Mafia, è legge “Liberi di scegliere”. Meloni: «Così strappiamo donne e bambini ai clan»

Lo Stato potrà offrire una nuova vita ai figli delle famiglie mafiose e alle donne che vogliono spezzare il legame con i clan. Con il via libera unanime del Parlamento diventa legge “Liberi di scegliere”, il provvedimento che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni definisce un nuovo pilastro della legislazione antimafia costruita da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. «L’approvazione all’unanimità in Parlamento della legge che consente di allontanare donne e bambini dalle famiglie mafiose rappresenta un tassello fondamentale per innovare la legislazione antimafia costruita da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e per renderla sempre più solida ed efficace», afferma il premier.
Meloni: «Lo Stato offrirà un’alternativa di libertà»
Per Meloni la nuova legge non rafforza soltanto gli strumenti di contrasto alle mafie, ma introduce un principio nuovo: intervenire prima che la cultura mafiosa diventi il destino inevitabile di chi nasce all’interno dei clan. «La legge introduce un nuovo strumento di prevenzione, che si va ad aggiungere a quanto già previsto a livello normativo e operativo sul fronte della repressione e della collaborazione. Lo Stato offrirà un’alternativa di libertà a chi nasce in una famiglia mafiosa ma non vuole crescere e diventare mafioso». È questo il cuore del provvedimento rivendicato dal presidente del Consiglio.
«Bambini, ragazzi e donne avranno l’opportunità di scegliere la propria strada e lo Stato garantirà loro la protezione necessaria per costruirsi altrove una vita libera, onesta e sicura».
Cosa cambia con la legge “Liberi di scegliere”
Per la prima volta viene strutturato a livello nazionale un sistema organico di protezione destinato ai minori e agli adulti che decidono di rompere con i contesti mafiosi. Il provvedimento consente di intervenire, anche attraverso limitazioni della responsabilità genitoriale quando necessario, per inserire le persone coinvolte in percorsi protetti sostenuti da assistenza educativa, psicologica, scolastica, lavorativa ed economica.
L’obiettivo è impedire che il legame familiare diventi una condanna irreversibile e offrire a chi vuole emanciparsi dalla criminalità organizzata la possibilità concreta di costruire un futuro diverso, lontano dalle logiche dei clan.
Meloni: «Onoriamo Falcone e Borsellino con i fatti»
Il presidente del Consiglio ha poi voluto sottolineare il valore simbolico dell’approvazione della legge, arrivata alla vigilia dell’anniversario della strage di via D’Amelio. «Con questa legge, alla vigilia del trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio, rinnoviamo ancora una volta il nostro impegno per onorare con i fatti la memoria di chi ha sacrificato ogni cosa per liberare l’Italia dal cancro mafioso».
Meloni ha infine ringraziato la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, la Commissione stessa e tutti coloro che hanno contribuito all’approvazione del provvedimento.
Colosimo: «Oggi celebriamo la vittoria della libertà»
La presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, ha definito l’approvazione della legge «un sogno che per anni è sembrato impossibile», spiegando che il provvedimento nasce dall’ascolto delle storie di chi ha trovato il coraggio di ribellarsi ai clan. «Oggi non celebriamo soltanto l’approvazione di una legge, oggi celebriamo la vittoria della libertà», ha dichiarato.
Anche il senatore di Fratelli d’Italia Giorgio Salvitti ha sottolineato che la riforma restituisce «la libertà a chi non l’ha mai conosciuta», offrendo ai figli delle famiglie mafiose una concreta possibilità di scegliere un destino diverso da quello imposto dalla criminalità organizzata.
Con l’approvazione definitiva di “Liberi di scegliere”, l’Italia aggiunge così un nuovo tassello alla strategia di contrasto alle mafie: accanto alla repressione dei clan, lo Stato punta ora con maggiore forza anche sulla prevenzione e sulla tutela di chi vuole spezzare il vincolo della criminalità e riconquistare la propria libertà.
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