Kimi Antonelli ancora non si fida della Ferrari a Silverstone
Nonostante la vittoria della Sprint Race e la conquista di una storica pole position, Kimi Antonelli ancora non si fida. Il talento della Mercedes ha infatti battuto Lewis Hamilton e in generale le Ferrari sia nella mattinata che nel pomeriggio di Silverstone. In vista del Gran Premio di Gran Bretagna, però, tiene ancora alta la guardia e ammette di essere ancora preoccupato dalle Rosse di Maranello.
La battaglia con Hamilton nella Sprint, decisa solo dal suo sorpasso al nono giro, rappresenta infatti qualcosa che Antonelli non vuole sottovalutare. “Lewis è stato molto veloce, tenere dietro le Ferrari non sarà facile – ha sottolineato il pilota Mercedes raggiunto da ‘Sky Sport’ -. Mi servirà partire bene, ma anche tenere un ritmo sostenuto sin da subito in modo da uscire dalla zona overtake quanto prima. Ma non sarà facile, soprattutto se dovessero esserci le stesse folate di vento che c’erano oggi a Silverstone”.
I numeri della pole ottenuta da Antonelli, comunque, parlano da soli: 1 minuto 28 secondi e 111 millesimi, con 175 millesimi di vantaggio su Charles Leclerc e 347 su Hamilton. Un risultato che porta con sé un peso storico non indifferente: era dal 1953, quando Alberto Ascari riuscì nell’impresa, che un pilota italiano non partiva davanti a tutti a Silverstone. Un primato che aggiunge ulteriore significato a una giornata già straordinaria per il bolognese.
Proprio Leclerc, che occuperà la seconda casella in griglia, ha vissuto fin qui un weekend a due facce. Il monegasco aveva ammesso apertamente le proprie difficoltà con la SF-26 dopo le qualifiche Sprint del venerdì, spiegando il divario accusato rispetto ad Hamilton: “Da un po’ mi rendo conto di non avere la stessa disinvoltura che avevo nel 2025 con la macchina dello scorso anno. Anche quando spingo al massimo e metto tutto insieme, parliamo di decimi: Lewis riesce più spesso a sfruttare il 100% del potenziale della macchina”. Nel pomeriggio, però, il pilota del Principato ha scelto una strada diversa da quella del compagno di box, cambiando assetto e rifiutando di adattare il proprio stile di guida a quello di Hamilton: “Potevo cambiare completamente il mio stile di guida e cercare di fare quello che fa Hamilton. Perché è abbastanza evidente che, in generale, stia funzionando. Ho però deciso di insistere sulla mia strada, cercando di trovare una soluzione per adattare la Ferrari al mio modo di guidare”. Una scelta che si è rivelata vincente, almeno in qualifica.
Più cauto, invece, il tono scelto da Hamilton in vista della gara di domenica. Il sette volte iridato, che pure aveva dominato le qualifiche Sprint del venerdì e si era esaltato davanti al pubblico di casa, ha optato per il basso profilo: “Non voglio dare l’impressione di essere pessimista, ma le Mercedes sono molto più veloci di noi. Se anche noi della Ferrari dovessimo riuscire a restare al loro livello nei primissimi giri, sulla distanza di gara scompariranno. Rispetto a ieri mi sembra che abbiamo fatto dei passi indietro, non sento più benissimo la macchina soprattutto per quanto riguarda il bilanciamento. Il posteriore tende a scappare e anche in frenata non siamo perfetti”. Pretattica o sincera preoccupazione? La risposta arriverà dalla pista domenica pomeriggio.
Sullo sfondo, il weekend di Silverstone è stato teatro anche di un acceso botta e risposta tra i vertici delle due scuderie. Toto Wolff aveva sollevato dubbi pubblici sulla compatibilità degli aggiornamenti Ferrari con i limiti del budget cap: “Siamo un po’ sorpresi del fatto che la Ferrari riesca a introdurre aggiornamenti così consistenti. A mio parere presto finiranno i soldi. Noi non possiamo farlo, non disponiamo di un margine sufficiente nel tetto di spesa”. Una frecciata rispedita al mittente senza mezzi termini dal team principal Vasseur: “Quando sono la Red Bull o la Mercedes a sviluppare, sono dei geni. Quando lo facciamo noi, stiamo barando. Credo che bisognerebbe darsi una calmata su questo punto”. Un clima di tensione che aggiunge pepe a una sfida già di per sé elettrizzante, con Antonelli che guida il Mondiale a quota 179 punti, 43 lunghezze su George Russell e 47 su Hamilton.
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