“La forza dei territori”, Ecr e FdI rilanciano da Roma la sfida europea su coesione e competitività

10 Luglio 2026 - 17:13
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“La forza dei territori”, Ecr e FdI rilanciano da Roma la sfida europea su coesione e competitività

La politica di coesione non può essere ridotta a un meccanismo di redistribuzione delle risorse tra regioni più ricche e territori in ritardo. L’Europa che Fratelli d’Italia ed ECR vogliono costruire parte soprattutto da Regioni, Comuni, imprese e amministratori locali. È questo il messaggio lanciato a Roma da “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, il seminario organizzato dalla delegazione di FdI-ECR al Parlamento europeo al Crowne Plaza Rome St. Peter’s. Una vera politica economica europea, capace di costruire infrastrutture, rafforzare le imprese, ridurre i divari e mettere ogni comunità nelle condizioni di competere.

“Oggi coesione vuol dire infrastrutture, vuol dire energia, vuol dire connessioni, vuol dire trasporti, vuol dire turismo, vuol dire sviluppo economico, di conseguenza. Mettere i territori nelle condizioni di poter competere ad armi pari, per la competitività delle loro imprese e delle loro comunità locali, è fondamentale”, ha affermato Fidanza che è un po’ il padrone di casa sul tema dell’evento che ha visto una grande partecipazione di eurodeputati e rappresentanti locali del partito di Meloni. Fidanza ha quindi ribadito che “noi non vediamo, e ci impegniamo affinché questa visione passi, alcuna dicotomia tra coesione e competitività. Anzi, li consideriamo i due pilastri su cui fondare il bilancio europeo, tenendoli insieme”. Sul finanziamento delle priorità europee ha aggiunto che “L’Italia, il nostro Governo, ha già dichiarato di voler sostenere questa posizione proposta dalla Spagna. Noi siamo d’accordo”.

Ad aprire i lavori sono stati Carlo Fidanza, Giovanni Donzelli, Galeazzo Bignami e Lucio Malan. Il programma prevede poi l’intervento del ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, introdotto da Denis Nesci, e nel pomeriggio quelli di Antonella Sberna, Arianna Meloni e del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto.

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La chiusura è affidata invece al copresidente del gruppo ECR Nicola Procaccini. Il cuore della giornata è rappresentato dai tavoli tematici paralleli, introdotti dagli eurodeputati di Fratelli d’Italia. Il confronto mette al centro le principali dimensioni della coesione: infrastrutture e collegamenti, energia, competitività delle imprese, aree interne e spopolamento, turismo, agricoltura, capacità amministrativa degli enti locali e futuro delle risorse europee dopo il 2027. L’obiettivo è far dialogare il livello europeo con quello nazionale, regionale e comunale, evitando che le decisioni sul prossimo bilancio dell’Unione vengano prese lontano dai territori che dovranno attuare.

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Nel suo intervento, Foti ha richiamato la necessità di difendere una politica di coesione capace di produrre risultati misurabili e di accompagnare gli investimenti con tempi certi, capacità progettuale e responsabilità amministrativa. Il punto politico è che le risorse europee non devono disperdersi in migliaia di interventi frammentati, ma devono essere concentrate su opere, servizi e programmi in grado di accrescere la competitività dei territori. Il ministro ha inoltre insistito sul rapporto tra programmazione europea, PNRR e politiche nazionali, sottolineando che il futuro della coesione dipenderà anche dalla capacità dell’Italia di trasformare le risorse in cantieri, infrastrutture e sviluppo stabile. Particolare attenzione è dedicata alle aree interne, montane e rurali, alla ricostruzione dell’Appennino centrale e alla strategia europea del Right to Stay, il diritto a restare, la strategia che sta portando con convinzione proprio il vicepresidente esecutivo della Ue, Raffaele Fitto.

La sfida non è trattenere artificialmente le persone nei luoghi d’origine, ma garantire che restare sia una scelta possibile: servono sanità, scuole, trasporti, connettività digitale, casa, lavoro qualificato e servizi pubblici. La coesione diventa così una condizione della competitività, perché un territorio privo di collegamenti, energia, competenze e servizi non può attrarre investimenti né offrire prospettive alle proprie comunità. L’iniziativa arriva mentre Bruxelles prepara il prossimo quadro finanziario pluriennale. Il confronto è già aperto tra chi vorrebbe centralizzare maggiormente i fondi e chi, come FdI-ECR, chiede di mantenere forte il ruolo delle Regioni e degli enti locali. Il timore è che nuove priorità europee possano comprimere le risorse tradizionalmente destinate alla coesione e all’agricoltura.

“Con Fratelli d’Italia e la guida di Giorgia Meloni, il nostro Paese non è più il fanalino di coda in Europa: sempre più spesso è la linea italiana a orientare le scelte comunitarie. I territori non possono essere considerati periferia d’Europa: con le loro peculiarità devono diventare protagonisti e motore dello sviluppo continentale. È questa la direzione su cui continuerò a lavorare a Bruxelles, nell’interesse dei nostri territori”, ha detto Carlo Ciccioli, membro delle commissioni Trans e Pesch a Bruxelles.

Da Roma parte invece la richiesta di un bilancio solido, capace di sostenere contemporaneamente la competitività industriale e il riequilibrio territoriale. Il messaggio politico della giornata pare netto: non esiste una contrapposizione tra crescita e solidarietà territoriale. Investire in strade, porti, ferrovie, digitale, energia, turismo, imprese e servizi significa rafforzare l’intero sistema nazionale ed europeo. La coesione, se ben progettata, non finanzia la dipendenza, ma crea le condizioni per l’autonomia economica dei territori.

“La forza dei territori” diventa così anche la rappresentazione del modello politico che Fratelli d’Italia rivendica in Europa: meno centralismo, meno vincoli ideologici, più attenzione alle comunità, alla produzione e agli amministratori. Una linea che punta a trasformare le periferie geografiche in protagoniste della nuova competitività europea.

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