Juventus sfortunata: ha il calendario peggiore nella corsa per la Champions League

Maggio 11, 2026 - 21:05
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I bianconeri però hanno un piccolo vantaggio, e anche tanti rimpianti

Ci sono due 'derby' fra la Juventus e la qualificazione alla prossima Champions League: se li vince, la squadra di Luciano Spalletti è qualificata, indipendentemente dai risultati delle rivali. Dopo la vittoria di Lecce, contro una squadra agguerrita e in piena lotta per la salvezza, la Juve domenica se la vedrà in casa contro la Fiorentina, che vive ogni sfida con i bianconeri come se fosse un derby, e infine all'ultima giornata la Juventus avrà un vero derby, in casa del Torino, che scenderà in campo con il desiderio di regalare ai suoi tifosi una vittoria che potrebbe anche estromettete i rivali cittadini dall'Europa che conta e 'salvare' una stagione, nel cinquantennale del settimo e ultimo Scudetto del Toro.


CALENDARIO SFORTUNATO

Non è stata fortunata con il calendario la Juventus, che nelle ultime due giornate ha un calendario più difficile rispetto alla concorrenza. Il Milan giocherà con Genoa e Cagliari, la Roma avrà anche lei il derby con la Lazio e poi il Verona, e infine il Como se la vedrà con Parma e Cremonese. Calendario più difficile, ma un preziosissimo punto di vantaggio su Milan e Roma, e tre punti sul Como, un vantaggio che permette alla Vecchia Signora di poter contare solo su se stessa, senza guardare i risultati degli altri.


I RIMPIANTI SONO TANTI

Certo, i rimpianti sono tanti, se si pensa ai punti gettati dal vento dai bianconeri: pensando solo ai pareggi in casa contro Lecce, Sassuolo e Verona, ai tifosi bianconeri fa male pensare che con 6 punti in più in classifica la Juventus avrebbe già conquistato aritmeticamente la qualificazione alla Champions League.


CHE JUVE SARA'?

Prima e dopo il match con il Lecce, Spalletti ha parlato di due Juventus, che convivono spesso anche all'interno di una stessa partita. Una Juventus dominante nel gioco e capace di creare occasioni su occasioni. E una Juve incapace di concretizzare in goal tutta la mole di gioco prodotta, esponendosi poi al rischio di essere beffata nelle poche occasioni lasciate agli avversari. Per rendere concreta la qualificazione alla Champions, decisiva anche per il tipo di mercato che il club potrà (o non potrà) fare, servirà la prima Juve. Quella con gli occhi della tigre, come lo sguardo di Spalletti quando ha cercato la telecamera nel bordocampo di Lecce.


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