Un incontro internazionale sul Vespucci per capire come proteggere i patrimoni culturali

02 Luglio 2026 - 12:31
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Un incontro internazionale sul Vespucci per capire come proteggere i patrimoni culturali

Il 7 luglio la nave scuola Amerigo Vespucci ormeggiata a New York ospiterà la Missione permanente italiana all’ONU per un incontro sulla protezione del patrimonio culturale nelle operazioni di peacekeeping, organizzato a margine del quinto United Nations Chiefs of Police Summit, il vertice che riunisce capi di polizia, ministri e rappresentanti istituzionali per discutere il ruolo della polizia nelle missioni ONU. Nel programma sono coinvolti anche UNESCO, INTERPOL, UNODC, UNOCT, UNICRI, il Dipartimento per le Operazioni di Pace e i Carabinieri.

In guerra non vengono colpiti solo eserciti, infrastrutture e civili. Spesso vengono distrutti anche luoghi religiosi, archivi, siti archeologici, biblioteche e monumenti, spesso anche per colpire direttamente la memoria di una comunità. Quando un gruppo armato abbatte un mausoleo o saccheggia un museo non sta facendo soltanto un danno culturale: può provare a cancellare una storia, intimidire una popolazione o finanziare le proprie attività vendendo oggetti sul mercato illegale. Nel 2017 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato all’unanimità la risoluzione 2347, dedicata alla distruzione e al traffico di patrimonio culturale da parte di gruppi terroristici in contesti di conflitto armato.

Il caso che ha cambiato molto il modo in cui se ne parla è il Mali. Nel 2012, durante l’occupazione jihadista di Timbuktu, furono attaccati mausolei e luoghi religiosi iscritti nel patrimonio mondiale UNESCO. Nel 2016 la Corte penale internazionale condannò Ahmad Al Faqi Al Mahdi per il crimine di guerra legato all’attacco contro dieci monumenti storici e religiosi: fu uno dei primi casi in cui la distruzione del patrimonio venne trattata come materia penale internazionale e non come semplice danno collaterale. La missione ONU in Mali, MINUSMA, fu poi il primo esempio rilevante di operazione di peacekeeping con compiti esplicitamemte legati alla protezione dei siti culturali e storici.

Sul Vespucci si insisterà allora su mandati, tracciabilità, banche dati, cooperazione tra polizie, formazione del personale. Si cercherà anche di capire come salvare un sito culturale durante una missione di peacekeeping che non ha ad oggetto esclusivamente quello, perché le priorità sono già moltissime e spesso mancano risorse, sicurezza e informazioni affidabili. Significa sapere quando un saccheggio è solo un furto e quando invece fa parte di un disegno criminale preciso; significa anche avere inventari e fotografie prima che gli oggetti spariscano; significa far parlare soldati, poliziotti, dogane, magistrati e istituzioni culturali senza aspettare che la crisi sia finita.

L’Italia porta a questa discussione un’esperienza particolare, non solo perché ha 61 siti iscritti nella Lista del patrimonio mondiale UNESCO, più di qualunque altro Stato, ma perché nel 1969 istituì il reparto specializzato dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. La banca dati italiana dei beni culturali illecitamente sottratti consta di oltre 7,2 milioni di oggetti catalogati e più di 1,1 milioni di immagini. E questo racconta come l’Italia ha strumenti molto sviluppati, ma anche un problema enorme da gestire.

La parte internazionale passa soprattutto da INTERPOL. La sua banca dati sulle opere d’arte rubate contiene quasi 57mila oggetti ed è costruita su informazioni certificate fornite dalle autorità competenti; l’app ID-Art permette a polizie, dogane, collezionisti e operatori del mercato di verificare più facilmente se un bene risulta rubato. UNESCO sta lavorando anche a un museo virtuale degli oggetti sottratti, pensato per rendere visibile ciò che spesso sparisce tra passaggi di proprietà, frontiere e collezioni private.

È possibile seguire l’incontro attraverso l’apposito link streaming.

L'articolo Un incontro internazionale sul Vespucci per capire come proteggere i patrimoni culturali proviene da IlNewyorkese.

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