“La riforma? Ci prova, ma non basta” alcuni sindaci del Varesotto commentano la riforma Foti

A margine dei lavori della rassegna organizzata da Upel, alcuni amministratori locali hanno commentato ai nostri microfoni la legge Foti. Ne emerge un quadro di cauto pragmatismo: nessuna bocciatura secca, ma nemmeno entusiasmo.
La riforma viene accolta come un passo nella direzione giusta, insufficiente però ad affrontare il nodo vero — la complessità normativa — che continua a ingessare l’azione quotidiana della pubblica amministrazione.
Per Davide Galimberti, sindaco di Varese, il punto è chiaro: “Per raggiungere quegli obiettivi si deve partire da una vera semplificazione delle norme.”
Marcella Androni, sindaco di Angera, mette in guardia dal rischio opposto: “Non vorrei che diventasse un ulteriore baluardo per la casta dell’amministrazione locale.” Più fiduciosa la sua collega di Ispra, Rosalia Di Spirito, che vede nella riforma “un buon passo avanti, utile ai sindaci per migliorare il dialogo con i funzionari.”
Marco Magrini, presidente della Provincia di Varese e sindaco di Masciago Primo, richiama l’esperienza ventennale: “Avere intorno bravi funzionari e un buon segretario diventa fondamentale: a quel punto sei sereno di firmare.” Più sfumato Matteo Capuzzi, vicesindaco di Bodio Lomnago: “Va applicata senza pregiudizio, riconoscendo il principio da cui nasce.”
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