Lazio, Lotito: “Malagò? Compriamo il cavallo prima di prendere la stalla”

Maggio 13, 2026 - 13:53
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Intervista al numero uno dei biancocelesti.

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha parlato a SportMediaset della finale di Coppa Italia, del prossimo derby e della situazione del calcio italiano.

"I tifosi rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. È una realtà, ti danno una spinta in più e una motivazione in più. Chi gioca, sa che ci sono tante persone che spingono e hanno la voglia di identificarsi nelle loro gesta, devono dare il massimo e il 300% delle loro potenzialità per accontentare ed esaudire i sogni dei tifosi".


“Derby? Io faccio un ragionamento ai fini dei rischi della sicurezza: un derby in contemporanea con la finale del tennis che oggi è molto seguito, rispetto a qualche anno fa, è un rischio maggiore. Per qualche persona scriteriata che voglia fare un gesto inconsulto e quindi ha un palcoscenico completamente diverso. Potrebbe stimolarlo a qualche gesto inconsulto. Io penso che se il prefetto ha ritenuto di fare una scelta del genere conosce benissimo Roma e i problemi, quindi si è posto la preoccupazione di evitare qualsiasi rischio che possa incidere nella credibilità del nostro calcio. Penso sia una scelta oculata e responsabile".

“Malagò candidato alla FIGC? Io l'ho sempre detto, non ho nulla contro la sua candidatura. Ho solo posto un problema di chi conosce forse in modo più completo questo mondo, se non altro per l'esperienza che ho vissuto. Avrei fatto prima tutte le riforme, e poi avrei scelto Malagò. Anzi, l'avrei messo anche come commissario, se questo era la volontà delle persone. Ma il tema è che è come se qualcuno si compra il cavallo prima ancora di prendere la stalla. Il cavallo che faccio? Lo tengo per strada? Prima si compra la stalla e poi il cavallo. Questo è il tema. Prima fai le riforme, poi si affidano le chiavi alla persona che - una volta fatto l'impianto complessivo normativo - ritieni giusta per accrescere e migliorare ancora. Non c'è un problema di persone. Come al solito in questo mondo vive più che l'aspetto concreto, il fenomeno. Chiaro che il sistema così come concepito è sbagliato. E non è solo l'uomo al comando che risolve il problema. Si ricordi una cosa: le leggi le fa il Parlamento, non la Federazione. La FIGC fa le norme organizzative interne. Quindi sarebbe stato più giusto che il Parlamento si fosse assunto la responsabilità di disegnare un nuovo assetto e una organizzazione, poi in totale autonomia il calcio avrebbe dovuto designare chi gestiva questa nuova ripartenza del sistema".

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