“Justice for Palestine”, si chiude la raccolta firme per la sospensione dell’accordo UE-Israele

15 Luglio 2026 - 20:35
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Bruxelles – Più di un milione di firme per chiedere la sospensione dell’accordo commerciale tra l’Unione europea e Israele. L’Alleanza della Sinistra Europea per i Popoli e il Pianeta (European Left Alliance-ELA) ha organizzato oggi (15 luglio) un evento a Bruxelles in occasione della fine della raccolta firme dell’iniziativa dei cittadini europei “Justice for Palestine, Stop EU trade with criminals” (Giustizia per la Palestina, stop al commercio dell’Unione europea con i criminali). L’azione chiuderà ufficialmente stasera alle ore 23:59.

Lanciata da ELA il 13 gennaio 2026, Justice for Palestine invita l’Unione europea a sospendere completamente l’accordo di associazione UE-Israele a causa del “genocidio, dell’occupazione e dell’apartheid di Israele contro la popolazione palestinese e delle sue continue violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani”. Secondo quanto riportato da ELA, è l’iniziativa che ha raggiunto più velocemente un milione di firme e la soglia minima dei sei Stati membri da quando è stata registrata. Nel primo pomeriggio di oggi l’iniziativa arrivava a quasi 1,3 milioni di firme provenienti da tredici Paesi.

“Questa firma è un tributo a coloro che lottano per porre fine a questo genocidio come gli studenti e gli attivisti che con le loro proteste hanno deciso di non chiudere gli occhi”, ha ribadito l’eurodeputata francese del partito ‘La Sinistra’, Manon Aubry, che ha sottolineato che “negli ultimi tre anni la Commissione europea non ha fatto nulla per fermare Israele” se non proporre un option paper definito dall’eurodeputata uno “scherzo”. Aubry è anche vicepresidente della commissione per il Commercio internazionale del Parlamento e ha spiegato che dopo la chiusura delle firme di stanotte, avrà inizio la loro verifica. Ogni Stato membro avrà a disposizione due mesi per effettuare il controllo e, una volta confermato il superamento o il raggiungimento del milione, la Commissione dovrà presentare una risposta entro sei mesi.

La  co-presidente di ELA, Catarina Martins, ha ricordato che oltre a ‘La Sinistra’, anche altri partiti del Parlamento europeo hanno mostrato il loro sostegno all’iniziativa, tra cui i socialisti e i Verdi. Inoltre, ha ricordato che l’accordo di associazione tra l’Unione europea e Israele  “sarebbe già dovuto esser sospeso”. L’articolo 2 del testo stabilisce che il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici è un elemento essenziale delle relazioni tra le due parti. Se una delle due viola queste regole, l’accordo prevede la possibilità di sospenderlo. Martins ha inoltre sottolineato che “la questione non si ferma qui”, poiché è necessario continuare “ad esercitare la pressione dell’opinione pubblica” dato che la Commissione e i governi “non rispondono alle richieste dei loro cittadini”.

L’eurodeputata de ‘La Sinistra’, Isabel Serra Sánchez, ha ricordato che l’iniziativa è “il minimo passo che possiamo fare di fronte al genocidio che sta vivendo il popolo palestinese” con la Striscia di Gaza che sta registrando un tasso di distruzione “pari al 90 per cento”. Sul punto, l’eurodeputata de ‘La Sinistra’, Hanna Gedin, ha evidenziato l’impatto degli attacchi israeliani sui bambini, la cui “infanzia è stata sostituita dal dolore”. Si è poi rivolta alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, all’Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, al primo ministro svedese, Ulf Kristersson, con parole nette: “Sapevate, ma avete deciso di non fare nulla” e “i diritti umani sono applicabili solo quando sono politicamente convenienti”.

L’iniziativa dei cittadini europei è uno strumento introdotto dal trattato di Lisbona che consente ai cittadini di chiedere alla Commissione europea di proporre atti legislativi o altre misure nei settori di sua competenza. Nel 1995 l’UE ha concluso con lo Stato di Israele un accordo di associazione volto ad agevolare e aumentare gli scambi commerciali, a fornire un quadro per il dialogo politico bilaterale e a promuovere la cooperazione scientifica, tecnologica e culturale. Con oltre il 34 per cento delle importazioni di Israele provenienti dall’UE e il 28,8 per cento delle esportazioni israeliane verso l’UE, l’Unione è il principale partner commerciale di Israele. Nel 2024 gli scambi totali di merci tra l’UE e Israele ammontavano a 42,6 miliardi di euro.

  

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