Buckingham Palace apre una galleria rinnovata

08 Luglio 2026 - 13:10
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Ogni estate Buckingham Palace apre alcune delle sue sale più prestigiose ai visitatori provenienti da tutto il mondo, offrendo un’occasione unica per entrare nel cuore della monarchia britannica. Quest’anno, però, l’apertura estiva assume un significato particolare: la storica Picture Gallery si presenta completamente rinnovata, con un nuovo allestimento che quasi raddoppia il numero delle opere esposte e permette di ammirare una parte ancora più ampia della straordinaria Royal Collection, una delle più importanti collezioni d’arte esistenti al mondo. Dietro questa novità non si nasconde soltanto un cambiamento estetico, ma anche un progetto culturale che intende raccontare la storia della Corona attraverso dipinti, artisti e capolavori che per secoli hanno decorato le residenze reali. L’intervento rappresenta inoltre uno dei primi grandi aggiornamenti della sala dopo l’inizio del regno di Carlo III, proseguendo una tradizione che vede ogni nuovo sovrano lasciare la propria impronta anche sugli spazi destinati all’arte e alla rappresentanza.

La nuova Picture Gallery racconta la storia della monarchia attraverso l’arte

La notizia che ha attirato l’attenzione della stampa britannica riguarda una delle sale più eleganti e meno conosciute di Buckingham Palace. La Picture Gallery, parte delle celebri State Rooms aperte al pubblico durante la stagione estiva, è stata completamente riallestita e da quest’anno ospita 120 dipinti, quasi il doppio rispetto ai 63 normalmente esposti fino allo scorso anno. L’intervento ha richiesto 875 ore di lavoro, durante le quali restauratori, storici dell’arte, tecnici dell’illuminazione e specialisti del Royal Collection Trust, l’ente benefico che gestisce e conserva il patrimonio artistico della monarchia britannica, hanno ripensato completamente l’aspetto della sala per valorizzare un numero molto maggiore di opere.

L’obiettivo dichiarato non era semplicemente aggiungere nuovi quadri alle pareti, ma offrire ai visitatori una lettura più ampia dell’evoluzione della pittura europea, con particolare attenzione al XVIII secolo e alla straordinaria stagione artistica vissuta dalla corte britannica. Come ha spiegato Anna Reynolds, Surveyor of The King’s Pictures, la figura responsabile della collezione pittorica del sovrano, il nuovo allestimento rappresenta una rara occasione per condividere con il pubblico una parte molto più consistente della Royal Collection, in linea con la missione educativa e culturale del Trust. Maggiori informazioni sull’apertura estiva e sulle collezioni permanenti sono disponibili sul sito ufficiale del Royal Collection Trust, consultabile all’indirizzo https://www.rct.uk/.

La trasformazione è immediatamente evidente entrando nella sala. Le tradizionali pareti sono ora rivestite da eleganti pannelli di seta verde smeraldo, una tonalità scelta per richiamare alcuni degli storici ambienti del Castello di Windsore creare un’atmosfera più raffinata rispetto ai precedenti allestimenti. Anche l’illuminazione è stata completamente riprogettata, con nuovi sistemi capaci di valorizzare i colori e i dettagli dei dipinti senza compromettere la loro conservazione. L’effetto finale richiama le grandi gallerie aristocratiche del XIX secolo, quando le opere venivano esposte una sopra l’altra secondo un criterio molto diverso da quello minimalista adottato nei musei contemporanei.

La Picture Gallery occupa una posizione centrale all’interno del percorso delle State Rooms e continua ancora oggi a svolgere un ruolo istituzionale. Quando Buckingham Palace non è aperto ai turisti, la sala viene utilizzata dalla Famiglia Reale per ricevimenti ufficiali, incontri con capi di Stato, cerimonie diplomatiche e altri eventi di rappresentanza. Ogni anno oltre mezzo milione di persone attraversano questo ambiente durante le visite estive, rendendolo uno degli spazi artistici più ammirati dell’intero palazzo.

