Lazio, polemica Pino Insegno-Lotito e il velato augurio di morte. Poi il conduttore ritratta: “Stavo scherzando”
Polemica in casa Lazio. Sono diventate virali le parole del celebre conduttore e tifoso biancoceleste, Pino Insegno, nei confronti di Claudio Lotito che, secondo la lettura che ne hanno fatto alcuni tifosi laziali, erano un neanche troppo velato augurio di morte al presidente del club della capitale.
“I figli più piccoli mi dicono 'Papà, quand'è che torniamo allo stadio?'. Quando vedremo due date su Wikipedia". Questa la frase pronunciata da Pino Insegno dal palco. Parole che non sono passate inosservate e hanno subito diviso l’ambiente laziale già di suo in fermento. "Ma è normale augurare la morte a una persona?", si legge nei commenti degli utenti che interpretano la frase come chiaramente rivolta al presidente Lotito.
Sentito da Adnkronos, Pino Insegno ha voluto precisare il tono delle sue parole: "Si trattava di una battuta, serve spiegarlo? Mi pare evidente. Con Lotito ho anche parlato, non scherziamo su certe cose", ha detto.
Si tratta di giornate calda a Formello. Lo scorso giovedì, 2 luglio, i tifosi della Lazio hanno organizzato un corteo di protesta contro il presidente del club Claudio Lotito con circa 25mila biancocelesti presenti che sono partiti da Ponte Milvio e sono arrivati allo stadio Flaminio. C’era anche Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio e tifoso laziale: “Sono qui per sottolineare che i tifosi non sono soli. Chiedo che il presidente Lotito li ascolti. Non si tratta più di pochi tifosi, questo è un intero popolo che sente un disagio che deve avere risposte", ha detto.
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