Winners Cup 2026: il calcio dà voce ai giovani della “terra di mezzo” oncologica

08 Ottobre 2026 - 19:20
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Winners Cup 2026: il calcio dà voce ai giovani della “terra di mezzo” oncologica

Più di duecento ragazzi, una cicatrice condivisa, una luce diversa negli occhi e una passione comune che cura. Il 9 e il 10 ottobre Milano, presso il Centro Sportivo S. Pertini di Cornaredo, ospita la Winners Cup 2026, l’evento organizzato da FC Internazionale Milano insieme a Csi Milano, Fiagop, Aieop, Networks of Expertise (NoEs) on cancer e con il sostegno di Fondazione Bianca Garavaglia e Regione Lombardia.

A contendersi il trofeo in un torneo di calcio a 7 saranno 16 squadre composte da ragazzi e ragazze tra i 15 e i 21 anni in cura o in follow-up oncologico, provenienti dai principali centri italiani ed europei. Ma la Winners Cup è molto più di una manifestazione sportiva: giunta alla settima edizione, rappresenta un unicum a livello internazionale capace di unire sport di base, grande calcio professionistico ed eccellenza clinica per trasformare il campo in un laboratorio di umanità, condivisione, riscatto e di advocacy per i diritti dei pazienti.

I pazienti della “terra di mezzo”

Gli adolescenti e i giovani adulti che affrontano un tumore si trovano spesso sospesi in una “terra di mezzo” tra l’oncologia pediatrica e quella degli adulti. Questa frammentazione comporta rischi concreti: ritardi diagnostici, difficoltà di accesso ai centri di eccellenza e ai protocolli clinici più avanzati e, in definitiva, minori probabilità di guarigione rispetto a un bambino con la stessa patologia.

La Winners Cup nasce per dare voce a questi ragazzi che, nel momento più delicato della loro crescita, si ritrovano a sostituire i compagni di scuola con i compagni di corsia e l’ansia per un’interrogazione con quella per il referto di una TAC. Giocando insieme, questi giovani diventano testimonial di una battaglia di civiltà: chiedere percorsi e spazi di cura strutturati e su misura per la loro età.

Un momento della conferenza stampa

Lo sport che trasforma la medicina

L’impatto della Winners Cup va ben oltre il torneo. Proprio a partire dal nucleo di ragazzi e dall’energia nati con la squadra di calcio nelle scorse edizioni, diversi centri di oncologia italiani hanno sviluppato progetti assistenziali e modelli di cura innovativi e dedicati. Un impegno che oggi vede l’Italia in prima linea anche a livello istituzionale con i gruppi di lavoro intersocietari (Aieop e Aiom) e nell’ambito delle reti d’eccellenza europee (come la Network of Expertise promossa dalla Commissione Europea nella Joint Action Jane).

L’evento vedrà inoltre il coinvolgimento attivo del territorio: ogni formazione ospite sarà gemellata con una società sportiva del Csi Milano, che ne curerà l’accoglienza e il tifo sugli spalti. Un’esperienza educativa irripetibile, culmine anche di un percorso di scambio di storie e testimonianze tra gli atleti partecipanti al torneo e le squadre delle diverse società.

«La Winners Cup è molto più di un torneo: offre sostegno, visibilità e speranza a oltre 200 giovani pazienti oncologici provenienti da tutta Europa, trasformando il calcio in un potente strumento di inclusione, cura e condivisione. – spiega il detto Sottosegretario con delega Sport e Giovani di Regione Lombardia, Federica Picchi -. La Winners Cup è un unicum internazionale: unisce sport di base, grande calcio professionistico ed eccellenza clinica, con un messaggio chiaro: nessun giovane deve sentirsi solo nella sua battaglia.  Un ringraziamento al Csi, che da 82 anni promuove lo sport come leva educativa e sociale e che, insieme a Regione Lombardia, sostiene i giovani attraverso il progetto “Csi per i giovani 2026-2027” per valorizzare protagonismo giovanile, crescita personale e l’impegno sociale, contrastando al contempo le marginalità».

«I pazienti adolescenti non sono ‘bambini più grandi’ né ‘adulti immaturi’: sono ragazzi nella ‘terra di mezzo’ tra due mondi oncologici, che rischiano ancora di accedere in ritardo alle cure e avere minori probabilità di guarigione – spiega il professor Andrea Ferrari, Pediatria Oncologica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell’Università degli Studi di Milano e referente del progetto scientifico – La Winners Cup è il nostro strumento per cercare la traiettoria giusta: non si tratta solo di curare la malattia, ma di farsi carico della persona, dei suoi sogni, delle sue paure, la scuola, l’amore, la preservazione della fertilità e i sogni per il futuro. I ragazzi in campo sono testimonial straordinari che chiedono alle istituzioni centri dedicati e percorsi su misura».

«La Winners Cup è un’esperienza travolgente: vedere in campo 16 squadre di ragazzi che affrontano o hanno superato la malattia lancia ai coetanei un messaggio potente sul valore della vita. – dichiara Massimo Achini, Presidente del Csi Milano – Quest’anno l’evento è organizzato direttamente da giovani ex giocatori delle scorse edizioni e le squadre partecipanti sono gemellate con alcune società sportive del CSI. Anche il messaggio che la Winners Cup trasmette al mondo del calcio di oggi è incisivo. Il calcio italiano diventa vincente non sono se si qualifica a un mondiale, ma anche e soprattutto quando mette in atto iniziative come questa che è frutto di un’alleanza straordinaria e duratura tra Inter, Csi, Fiagop e tutte le altre realtà a bordo».

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