La Tuscia svela un tesoro millenario: scoperta una tomba etrusca intatta a Barbarano Romano

17 Giugno 2026 - 12:00
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La Tuscia svela un tesoro millenario: scoperta una tomba etrusca intatta a Barbarano Romano

Le scoperte archeologiche non smettono di stupire e nel territorio della Tuscia è appena stato rivelato un vero e proprio tesoro. La necropoli di San Giuliano ha fatto emergere un unico nel suo genere, una tomba rimasta inviolata per oltre 26 secoli e che all’interno custodisce un autentico tesoro.

Nel mese di giugno del 2026 gli archeologi della Baylor University hanno rimosso la lastra di pietra rimasta immobile rivelando una camera funeraria etrusca perfettamente intatta. Al suo interno cosa hanno trovato? I resti dei due individui e tutto il loro corredo funebre. Secondo le prime indagini, si tratta di una tomba datata VII secolo A.C. custodita nell’area di Caiolo in provincia di Viterbo. La zona è già stata studiata dagli esperti perché proprio qui qualche anno fa erano stati rinvenuti resti di una necropoli. Ma cosa rende la scoperta così speciale?

La tomba scoperta nella Tuscia

A rendere particolarmente speciale la tomba ritrovata è lo stato di conservazione; la grande lastra di pietra che sigillava l’ingresso non era mai stata spostata e questo ha permesso agli archeologi di studiare un ambiente pressoché identico al momento della sepoltura.

Quando il sepolcro è stato aperto lo stupore non è mancato: l’immagine rara dei resti di due individui e un corredo funerario rimasto intatto nella posizione originaria hanno emozionato gli studiosi che stanno ancora analizzando tutti i materiali recuperati.

Tra i reperti emersi durante lo scavo figura una punta di lancia in metallo, che potrebbe suggerire la presenza di un uomo tra i due defunti. Accanto ai resti ossei sono stati rinvenuti diversi recipienti utilizzati durante i rituali funerari. Ci sono olle, calici in bucchero e almeno un aryballos, piccolo contenitore destinato a profumi e unguenti.

Molti degli oggetti si trovavano ancora esattamente dove erano stati deposti oltre 2.600 anni fa. Una circostanza sempre più rara nei siti dell’Etruria meridionale, spesso segnati in passato dall’attività dei tombaroli e dagli scavi clandestini che hanno compromesso numerosi contesti archeologici.

La nuova scoperta arriva a poca distanza da un’altra tomba integra individuata nella stessa area nel 2025. Due sepolture inviolate trovate nello stesso settore della necropoli nel giro di un anno rappresentano un evento decisamente insolito e destinato ad attirare l’attenzione della comunità scientifica.

L’importanza del ritrovamento

Per gli archeologi il valore del ritrovamento va ben oltre il singolo reperto. Quando una tomba etrusca viene saccheggiata, infatti, non spariscono soltanto gli oggetti più preziosi. Si perde anche una parte fondamentale delle informazioni che permettono di interpretare il contesto funerario.

La disposizione degli elementi, in questo caso, è rimasta immutata e quindi gli studiosi hanno avuto il privilegio di poter osservare la loro collocazione all’interno della camera e altri dettagli sulla sepoltura.

Gli studi continueranno nei prossimi mesi con un obiettivo chiaro: quello di ricostruire l’identità delle persone sepolte e capire meglio la relazione tra le diverse tombe dell’area del Caiolo in provincia di Viterbo. Il focus sarà poi rivolto al corredo funerario comprendendo meglio anche i motivi della disposizione. Questo fa sì che la necropoli di San Giuliano sia confermata tra le più rilevanti della Tuscia.

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