La “maggioranza Giorgia” vince in Ue: il modello Meloni ridisegna l’Europa dei migranti e sconfessa anni di caos e pseudo-buonismo di sinistra

È un dato di fatto acclarato da numeri. Dichiarazioni ufficiali. E voto del Pe: la “maggioranza Giorgia” si impone e vince in Ue, e il modello Meloni ridisegna l’Europa dei migranti, ribaltando vecchi dogmi e abusati slogan finto-buonisti delle sinistre. Trasformando le idee dei conservatori in politiche comunitarie ufficiali. Il via libera arrivato ieri dal Parlamento europeo al nuovo regolamento sui rimpatri immediati sancisce il definitivo cambio di paradigma a Bruxelles: l’approccio ideologico delle porte aperte cede il passo al pragmatismo di Roma divenuto arteria di collegamento che dall’Italia porta al cuore del vecchio continente.
La “maggioranza Giorgia” vince in Ue: il modello Meloni ridisegna l’Europa dei migranti. E non solo
Un architrave a struttura portante di centrodestra che, come sottolinea il capogruppo di Fratelli d’Italia (Ecr) al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, auspicando la creazione di «una maggioranza a destra» che possa «sovvertire» gli errori delle passate legislature, deve diventare strutturale. «Noi abbiamo già sperimentato una proficua collaborazione su alcuni temi importantissimi. Pensiamo a diverse normative del Green Deal che sono state riviste o posticipate, modificate grazie alla cosiddetta maggioranza ex Venezuela. Oggi noi la chiamiamo la maggioranza Giorgia: una maggioranza di centrodestra».
Fidanza: «La maggioranza di centrodestra sia uno schema di lavoro»
Di più, sottolinea sempre Fidanza: «Ci auguriamo che questo possa essere uno schema di lavoro sempre di più su queste stesse tematiche», spiega Fidanza, indicando automotive ed Ets come altri temi «fondamentali» dove sarebbe auspicabile sperimentare questo formato. Tanto che, aggiunge in calce: «Abbiamo ancora tantissimi argomenti che arriveranno nei prossimi mesi in cui, dal nostro punto di vista, l’unico modo per cambiare rotta rispetto a quelli che noi consideriamo gli errori della passata legislatura è questo tipo di maggioranza».
Concludendo la sua disanima con una stilettata in punta di fioretto: «Non si può pretendere da chi ha ispirato quegli errori, cioè dalla sinistra europea, di essere parte della soluzione. L’unica possibilità è creare una maggioranza a destra che possa sovvertire quanto di sbagliato è stato fatto e possa riportare insieme pragmatismo e competitività insieme alla sostenibilità ambientale».
Migranti, Procaccini: «L’Italia ha cambiato l’Europa»
Una vittoria politica totale e ad ampio raggio di possibilità d’intervento, insomma, che certifica come la linea di Giorgia Meloni sia ormai l’asse portante della nuova governance. Lo spiega bene, tra gli altri, anche Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR): «L’Italia cambia l’Europa. Ed è ciò che è avvenuto. Non ci siamo candidati per declamare idee o visioni o proposte. Ci siamo candidati per cambiare le cose che non funzionavano. Ebbene, oggi lo slogan è: l’Italia ha cambiato l’Europa». E il fulcro di questa rivoluzione è l’istituzionalizzazione del Protocollo Albania.
Nelle parole di Procaccini, allora, il provvedimento «compie definitivamente la rivoluzione di Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia, dei conservatori europei nella lotta all’immigrazione illegale in Europa. Finalmente il problema non è più la ricollocazione dei migranti in Europa, ma la gestione dell’immigrazione viene spostata fuori dai confini europei. Questo significa, naturalmente, la possibilità di realizzare dei centri per i rimpatri all’estero negli Stati terzi, esattamente l’estensione del modello Albania a tutta Europa. Oggi finalmente “todo cambia”, tutto cambia. Oggi l’immigrazione verrà governata secondo il nostro modello».
Sberna: «Un risultato storico per l’Europa, che porta la firma politica della visione di Giorgia Meloni»
Dunque, alla resa dei conti e alla conta dei numeri, anche la sinistra è costretta a inseguire il buon senso impresso da Roma, come rileva la stessa Antonella Sberna, europarlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Parlamento Ue: «Il dato politico è che il regolamento è passato con la cosiddetta “maggioranza Giorgia”. Ma prendiamo atto che anche parte della sinistra abbia compreso che si trattava di proposte di buon senso. Purtroppo per anni proprio la sinistra ha usato l’emergenza umanitaria come scusa per non governare il fenomeno. Mentre noi abbiamo voluto affermare il principio secondo cui può restare in Europa solo chi ne ha realmente diritto per motivi di asilo e rispetta le regole».
Per Sberna si tratta di un «risultato storico per l’Europa, che porta la firma politica della visione di Giorgia Meloni e del lavoro determinato che Fratelli d’Italia ha portato avanti in questi anni al Parlamento europeo. È una visione che guarda oltre l’emergenza e punta ad affrontare le cause profonde delle migrazioni, rafforzando il ruolo dell’Unione nel Mediterraneo e in Africa attraverso una cooperazione strutturata. Relazioni più solide con i Paesi terzi. E una strategia diplomatica che favorisca sviluppo, stabilità e sicurezza, come avviene ad esempio con il Piano Mattei».
Chiosando emblematicamente: «Ci siamo presentati alle urne con “l’Italia cambia l’Europa” e ci stiamo riuscendo. Non ci fermiamo agli slogan, perché c’è Giorgia Meloni al governo e Fratelli d’Italia lavora ogni giorno al Parlamento europeo al servizio degli italiani e per l’Italia».
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