Tra le nuove opere esposte figurano alcuni autentici capolavori della pittura europea, come The Tribuna of the Uffizi di Johan Zoffany, il celebre A Rough Dog di George Stubbs, ritenuto da molti studiosi il ritratto del cane di Giorgio IV, il raffinato ritratto del musicista Johann Christian Fischer realizzato da Thomas Gainsborough e A Young Man with a Falcon, attribuito a Jan van Boeckhorst, che è stato sottoposto al più impegnativo intervento conservativo tra tutte le opere selezionate per il nuovo percorso espositivo. A questi si aggiunge uno dei dipinti più discussi degli ultimi anni: il ritratto ufficiale di Re Carlo III realizzato nel 2023 da Jonathan Yeo, destinato a rappresentare simbolicamente il passaggio tra la lunga epoca elisabettiana e il nuovo regno.

Dalla collezione di Giorgio IV alla Royal Collection: due secoli di storia in una sola sala

La nuova veste della Picture Gallery non rappresenta soltanto un ampliamento dell’esposizione, ma offre anche l’occasione per riscoprire la storia di uno degli ambienti più importanti di Buckingham Palace. La sala nacque infatti come parte integrante dell’ambizioso progetto con cui Giorgio IV trasformò la modesta Buckingham House nella residenza destinata a diventare il principale palazzo della monarchia britannica. Per realizzare questa visione il sovrano incaricò il celebre architetto John Nash, protagonista di alcune delle più importanti trasformazioni urbanistiche della Londra del primo Ottocento, tra cui Regent Street e Regent’s Park. La Picture Gallery fu concepita proprio come il luogo dove esporre la prestigiosa collezione d’arte che Giorgio IV aveva raccolto nel corso della sua vita, riflettendo il gusto raffinato e l’interesse del sovrano per la pittura europea. Tuttavia il re morì nel 1830 senza riuscire a vedere completato il progetto: i primi dipinti vennero sistemati nella sala soltanto nel 1837, quando sul trono salì la nipote Regina Vittoria, inaugurando di fatto la lunga storia della galleria così come la conosciamo oggi.

Nel corso dei quasi due secoli successivi la Picture Gallery non è mai rimasta immutata. Come accade per molte sale di rappresentanza delle residenze reali, ogni generazione ha lasciato il proprio segno, adattando colori, illuminazione e criteri espositivi ai gusti dell’epoca. Le cronache della Royal Collection Trust, l’ente benefico indipendente che conserva e valorizza il patrimonio artistico della monarchia britannica, ricordano che le pareti della sala sono state decorate nel tempo con tonalità molto diverse: dal giallo oro utilizzato nell’Ottocento al lilla particolarmente in voga durante il periodo vittoriano, passando per il rosso cremisi, il verde oliva e perfino il rosa corallo. Il nuovo rivestimento in seta verde smeraldo, presentato in occasione dell’apertura estiva del 2026, rappresenta quindi l’ultimo capitolo di una lunga tradizione di rinnovamenti che accompagna la storia stessa del palazzo. Chi desidera approfondire la storia delle State Rooms e dell’evoluzione architettonica della residenza reale può consultare la sezione dedicata sul sito del Royal Collection Trust, che gestisce le visite pubbliche e la conservazione delle collezioni.

L’attuale riallestimento è stato pensato anche per recuperare un modo di esporre le opere molto diverso da quello cui siamo abituati nei musei contemporanei. Oggi siamo soliti osservare quadri distanziati tra loro, ciascuno con un ampio spazio dedicato. Nel Settecento e nell’Ottocento, invece, le grandi collezioni aristocratiche seguivano il principio del cosiddetto salon hang, con le tele sistemate su più livelli, una accanto all’altra e spesso una sopra l’altra, così da sfruttare l’intera altezza delle pareti. Era una scelta che rifletteva non soltanto esigenze di spazio, ma anche un preciso linguaggio estetico: l’abbondanza delle opere diventava essa stessa simbolo di prestigio, cultura e ricchezza.

