L’Arcivescovo e il messaggio delle vittime di Linate: «Alzare il capo e partire con fiducia verso il futuro»

08 Ottobre 2026 - 19:20
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L’Arcivescovo e il messaggio delle vittime di Linate: «Alzare il capo e partire con fiducia verso il futuro»
L'Arcivescovo durante l'omelia (Agenzia Fotogramma)L'Arcivescovo durante l'omelia (Agenzia Fotogramma)

I nomi dei 118 morti, letti a uno a uno da familiari e autorità, che risuonano nel silenzio assoluto della Basilica di Sant’Ambrogio. I gonfaloni della Regione, della città di Milano e della città metropolitana, del Comitato “8 Ottobre per non dimenticare” in altare maggiore, ma anche di tanti altri Comuni che riempiono lo spazio dell’abside. La Basilica gremita di gente e di una commozione che si tocca con mano nella celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo e nella successiva commemorazione civile.  

La celebrazione

Il tempo passa, ma il ricordo «non si estingue» – per usare le parole del presidente Mattarella che il 30 settembre scorso ha incontrati i parenti delle vittime – a 25 anni da quella mattina nebbiosa dell’8 ottobre 2001, quando a Linate si realizzava il più grande disastro dell’aviazione italiana. Un aereo della Compagnia Scandinavian, che stava per decollare, si scontrò con un Cessna privato entrato erroneamente nella pista di decollo centrale dello scalo milanese. L’impatto uccise gli occupanti del Cessna e danneggiò l’aereo di linea, che andò a schiantarsi contro un edificio adibito allo smistamento bagagli. L’incendio che ne seguì non lasciò scampo agli occupanti degli aeromobili, né a quattro addetti allo smistamento in quel momento al lavoro, mentre un quinto, Pasquale Padovano, pur segnato per sempre nel volto e nel corpo dalle ustioni, si salvò.

Siede anche lui, dopo 25 anni, in Sant’Ambrogio. Dove nelle prime file, ci sono la presidente del Comitato “8 Ottobre” Adele Pesapane Scaroni, coloro che persero allora i loro cari, le autorità militari e civili, tra cui il sindaco Beppe Sala, il prefetto e il questore di Milano, i presidenti di Sea ed Enav, il commissario straordinario di Enac, l’amministratore delegato della Sas, rappresentanti dell’ambasciata di Svezia, Scandinavia, Danimarca e tanti sindaci.

Un momento della celebrazione (Agenzia Fotogramma)

«Alzate la testa con speranza»

«Il tempo passa e porta via le emozioni: la notizia sconvolgente della tragedia di Linate ha suscitato emozioni profondissime di angoscia, paura, rabbia, spavento. Rimangono l’elenco dei nomi delle vittime, la notizia e la dinamica dell’incidente, il monumento, la targa che commemora la tragedia, ma la notizia resta una riga di cronaca in un repertorio di notizie», scandisce l’Arcivescovo, avviando la sua omelia.

«Ma Gesù dichiara che le sue parole non passeranno: non passa la parola che invita ad abitare i tempi dell’angoscia con la forza d’animo di chi alza la testa, vive l’audacia della speranza, il coraggio delle responsabilità, la radice della fiducia. Gesù dice: alzate il capo, svegliatevi, fate fronte. Non lasciatevi indurre nella disperazione, guardate avanti con fiducia, affidate i vostri morti alla misericordia di Dio e non lasciatevi abbattere come coloro che non hanno speranza. Contrastate la rassegnazione, fidatevi e conservate la fede».

E anche se ogni disastro è un enigma e la sproporzione tra l’errore e la catastrofe lascia sconcertati, suggerisce ancora l’Arcivescovo, «voi svegliate il mondo, cambiatelo per quello che potete, non lasciatevi prendere dalla rassegnazione all’irrimediabile, guardate avanti, operate con determinazione e intelligenza perché il disastro non si ripeta, per quanto dipende dall’umano, dalle tecnologie e dall’intraprendenza, non lasciatevi imprigionare nel presente, negli spaventi, nelle previsioni catastrofiche, riconoscete che il regno di Dio è vicino».  

«Portate a compimento quel viaggio interrotto»

Infine, il pensiero torna ai morti di Linate che «insieme con tanto dolore ci mandano un messaggio e sono un simbolo che ci incoraggia». Commuove molti, la consegna che monsignor Delpini lascia a tutti: «Loro sono morti mentre stavano iniziando il viaggio, stavano per prendere il volo. A me sembra che dicano anche a noi oggi, in particolare alle famiglie ferite da questo disastro: “Continuate il nostro viaggio, vivete la vostra vita anche per noi, anche per dare compimento a quel viaggio interrotto. A noi è stato impedito di volare nei cieli della terra, e voi, allora, alzate il capo e volate anche per noi, anche a nome nostro e lasciatevi convincere dall’audacia della speranza».

La commemorazione civile

Conclusa la Messa, nella Basilica risuonano le note di canzoni famose – Meraviglioso di Modugno, Die with a smile-Morire con un sorriso di Lady Gaga, E non finisce mica il cielo di Mia Martini, cantate da Manuel Diodato e Jessica Russo – mentre su un grande schermo, posto ai piedi dell’altare maggiore, scorre un suggestivo collage di immagini (alcune riportate anche in un album fotografico donato ai presenti al termine della cerimonia).

Di una convinta presa di responsabilità per la sicurezza e del grande impegno del Comitato nel ricordo delle vittime, parlano tutte le autorità che prendono la parola: il commissario Enac Carlo Mearelli, i presidenti Enav Sandro Pappalardo e Sea Armando Brunini, l’assessore alle Infrastrutture della Regione, Claudia Terzi in rappresentanza del governatore Fontana e il sindaco Sala che, rivolgendosi direttamente ai membri del Comitato, dice. «Avete lavorato per il bene collettivo e a voi, quindi, va il rispetto e l’affetto incondizionato mio e di tutte le milanesi e i milanesi».

Le autorità civili presenti in Basilica (Agenzia Fotogramma)

La presidente del Comitato

«È vero: abbiamo lavorato tanto, ma senza l’appoggio di tutti voi e il vostro tenderci una mano, offrendo un sorriso, non saremmo arrivati dove siamo – conclude la presidente Pesapane Scarano -. Come Comitato abbiamo trasformato il nostro dolore in impegno civile e possiamo dire con orgoglio che la cultura della sicurezza è migliorata: questa è la più bella vittoria, così come l’attenzione ai giovani e il fatto che l’8 ottobre sia una data simbolica per l’Italia intera, con la Giornata nazionale “Per non dimenticare”. La memoria si è dilatata, il Bosco dei Faggi (118 alberi piantati poco dopo la tragedia nel parco Forlanini diventati ora altissimi, dove avrebbe dovuto svolgersi la mattinata di ricordo annullata per il meteo avverso, ndr) cresce. Abbiamo portato nelle scuole la nostra storia, istituito borse di studio per ricordare e far studiare il rispetto delle regole».

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