Lautaro, goal e lacrime. Decisivo dalla panchina, in 10 minuti cancella le critiche: "Sognavo questo momento da quando mio papà mi regalò i primi scarpini"
Non è il goal più importante della sua carriera con la Seleccion, ma ci si avvicina parecchio. Sempre dalla panchina è il capitano dell'Inter l'uomo in più di Scaloni.
Una fotografia a volte vale più di mille parole. E i protagonisti dell'istantanea più bella della semifinale Mondiale fra Argentina e Inghilterra, scattata al minuto 92', sono incredibilmente due.
Uno era annunciato, Leo Messi ovviamente, che con i suoi due assist ha aggiornato ancora una volta numeri e record di una carriera clamorosa e che domenica in finale potrebbe incoronarlo oltre i migiliori di sempre. Il secondo, Lautaro Martinez, era in realtà meno atteso, criticato a lungo soprattutto in patria per il suo impatto nel corso del torneo, ma oggi decisivo più che mai. E in questa foto c'è tutto: goal, esultanza, abbraccio e perfino lacrime
LA MOSSA DI SCALONI
L'Argentina era sotto 1-0 fino all'85esimo ed era a un passo dall'eliminazione per mano dei rivali di sempre dell'Inghilterra. In campo c'erano stati più calci che calcio, ma il forcing albiceleste non stava dando frutti. Scaloni guarda la panchina, ha ancora un ultimo cambio e sceglie, così come fatto con la Svizzera, di giocarsi il tutto per tutto: toglie un terzino e manda in campo il capitano interista. Una mossa che pagherà due volte.
LE CRITICHE IN PATRIA
Lautaro aveva iniziato da titolare il Mondiale, ma sopra alla sua testa aleggiava fin dall'inizio il dualismo con Julian Alvarez, arrivato non al meglio alla fase a gironi, ma presto scelto da Scaloni come titolare.
In gare alla portata della Seleccion stava brillando soltanto la stella di Leo Messi e, nonostante tutti sottolineassero l'importante lavoro di sacrificio fatto dal capitano interista, in patria il popolo argentino chiedeva a gran voce la staffetta con il bomber dell'Atletico per la scarsa verve offensiva del Toro.
Lautaro, infatti, è tutt'ora soltanto 39esimo per tiri tentati in questo Mondiale (solo 10) dietro a giocatori che già hanno lasciato il Mondiale da tempo come ad esempio Cunha, Valverde e perfino i compagni di nazionale Julian Alvarez, Mac Allister ed Enzo Fernandez.
DECISIVO IN DUE MODI
Eppure Lautaro è riuscito comunque a fare la storia di questa partita in soli 10 minuti. Proprio come accaduto con la Svizzera (in cui ha anche segnato il goal del 3-1 nei supplementari) Lautaro è stato decisivo subentrando dalla panchina contro l'Inghilterra in due modi differenti.
Tuchel aveva infatti scelto di difendersi schiacciando basse in area le linee della propria squadra e se i tagli di Nico Gonzalez avevano messo in difficoltà gli esterni inglesi, è stata la presenza di Lautaro a far perdere tutte le posizioni ai centrali di Tuchel presi in mezzo fra i suoi movimenti e i tagli in area di Mac Allister ed Enzo Fernandez.
IL GOAL PIÙ IMPORTANTE DI SEMPRE?
E poi c'è stato il goal, facile per carità, un tap in di testa da due passi, ma lì devi esserci, devi scegliere il tempo giusto, devi sapere come far male. Un goal che è riuscito a riscrivere la storia di questo Mondiale, che concederà a Leo Messi la chance di essere incoronato re dei re, ma che, soprattutto vale tantissimo anche per se stesso.
Lautaro un goal decisivo per l'Argentina lo aveva già segnato in realtà, sempre da subentrante, quando nei supplementari della finalissima di Coppa America segnò alla Colombia il goal che consegnò il trofeo all'Albiceleste. Quello di oggi probabilmente, vale però molto di più.
LE LACRIME DI GIOIA
E qui torna la foto, le lacrime nell'abbraccio con Messi e un'emozione che esplode anche ai microfoni della stampa a fine partita.
"Dalla prima volta che i miei genitori mi hanno comprato gli scarpini da calcio ho sognato un momento del genere. Mi sto godendo tutto questo, mi sto godendo la vita. Anche Enzo Fernandez ha segnato un gol fantastico. Questa squadra continua a dimostrare di che pasta è fatta".
Lacrime di gioia, di coronamento di un sogno che potrebbe però ancora essere più grande. Domenica c'è una finale in cui potrebbe scrivere una nuova pagina di storia.
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