La nuova Picture Gallery cerca proprio un equilibrio tra quella tradizione storica e le esigenze dei visitatori contemporanei. Le opere risultano molto più numerose rispetto al passato, ma allo stesso tempo l’illuminazione, le distanze di osservazione e il percorso di visita sono stati progettati per consentire una lettura più chiara delle diverse scuole pittoriche rappresentate. L’effetto finale restituisce la sensazione di entrare in una grande galleria privata del XIX secolo, senza rinunciare agli standard museali moderni.

Questo intervento assume inoltre un valore simbolico particolare perché rappresenta uno dei primi grandi riallestimenti permanenti realizzati durante il regno di Carlo III. Non è una coincidenza. Storicamente molti interventi sulle residenze reali sono stati effettuati proprio in occasione del cambio di sovrano, permettendo alla nuova corte di reinterpretare alcuni ambienti senza alterarne l’identità storica. Anna Reynolds, responsabile della collezione pittorica del Re, ha sottolineato che questa nuova disposizione si inserisce proprio nella tradizione dei grandi rehangs che hanno accompagnato i passaggi di regno nella storia britannica. Più che una semplice operazione museale, quindi, il nuovo allestimento rappresenta anche una testimonianza della continuità della monarchia e del suo rapporto con uno dei patrimoni artistici più importanti al mondo.

La Picture Gallery continua inoltre a svolgere la funzione per la quale era stata progettata quasi due secoli fa. Quando Buckingham Palace non è aperto al pubblico, questa sala viene utilizzata per ricevimenti ufficiali, incontri diplomatici, cerimonie e occasioni di rappresentanza. Capi di Stato, membri delle famiglie reali straniere, ambasciatori e personalità internazionali attraversano regolarmente questo ambiente durante le visite ufficiali al sovrano britannico. L’arte, quindi, non costituisce soltanto un elemento decorativo, ma continua ancora oggi a rappresentare uno strumento attraverso il quale la monarchia racconta la propria storia, il proprio prestigio culturale e il legame con la tradizione artistica europea.

Capolavori, artisti e il nuovo ritratto di Carlo III: cosa vedranno i visitatori da domani

L’ampliamento della Picture Gallery non significa semplicemente avere più quadri alle pareti. Il nuovo percorso espositivo è stato studiato per raccontare l’evoluzione della pittura europea attraverso alcune delle opere più rappresentative della Royal Collection, permettendo ai visitatori di osservare da vicino dipinti che, fino a oggi, erano normalmente conservati nei depositi oppure esposti solo in occasioni particolari. Considerando che la Royal Collection comprende oltre un milione di opere e oggetti d’arte, delle quali circa 7.000 dipinti, è evidente come soltanto una piccola parte di questo immenso patrimonio possa essere mostrata contemporaneamente. Il riallestimento rappresenta quindi un’opportunità rara per ampliare significativamente ciò che il pubblico può vedere durante l’apertura estiva del Palazzo. Per comprendere le dimensioni della collezione reale britannica è utile consultare il sito ufficiale del Royal Collection Trust, che documenta uno dei più vasti patrimoni artistici ancora appartenenti a una casa reale.

Tra i protagonisti del nuovo allestimento figura Johan Zoffany con il celebre The Tribuna of the Uffizi, realizzato tra il 1772 e il 1777. Il dipinto rappresenta una delle immagini più affascinanti della Galleria degli Uffizi di Firenze e costituisce un documento straordinario del gusto collezionistico europeo del Settecento. L’opera non è soltanto una veduta d’interni, ma un vero catalogo pittorico, nel quale Zoffany riunisce alcuni dei più importanti capolavori custoditi agli Uffizi insieme ai nobili inglesi impegnati nel tradizionale Grand Tour, il lungo viaggio culturale che completava la formazione delle élite britanniche. La presenza di questo dipinto nella Picture Gallery sottolinea anche il profondo legame storico tra la monarchia britannica e il patrimonio artistico italiano.

