stata una vittoria. Io credo che sia stata una vittoria di tutti i lavoratori italiani e credo che sia stata una vittoria della nazione nel suo complesso”.

 “Abbiamo deciso, come è stato correttamente ricordato, anche di sostenere i rinnovi nei contratti del settore privato con la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali. Provvedimento che era anch’esso richiesto dalla UIL, che era richiesto dalle parti sociali, perché rafforza il legame tra produttività e salario e contribuisce a dare ancora centralità alla contrattazione collettiva. È un provvedimento efficace, è un provvedimento al quale vogliamo dare continuità e stabilità. Ne ho già parlato con il ministro Calderone, ne ho anche parlato con chi detiene i cordoni della borsa, che è il ministro Giorgetti, e voglio dire al segretario Bombardieri che il governo raccoglie un’istanza che è vostra e non solamente vostra: di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio”. 

Sul caporalato “la linea del Governo è stata e continuerà a essere una linea molto chiara e quella linea è tolleranza zero contro i caporali e sono molto d’accordo contro le organizzazioni criminali che si nascondono troppo spesso dietro quei caporali e speculano sulla pelle delle persone, organizzazioni criminali che molto probabilmente non sono solamente straniere. Qui parliamo di una battaglia di civiltà che non ci stancheremo di portare avanti”, ha aggiunto. 

 “Il futuro dell’Italia, mi dispiace signori, dipende dalle donne e segnatamente dalle donne lavoratrici. E questa continuerà a essere una nostra priorità. Dopodiché, però, anche qui la questione è anche di natura culturale. Non ci dobbiamo prendere in giro. Troppi messaggi che io considero devastanti sono stati veicolati in questi anni, hanno finito per convincere molte persone che la famiglia, cioè la prima forma di welfare delle nostre società, fosse obsoleta, che i figli fossero un limite, un fardello, una scelta incompatibile con quella dell’affermazione”.

Lavoro, Bombardieri: “Da Governo risposte non esaustive ma importanti”

In occasione dell’ultima manovra, abbiamo avanzato ulteriori rivendicazioni al governo Meloni. E risposte ci sono state, non esaustive, ma per noi importanti: sono stati destinati due miliardi per interventi sul lavoro e per la detassazione degli aumenti contrattuali”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, nella relazione al XIX congresso nazionale del sindacato a Padova. “Siamo stati criticati, in qualche caso sbeffeggiati, ma chiarezza è stata fatta dall’Inps: quei soldi da noi richiesti e stanziati dal Governo hanno coinvolto 3.800.000 persone. Per noi, questo è un risultato apprezzabile, per quelle piazze, per quei lavoratori che stanno sotto i 35.000 euro lordi annui, per i tanti part time, per i lavoratori poveri, per i contratti che sono stati rinnovati”, ha proseguito, aggiungendo che “abbiamo anche ottenuto che fosse utilizzato tutto lo stanziamento fatto da questo Governo per i rinnovi dei contratti del Pubblico impiego”. “Questo ci permette di dire che, per la prima volta nella storia della contrattazione pubblica, tutte le risorse disponibili sono state utilizzate per i rinnovi, prima della scadenza degli stessi contratti. Abbiamo recuperato tutto quello che si è perso? Sicuramente no, ma riuscire a portare risorse in busta paga, tutte quelle disponibili, non era affatto scontato. E questo risultato lo abbiamo ottenuto”, ha aggiunto. 

AI, Bombardieri: “Redistribuire benefici e ridurre orario a parità salario”

L’intelligenza artificiale cambierà il lavoro e la vita quotidiana in modo paragonabile a ciò che hanno fatto Internet o l’elettricità. Non sostituirà l’umanità, ma cambierà profondamente il modo in cui lavoriamo, decidiamo, impariamo e organizziamo la società. Ecco perché, nel nostro Congresso, abbiamo deciso di dare un ruolo centrale a questo tema. Lo faremo con grandi esperti e con le Università e le Associazioni che oggi lavorano con noi, per preparaci al futuro. L’IA non elimina soltanto lavori manuali ripetitivi, ma colpisce le attività impiegatizie, amministrative, tecniche e professionali. L’IA permetterà un controllo continuo della performance, dei tempi, della produttività. È già presente nelle piattaforme logistiche, con problemi di sorveglianza continua, perdita di autonomia, discriminazioni invisibili o licenziamenti o sanzioni decisi da algoritmi”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, nella relazione al XIX congresso nazionale del sindacato a Padova.

“Non solo; quando, grazie all’IA, aumenterà la produttività, chi ne trarrà benefici? Se non ci poniamo questo problema, il rischio è che i profitti saranno appannaggio solo delle imprese, con salari fermi, meno occupati e più concentrazione di ricchezza. Noi, invece, vogliamo discutere di come redistribuire la ricchezza che si creerà. Se l’IA genera produttività, valore e profitti, una quota di quei benefici deve tornare a lavoratrici e lavoratori in salario, tempo, formazione, sicurezza, stabilità occupazionale e qualità del lavoro. Ridurre l’orario di lavoro a parità di trattamento economico resta il nostro obiettivo prioritario. Dobbiamo, infatti, rappresentare la richiesta che oggi emerge fortissima non solo sui salari, ma sul rapporto fra tempi di vita e tempi di lavoro. Se le macchine producono di più, i lavoratori devono lavorare meno e vivere meglio. Questa grande rivoluzione, peraltro, renderà rapidamente obsolete molte competenze, con milioni di persone che rischiano di non essere riqualificati e con la conseguenza che chi ha meno istruzione resterà escluso. Il nostro approccio e le nostre rivendicazioni, dunque, devono tener conto della difesa dell’occupazione, della gestione delle transizioni, puntando a negoziare riconversioni e formazione e a evitare licenziamenti mascherati da innovazione”, ha aggiunto.

L’Intelligenza artificiale può contribuire alla crescita, alla qualità dei servizi, al benessere delle persone, alla riduzione delle disuguaglianze, alla produttività e all’innovazione industriale. Ma questi risultati non sono automatici: dipendono da investimenti, competenze, organizzazione del lavoro, infrastrutture, dati, sicurezza, regole pubbliche e partecipazione delle parti sociali, con il pieno coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali”. La Uil, al termine del Congresso predisporrà un documento che “invieremo alle nostre controparti e al Governo”. Bombardieri ha sottolineato che “senza una strategia sociale e industriale, l’IA rischia di aumentare divari territoriali, dipendenze tecnologiche, disuguaglianze professionali, sorveglianza nei luoghi di lavoro, precarizzazione e perdita di controllo pubblico su dati e servizi essenziali” e la Uil “non propone di frenare l’innovazione, ma di orientarla, condizionarla e contrattarla. Le risorse pubbliche, gli incentivi, gli appalti e le politiche industriali devono sostenere l’IA che crea buona occupazione, rafforza le competenze, migliora i servizi, protegge i dati e rispetta i diritti. Al contrario, non va sostenuta l’IA usata per sostituire lavoro senza tutele, intensificare i ritmi, opacizzare le decisioni o aumentare il controllo sulle persone. L’IA deve essere sicura, trasparente, contrattata, verificabile, socialmente sostenibile e utile alle persone”.

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