La storia del bambino di 11 anni morto di rabbia a causa di un pipistrello in Canada: l’animale si era poggiato sul suo viso mentre dormiva

04 Luglio 2026 - 18:38
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In Canada un bambino di 11 anni è morto di rabbia dopo essersi svegliato con un pipistrello appoggiato sul naso e sulla bocca. L’episodio, accaduto nel 2024, è stato reso noto solo ora in un rapporto pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, che descrive la progressione della malattia e il successivo decesso del bambino. Quando si era svegliato con il pipistrello poggiato sul viso, il bambino lo aveva allontanato con una mano, mentre il padre era riuscito a catturarlo utilizzando una pentola, liberandolo poi all’esterno.

La diagnosi errata, il ricovero e il decesso

Nessuno aveva richiesto assistenza per il bambino, dato che non presentava segni di morsi o ferite. Dopo due settimane, però, il bambino ha cominciato a sentirsi male, manifestando sintomi come formicolio e intorpidimento sul lato destro del viso, accompagnati anche da gonfiore facciale, perdita di appetito e vomito. Dopo essere stato visitato più volte, al bambino è stata prescritta una terapia antivirale utilizzata contro alcune infezioni da herpes, poiché si sospettava una paralisi di Bell. Le sue condizioni, però, continuavano a peggiorare: le analisi, infatti, hanno rivelato ulcere gengivali e un lieve deficit di un nervo facciale. Gengivostomatite erpetica: è questa la diagnosi errata con la quale il bambino è stato dimesso dall’ospedale. Eppure, nei giorni successivi il suo stato di salute è peggiorato ulteriormente, con la riduzione della sensibilità, la difficoltà nell’articolazione delle parole, febbre, problemi di deglutizione e allucinazioni visive.

A quel punto, il bambino è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva pediatrica. “Quando lo abbiamo visto in terapia intensiva abbiamo pensato potesse trattarsi di rabbia”, hanno rivelato i medici del Dipartimento di Pediatria e Salute Infantile dell’Università del Manitoba. Durante il ricovero, il bambino è stato sottoposto a un test PCR, che ha confermato i sospetti dei medici. Il bambino, però, è deceduto dopo circa due settimane di ricovero. Nel caso di un animale infetto, il contagio può essere trasmesso attraverso un morso oppure mediante un contatto della saliva dell’animale con una ferita aperta o con la mucosa di naso, bocca e occhi di un uomo. Come hanno spiegato gli esperti, i morsi dei pipistrelli, in grado di trasmettere la rabbia, possono essere microscopici, tanto da non destare sospetti.

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