La Svizzera torna ai quarti dopo 72 anni: la storia de "L'infuocata battaglia di Losanna" contro l'Austria. 7-5, la gara con più goal della storia dei Mondiali

08 Luglio 2026 - 12:22
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Per ritrovare gli elvetici tra le migliori otto squadre del Mondo bisogna risalire addirittura al 1954: fu una partita ai limiti dell'assurdo

Per chi è appassionato di storia dei Mondiali, l'accesso della Svizzera ai quarti di finale non può che riportare alla superficie della memoria l'ultimo precedente, che risale addirittura a 72 anni fa. Una partita memorabile, che ha stabilito un record ancora oggi imbattuto, ovvero quello della gara con più goal segnati nella storia quasi centenaria della manifestazione. Questa è la storia dell'Hitzeschlacht von Lausanne, ovvero dell'infuocata battaglia di Losanna: Austria-Svizzera 7-5 del 26 giugno 1954.

IL CONTESTO E COME ARRIVARONO LE DUE SQUADRE

I Mondiali del 1954, vinti dalla Germania Ovest che tornava alla ribalta dopo gli orrori della guerra sulla strafavorita Ungheria (das Wunder von Bern, il miracolo di Berna, come passò alla storia il 3-2 in finale ai magiari), furono i primi ad essere trasmessi in televisione e sono ancora oggi quelli con la media-goal più alta nella storia. La fortissima Aranycsapat, la squadra d'oro ungherese di Puskas, ma anche i maestri inglesi, i campioni in carica dell'Uruguay e l'ultimo Brasile prima di Pelè guidavano il convoglio delle favorite.

Tra queste potenze, non era difficile inserire l'Austria allenata da Walter Nausch, erede del Wunderteam degli anni Trenta, la massima espressione della scuola danubiana: Theodor Wagner ed Ernst Probst in attacco non avevano nulla da invidiare alle punte migliori dell'epoca. Nella fase a gironi, che prevedeva due partite e non le classiche tre, gli austriaci superarono per 1-0 la Scozia e per ben 5-0 la Cecoslovacchia, qualificandosi ai quarti di finale (il torneo contemplava solo 16 partecipanti) come seconda classificata per differenza reti dietro l'Uruguay.

La Svizzera, invece, si fondava sulla solidità difensiva data dallo stratega Karl Rappan, figura importantissima nella storia del calcio europeo, che già nel 1938 aveva disputato i quarti di finale dei Mondiali battendo la Germania, all'epoca una fusione tra i tedeschi e l'Austria appena annessa, grazie alla prima versione del catenaccio, il Verrou, ottenuto abbassando il centromediano tra i due difensori e facendone una sorta di libero ante litteram. Ai Mondiali casalinghi del 1954, la Svizzera batté l'Italia per 2-1 e cedette 2-0 all'Inghilterra, dovendo disputare uno spareggio per andare ai quarti ancora contro gli azzurri. Gli elvetici si imposero per 4-1, mandando a casa la Nazionale ancora in fase di profonda ricostruzione dopo la tragedia di Superga che aveva spazzato via il Grande Torino cinque anni prima.

LA PARTITA

Il quarto di finale del 26 giugno a Losanna fu caratterizzato da un caldo pazzesco: 36 gradi all'ombra, punte di 40 in campo, condizioni che evidentemente mandarono in malora qualsiasi tatticismo e sfavorirono alla fine l'organizzazione di Rappan a vantaggio della maggiore potenza a disposizione di Nausch.

Eppure ad accusare maggiormente il caldo fu il portiere austriaco Kurt Schmied, che a causa di un principio di ipertermia fu tutt'altro che insuperabile (giova ricordare che all'epoca non erano contemplate le sostituzioni). Minuti 16, 17 e 19: Ballaman, Hugi e ancora Hugi segnarono in rapida successione e, con tre reti da proteggere, tutti si aspettavano che il Verrou svizzero si serrasse a tripla mandata.

E invece, nell'arco della stessa manciata di minuti, poco dopo, l'Austria recuperò lo svantaggio: 25', 26', 27', tre pugnalate firmate da Wagner, Korner e ancora Wagner, tutto da rifare. Il che è ancora più clamoroso se si considera che di lì a una decina di minuti andarono in rete anche capitan Ocwirk e di nuovo Korner. Da 0-3 a 5-3, fine primo tempo? No, perché un sussulto di Ballaman chiuse la frazione sul 5-4, ringraziando ancora il portiere Schmied e Korner, che prima dell'intervallo sbagliò pure un rigore.

Scene surreali all'intervallo, con allucinazioni dovute al caldo da una parte e dall'altra, ma in qualche modo si riprese a giocare: Wagner completò la propria tripletta imitato poco dopo da Hugi, 6-5 e tutto apertissimo. A quel punto Ernst Happel, che poi sarebbe diventato un grande allenatore, si posizionò spontaneamente davanti alla difesa austriaca a mo' di baluardo contro le ondate svizzere, mossa che si rivelò fondamentale. Probst, fin lì anonimo, segnò il suo quinto goal nel torneo e chiuse la gara sul roboante risultato di 7-5, al termine della quale tutti crollarono a terra, stremati.

COME ANDO' POI L'AUSTRIA

I postumi di un'epopea del genere si fecero sentire, purtroppo per l'Austria, in semifinale: la Germania Ovest passeggiò approfittando della stanchezza degli avversari e vinse 6-1, preparandosi a quello che nessuno poteva immaginarsi che sarebbe successo a Berna nella finale contro l'Ungheria, che nel frattempo aveva inflitto all'Uruguay di Schiaffino la prima sconfitta in assoluto ai Mondiali, 4-2 ai supplementari. Magra consolazione, l'Austria si tolse lo sfizio di aggiungere la seconda battendo la Celeste per 3-1 nella finale per il terzo posto, tutt'oggi miglior piazzamento di sempre.

Oggi invece è la Svizzera a cercare l'impresa: di fronte, 72 anni dopo quel torrido pomeriggio che squagliò il catenaccio, l'Argentina di Leo Messi, un uomo che la storia dei Mondiali la sta riscrivendo da solo. C'è spazio per un'altra sorpresa in Nord America?

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