Riprende il processo per i delitti di Villa Pamphili e Francis Kaufmann prepara l’ennesima sceneggiata in aula

04 Luglio 2026 - 21:48
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Riprende il processo per i delitti di Villa Pamphili e Francis Kaufmann prepara l’ennesima sceneggiata in aula

Corte d’Assise Roma

Si riprende. Lunedi prossimo, il 6 luglio, ricomincia in Corte di Assise a Roma il processo contro Francis Kaufmann, alias Relax Ford, il cittadino americano accusato di avere ucciso la compagna e la figlioletta nel giugno dell’anno scorso a Villa Pamphili, a Roma. Dopo lo stop imposto dal presidente della corte, per le condizioni psichiche di Kaufmann, ci si prepara a un’altra sceneggiata.

La scomparsa dei deliri

Kaufmann è arrivato in Italia estradato dalla Grecia. Per i primi mesi il suo comportamento in carcere è stato del tutto normale. Poi ha iniziato a delirare. Diceva di essere “Gesù Cristo”, di avere dipinto “la Cappella Sistina” e che l’autore del duplice omicidio era un suo sosia. Una tesi che ha convinto la Corte a sospendere il processo per il disturbo psicotico transitorio rilevato dai periti d’ufficio. Quindi il ricovero in psichiatria per circa un mese. E la regressione dei sintomi. Senza prendere alcun farmaco.

Vigile ma tergiversante

Le relazioni inviate dal dipartimento competente alla Corte parlano di un uomo che, quando si parla di questioni ordinarie, “è vigile e orientato nel tempo e nello spazio”. Ma appena gli si chiede di Villa Pamphili, Relax Ford (Kaufmann) riprende a delirare, tergiversa, dice che non è stato lui e cambia discorso. E c’è da giurare che, se si presenterà il 6 luglio in aula, ripeta lo stesso copione.

Si cambieranno i periti?

Non è escluso che la Corte d’Assise decida di cambiare i periti di ufficio. Quello del pubblico ministero (Stefano Ferracuti) ha scritto da tempo che l’uomo può tranquillamente partecipare al processo. Quelli della parte civile (tra cui Roberta Bruzzone) affermano senza mezzi termini che l’americano è un “simulatore intelligente e perfettamente consapevole“. Giovanni Di Girolamo, a capo del team dei periti, aveva attribuito la condizione psicotica transitoria all’isolamento in carcere. Per questo, l’uomo è stato trasferito da Rebibbia a Regina Coeli e oggi vive in condizioni diverse.

Evitare l’ergastolo

Gli indizi, le prove, portano ad affermare quasi con certezza che l’autore del duplice omicidio romano sia stato proprio Kaufmann. La pianificazione, la crudeltà, l’età della piccola, lo porterebbero dritto all’ergastolo. L’unica strada per evitarlo è quella di una infermità mentale che, però, gli stessi periti escludono. Parlando di una personalità sadica e narcisistica. In ospedale Kaufmann ha rifiutato i farmaci dicendo testualmente, “non sono mica scemo”. Per questo è lecito pensare che lunedì riprenda a recitare il ruolo. Lui, che si occupava di film.

 

 

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