Kylie Jenner non è solo la testimonial dei nuovi Meta Glasses: ha partecipato al design e prestato la voce. Una scelta che potrebbe ritorcersi contro

02 Luglio 2026 - 12:44
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Kylie Jenner non è solo la testimonial dei nuovi Meta Glasses: ha partecipato al design e prestato la voce. Una scelta che potrebbe ritorcersi contro

Dopo l’impero del make-up, la tecnologia indossabile. La modella e imprenditrice Kylie Jenner ha collaborato con Meta ed EssilorLuxottica per il lancio dei nuovi Meta Glasses, gli occhiali con intelligenza artificiale integrata, disponibili a un prezzo più basso dei precedenti smart glasses. La collaborazione ha suscitato grande interesse, ma ha anche aperto un dibattito su privacy e sicurezza in cui è finita la stessa Kylie Jenner.

Timothée Chalamet e Kylie Jenner coordinati in arancio Marty Supreme

Perché Meta ha scelto Kylie Jenner

Dopo il successo dei Ray-Ban Meta e degli Oakley Meta, il colosso tech ha recentemente svelato tre nuovi modelli di occhiali smart: i Meta Adventurer, i Meta Fury e, infine, l’ormai celebre Starfire Kylie Edition: i primi smart glasses con AI incorporata e una silhouette affusolata, che offrono la possibilità di ascoltare la voce di Kylie Jenner come assistente.

Non si tratta solo di una star scelta per la campagna marketing: la sorella minore di Kim Kardashian è stata coinvolta nel progetto, ha partecipato al design del modello e ha prestato la propria voce. In questo modo, Meta prova a espandere la propria demografica cercando di raggiungere un pubblico femminile più giovane, e a cambiare il modo il cui il prodotto viene percepito.

Kylie Jenner con il modello Starfire Kylie Edition dei Meta Glasses.

Kylie Jenner ha costruito buona parte della sua carriera attraverso i social network di Meta, costruendo un impero sulla propria immagine. Il salto dallo smartphone agli smart glasses, in qualche modo, è un’evoluzione naturale del suo percorso. È cresciuta di fronte alle telecamere del reality show di famiglia, Al passo con i Kardashian, e oggi è una delle donne più fotografate del pianeta. Nelle interviste ha spesso lamentato la mancanza di privacy e la costante presenza dei paparazzi: i fan hanno notato il paradosso, criticandola online per questa contraddizione.

La risposta di Meta sulla privacy

I Meta Glasses hanno riaperto il dibattito sui possibili usi lesivi di questo tipo di tecnologia. Rispetto a una macchina fotografica o a uno smartphone, gli occhiali che riprendono sono molto più discreti e difficili da individuare. Meta ne è ben consapevole: tutti i modelli, inclusi gli ultimi, hanno una spia luminosa che segnala agli altri la registrazione in corso. Non si può disattivare: «Il LED di acquisizione consente agli altri di sapere quando utilizzi gli occhiali – si legge sul sito del brand – Se il LED è coperto, ti verrà chiesto di scoprirlo. Adottiamo misure per proteggere la privacy delle persone quando utilizzi la fotocamera degli occhiali per le funzioni di IA, ad esempio rimuovendo importanti informazioni personali». Sui social, alcuni utenti preoccupati fanno notare che esistono tutorial su come aggirare la spia accesa, consigli divulgati spesso da blog e podcast della manosphera. Consapevole dei possibili usi illeciti degli occhiali, Meta ha condiviso una guida per un uso responsabile degli occhiali, dove prega i propri clienti di rispettare la legge e la privacy delle persone che chiedono di non essere riprese: «Spegni gli occhiali in spazi sensibili come studi medici, spogliatoi, bagni pubblici, scuole o luoghi di culto».

Gli occhiali Meta Starfire Kylie Edition: i primi AI glasses progettati con Kylie Jenner.

Le critiche verso Kylie Jenner

Le critiche hanno investito Kylie Jenner: molti utenti online hanno valutato la scelta come un passo falso: perché una giovane donna, che ha vissuto sulla sua pelle problemi di privacy, dovrebbe prestare il proprio nome a un prodotto così controverso? Su Instagram, i commenti dei post in cui annunciava la collaborazione si sono riempiti di critiche, come «La sorveglianza non è chic» e «Quindi voi potete avere la vostra privacy, e le persone comuni no?». Ma, a giudicare dall’interesse suscitato online, la scommessa di Meta ha funzionato: gli smart glasses stanno uscendo dalla nicchia, allargando le vendite. Se diventeranno comuni come gli smartwatch è presto per dirlo, ma la campagna di marketing ha innegabilmente dato i suoi frutti.

 

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