“La gente vuole pezzi semplici”: Paolo Pieretto e la critica al music business 2.0

Maggio 15, 2026 - 23:04
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“La gente vuole pezzi semplici”: Paolo Pieretto e la critica al music business 2.0
Paolo Pieretto

Il cantautore Paolo Pieretto è passato da Materia, lo spazio culturale di VareseNews a Castronno, per presentare il suo ultimo lavoro discografico: La gente vuole pezzi semplici. L’incontro di venerdì 15 maggio, condotto dal giornalista Marco Tresca, ha offerto l’occasione per approfondire la genesi di un album che arriva dopo dieci anni di assenza dalle pubblicazioni, periodo durante il quale Pieretto ha ricoperto il ruolo di direttore artistico per un’etichetta indipendente.

L’opera è una critica diretta alle dinamiche dell’industria musicale contemporanea, che l’artista definisce «industria musicale 2.0». Pieretto ha scelto una produzione domestica e volutamente «grezza», rinunciando alla perfezione tecnica degli studi di registrazione per privilegiare l’urgenza comunicativa. «Il disco è registrato tutto da solo in casa, tutto suonando di farlo perché le batterie sono comunque scritte, però è fatto in casa» ha spiegato il musicista , sottolineando come la qualità tecnica sia oggi spesso sacrificata a favore di una fruizione superficiale tramite smartphone o formati compressi.

Il titolo dell’album riprende una frase rivoltagli in passato da un discografico, che lo esortava a scrivere canzoni disimpegnate e facili da ascoltare. Pieretto ha invece rivendicato la natura «politica» della sua scrittura, intesa come capacità di innescare riflessioni che vadano oltre la durata del brano. «Penso che ci siano due macrolinee di canzoni: quelle che esauriscono il loro compito nei 3-4 minuti, e altre che provano a lasciarti un pensiero, una riflessione, come quando si fa un pizzicotto» ha dichiarato durante l’intervista.

Un momento centrale della serata è stato dedicato al brano che ha sbloccato il lungo silenzio creativo, nato in seguito alla perdita del padre. Questa esperienza ha portato Pieretto a una nuova consapevolezza artistica e a una libertà espressiva priva di condizionamenti esterni. «Non ho una casa discografica che mi chiede il disco, quindi scrivi veramente liberamente quello che senti» ha affermato l’autore. L’album include anche collaborazioni trasversali, come quella con l’attrice di stand-up comedy Laura Formenti, che nel brano Singolo interpreta ironicamente il ruolo di una «influencer discografica».

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