Grande attenzione è dedicata anche a George Stubbs, considerato uno dei maggiori pittori britannici del XVIII secolo. Il suo A Rough Dog è una delle opere più curiose della nuova esposizione. Molti studiosi ritengono infatti che il cane raffigurato possa appartenere proprio a Giorgio IV, noto per la sua passione sia per gli animali sia per il collezionismo artistico. Stubbs è celebre soprattutto per i suoi straordinari dipinti di cavalli, capaci di unire precisione anatomica e sensibilità artistica, ma quest’opera dimostra come l’artista fosse in grado di rappresentare con altrettanta efficacia anche gli animali domestici, cogliendone carattere ed espressività.

Il percorso prosegue con uno dei grandi protagonisti della ritrattistica inglese, Thomas Gainsborough, presente con il raffinato ritratto del musicista Johann Christian Fischer. L’opera è particolarmente significativa perché Fischer non fu soltanto un celebre oboista della corte, ma divenne anche genero dello stesso Gainsborough sposandone una delle figlie. Questo intreccio tra arte, musica e vita privata racconta bene il vivace ambiente culturale della Londra georgiana, in cui pittori, musicisti e aristocratici frequentavano gli stessi salotti contribuendo allo sviluppo di una vera identità artistica britannica.

Una delle opere che ha richiesto il lavoro conservativo più impegnativo è invece A Young Man with a Falcon, attribuito a Jan van Boeckhorst, pittore fiammingo del Seicento vicino alla scuola di Rubens. Prima di essere esposto al pubblico il dipinto è stato sottoposto a un accurato intervento di restauro che ha permesso di recuperare dettagli cromatici e luminosità rimasti nascosti per decenni. Il progetto di riallestimento ha rappresentato quindi anche un’importante occasione per restaurare numerose opere della collezione, molte delle quali non erano state esposte negli ultimi anni.

Accanto ai maestri storici trova spazio anche l’arte contemporanea. Tra le principali novità della stagione 2026 figura infatti il grande ritratto ufficiale di Re Carlo III realizzato nel 2023 dal pittore britannico Jonathan Yeo. Quando l’opera fu presentata nel maggio 2024 suscitò un dibattito internazionale senza precedenti. Il dipinto, dominato da intense tonalità rosse e attraversato dalla figura di una farfalla posata sulla spalla del sovrano, venne accolto con reazioni molto contrastanti. Alcuni critici lo considerarono uno dei ritratti reali più innovativi mai commissionati dalla monarchia britannica, apprezzandone il linguaggio contemporaneo e il forte valore simbolico. Altri, invece, rimasero spiazzati dall’impatto cromatico, arrivando a definirlo inquietante o addirittura surreale.

Proprio queste polemiche contribuirono a renderlo uno dei dipinti più discussi dell’ultimo decennio. Oggi quell’opera entra ufficialmente nel percorso espositivo di Buckingham Palace, trovando posto nella Silk Tapestry Room, ambiente adiacente alla Picture Gallery e incluso nel percorso delle State Rooms durante l’apertura estiva. La sua presenza rappresenta un ponte ideale tra la tradizione della Royal Collection e la volontà della monarchia di continuare a commissionare opere ad artisti contemporanei, mantenendo viva una pratica che accompagna la Corona britannica da secoli.

Il nuovo allestimento permette così di osservare, nello stesso percorso, opere che coprono quasi quattro secoli di storia dell’arte europea. Dai maestri fiamminghi alla scuola inglese del Settecento, dai grandi ritratti aristocratici fino alla pittura contemporanea, la Picture Gallery continua a svolgere il ruolo immaginato da Giorgio IV: non essere semplicemente una stanza ricca di quadri, ma un luogo capace di raccontare, attraverso l’arte, la storia culturale della monarchia britannica e i suoi rapporti con il resto d’Europa.

Visitare la Picture Gallery: informazioni utili e domande frequenti

Con il nuovo allestimento inaugurato alla vigilia dell’apertura estiva del 2026, la Picture Gallery torna a essere una delle principali attrazioni culturali di Buckingham Palace. Per molti visitatori rappresenta anche un’occasione rara, perché le State Rooms della residenza reale non sono normalmente accessibili durante l’anno. Soltanto nei mesi estivi, quando la Famiglia Reale trascorre parte della stagione in altre residenze ufficiali, alcune delle sale più prestigiose del palazzo vengono aperte al pubblico attraverso un percorso organizzato dal Royal Collection Trust. L’edizione 2026 assume un valore ancora maggiore proprio grazie al nuovo allestimento della Picture Gallery, che permette di ammirare quasi il doppio delle opere normalmente esposte.

