La grande avventura della traduzione delle Sacre Scritture
Padre Gabriele Allegra per oltre 40 anni divise la sua vita tra predicazione e traduzione della Bibbia in lingua cinese
di Generoso D’Agnese
Partì con un preciso obiettivo: tradurre in cinese la Bibbia. E dopo anni e anni di vita vissuta in Estremo Oriente, il giorno di Natale del 1968 poté porre la parola fine al suo ambizioso progetto: la prima pubblicazione in lingua mandarina delle Sacre Scritture.
Giovanni Allegra dimostrò per tutta la vita di avere una tenacia fuori dal comune. Forse fu merito della sua terra natale, quella San Giovanni La Punta situata alle falde dell’Etna, che mutò il suo nome originale di San Giovanni de Nemore dopo che la lava si fermò a forma di punta davanti a un’edicola votiva di San Giovanni apostolo ed evangelista.
Nel borgo che per lungo tempo rimase alle dipendenze del comune di Catania, e che nel 1693 rinacque dalle macerie del terremoto della Val di Noto, Giovanni nacque il 26 dicembre del 1907, primogenito di Rosario Allegra e Giovanna Guglielmino, devotissimi della Madonna e custodi del piccolo Santuario della Ravanusa.
Nato e cresciuto in una famiglia povera ma ricchissima di fede, Giovanni fu battezzato il 5 gennaio del 1908 e ricevette la prima comunione e la cresima il 24 dicembre 1916. A soli 10 anni decise di diventare francescano e il 14 dicembre entrò nel Collegio Serafico di San Biagio di Acireale.
Dopo aver completato il Ginnasio nel Collegio Serafico di Acireale e a San Vito di Bronte, sulle falde dell’Etna, il 13 ottobre 1923, all’età di 16 anni, realizzò il suo sogno scegliendo per sé il nome di fra’ Gabriele Maria. Il giovane francescano proseguì gli studi filosofici e teologici presso il Collegio Sant’Antonio a Roma, dove venne ordinato sacerdote il 20 luglio 1930.
Il suo desiderio di vita missionaria fu presto esaudito. Il giovane si imbarcò a Brindisi in direzione Cina e arrivò alla missione di Hunan, situata a metà del corso del fiume Yangtze e a sud del Lago Dongting, nel luglio del 1931, mettendosi subito all’opera con l’apprendimento della lingua cinese.
Affrontò con grandissimo entusiasmo lo studio della difficilissima lingua locale e, dopo soli quattro mesi, iniziò a evangelizzare tra la gente di Hankow, Changsha e Heng Yang. In pochi mesi fu capace di celebrare la Santa Messa, confessare, battezzare e predicare in cinese e in pochissimi anni divenne totale padrone della lingua, trasformandosi in un vero cultore della stessa.
Nominato sul finire del 1932, a soli 25 anni, rettore del seminario minore di Heng Yang, assolse al compito per sette anni e, nel contempo, intraprese il suo ambizioso progetto personale di traduzione della Bibbia, cui diede inizio il 15 settembre del 1935, dedicandovi anima e corpo.
Per farlo intraprese diversi viaggi, anche in Terrasanta e a Roma, onde poter arricchire la propria documentazione. Papa Pio XI lo incoraggiò a non demordere dai propri propositi e, in una missiva al Vicario apostolico di Heng Yang, scrisse: «Dite a questo Padre che nihil est impossibile oranti, studenti et laboranti. Nulla è impossibile a chi prega, studia e lavora. Ditegli che dovrà molto soffrire, ma non si abbatta, lavori con costanza. Io su questa terra non vedrò quest’opera finita, ma dal cielo pregherò per lui».
Nel 1940 l’infaticabile francescano, ottimo conoscitore dell’inglese, del francese, dello spagnolo, del tedesco, del greco, del siriaco e dell’aramaico, si imbarcò alla volta degli Stati Uniti e, arrivato a San Francisco, ripartì in direzione del Giappone. Raggiunta Kobe, ebbe modo di incontrare per la prima volta il sacerdote gesuita Teilhard de Chardin, ma fu fermato dagli sviluppi della seconda guerra sino-giapponese.
Fra’ Gabriele non si diede per vinto e riuscì ad arrivare in Cina, pur perdendo durante il viaggio attraverso i territori occupati dai giapponesi oltre la metà dei suoi appunti con i testi tradotti in cinese.
Chiamato a svolgere il compito di cappellano nell’ambasciata italiana di Pechino, il missionario poté lavorare con relativa calma ai propri studi, dividendosi tra la ricerca e l’impegno in favore di altri missionari internati nei campi di internamento di Weihsien, a nord della Cina.
Nella capitale cinese inaugurò lo Studium Biblicum Franciscanum, dedicandolo al beato Giovanni Duns Scoto. Il 2 agosto 1946 uscì il primo volume dei Salmi, cui avrebbero fatto seguito altri 11 volumi per complessive 10.000 pagine, corredate da un commentario ricchissimo e aggiornato e da note critiche di grande valore scientifico.
La parentesi cinese durò il tempo della guerra civile. Al termine di essa, il francescano lasciò Pechino per trasferirsi a Kowloon, nei pressi di Hong Kong, e papa Pio XII, dopo averlo ricevuto in udienza, gli assegnò un cospicuo sussidio per ampliare l’opera.
Nel 1948 lo Studium Biblicum Franciscanum diede alle stampe i primi tre volumi del Vecchio Testamento tradotto in cinese. Sarà l’inizio di una straordinaria avventura editoriale, che nel corso di 12 anni avrebbe visto pubblicati altri otto volumi, corredati di note esplicative, tra cui il Nuovo Testamento.
Fra’ Gabriele, nel 1954, lasciò temporaneamente Hong Kong per trasferirsi per un anno a Gerusalemme e studiare i testi biblici originali. Nel 1955 il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma gli conferì la laurea in Teologia ad honorem e, al suo ritorno in Cina, padre Allegra fondò uno Studio Sociologico, per dare corpo al proprio impegno culturale e civile.
Oltre alla Bibbia, che rimane l’opera fondamentale, lavorò all’edizione popolare dei Vangeli, pubblicati in oltre 60.000 copie, esaurite in brevissimo tempo, poi al Nuovo Testamento e quindi a tutta la Bibbia in un solo volume.
Come opera di divulgazione pubblicò una originale antologia biblica, dal titolo Il Buon Annunzio del Regno di Dio, il Dizionario Biblico a carattere scientifico e una rivista biblica di indole pastorale e apologetica.
Trasferitosi temporaneamente a Singapore, il missionario francescano scrisse e pubblicò due preziosi trattati di sociologia: De doctrina sociali christiana e Tractatus de Ecclesia et Statu.
Nel 1965, a Hong Kong, organizzò invece la mostra intitolata “Bibbia ecumenica” e diede vita ai “seminari biblici”, conferenze di studio con rappresentanti delle varie denominazioni protestanti d’Europa, d’America e d’Asia.
L’infaticabile missionario organizzò anche settimane bibliche a Formosa, in Giappone e a Hong Kong. A chi gli chiedeva quali fossero i mezzi per favorire l’unione con Dio, fra’ Gabriele rispondeva che ve ne erano due: la preghiera e la scienza come ricerca.
Fra’ Gabriele Allegra morì a Hong Kong il 26 gennaio 1976, pochi giorni dopo aver completato il suo immane lavoro di traduzione biblica in cinese.
Nel 1986 il suo corpo fu trasferito ad Acireale, nella chiesa francescana di San Biagio, mentre subito dopo la morte fu avviato il lungo iter previsto per il processo di beatificazione, concluso il 23 aprile 2002 con papa Giovanni Paolo II.
Il 29 settembre 2012, nella cattedrale di Acireale, in Sicilia, il figlio di San Giovanni La Punta fu beatificato dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, per volontà di papa Benedetto XVI.
Didascalie immagini
Padre Gabriele Allegra impegnato nella traduzione della Bibbia.
Versione internazionale della Bibbia Sacra cinese-inglese.
Padre Allegra insieme ai francescani cinesi.
Dipinto su seta, XX secolo: “La fuga in Egitto”.
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