Di seguito rispondiamo ad alcune delle domande più frequenti.

Quando sarà possibile visitare la nuova Picture Gallery?

La nuova disposizione delle opere sarà accessibile al pubblico dal 9 luglio al 27 settembre 2026, nell’ambito della tradizionale apertura estiva di Buckingham Palace. La sala è inclusa nel percorso delle State Rooms e non richiede un biglietto separato.

È possibile visitare Buckingham Palace durante tutto l’anno?

No.

Buckingham Palace continua a essere una residenza ufficiale del sovrano britannico e, proprio per questo motivo, la maggior parte degli ambienti non è normalmente aperta ai visitatori. Le State Rooms vengono rese accessibili soltanto durante il periodo estivo e in alcune aperture straordinarie organizzate dal Royal Collection Trust. Per conoscere giorni, orari e disponibilità aggiornate è consigliabile consultare direttamente la pagina dedicata alle visite sul Royal Collection Trust.

Quante opere comprende la Royal Collection?

La Royal Collection è considerata una delle più importanti collezioni artistiche esistenti al mondo. Comprende oltre un milione di opere e oggetti, tra dipinti, disegni, stampe, manoscritti, fotografie, sculture, mobili, porcellane, orologi, armature e arti decorative. Soltanto una minima parte è normalmente visibile al pubblico, mentre il resto viene conservato nelle diverse residenze reali oppure nei depositi specializzati.

Le opere appartengono personalmente a Re Carlo III?

No.

La Royal Collection non è una collezione privata del sovrano. Si tratta di un patrimonio custodito dalla Corona e amministrato dal Royal Collection Trust, un ente benefico indipendente che si occupa della conservazione, della ricerca e della valorizzazione delle opere. Le collezioni vengono tramandate da un sovrano all’altro e non possono essere vendute come beni personali.

Perché il nuovo allestimento è considerato così importante?

Per diversi motivi.

Innanzitutto permette di esporre quasi il doppio dei dipinti normalmente visibili, offrendo ai visitatori un’esperienza molto più ricca. Inoltre rappresenta uno dei primi grandi interventi museografici realizzati durante il regno di Carlo III, proseguendo una tradizione storica che vede ogni nuovo sovrano introdurre aggiornamenti nelle residenze reali. Infine, il riallestimento recupera una modalità espositiva più vicina a quella originaria dell’Ottocento, consentendo di comprendere meglio come le collezioni reali venissero presentate agli ospiti della corte britannica.

Qual è il dipinto più famoso della nuova esposizione?

Non esiste una risposta univoca, perché la Picture Gallery riunisce opere di artisti come Thomas Gainsborough, George Stubbs, Johan Zoffany e numerosi maestri fiamminghi e italiani. Tuttavia uno dei lavori destinati ad attirare maggiore attenzione è certamente il ritratto ufficiale di Re Carlo III realizzato da Jonathan Yeo, che dopo le numerose discussioni seguite alla sua presentazione entra ora stabilmente nel percorso di visita di Buckingham Palace.

Vale la pena visitare Buckingham Palace anche per chi è già stato a Londra?

Assolutamente sì.

Molti turisti si limitano ad assistere al celebre Cambio della Guardia davanti ai cancelli del Palazzo, senza entrare all’interno della residenza reale. Le State Rooms offrono invece la possibilità di osservare da vicino ambienti normalmente riservati agli incontri ufficiali della monarchia, oltre a collezioni artistiche che raccontano oltre due secoli di storia britannica. Il nuovo allestimento della Picture Gallery rende l’estate 2026 una delle occasioni più interessanti degli ultimi anni per visitare Buckingham Palace, sia per chi entra per la prima volta sia per chi desidera tornare a scoprire una delle residenze reali più celebri al mondo con uno sguardo completamente rinnovato.


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