Le auto con chilometraggio manipolato costano il 30% in più del loro valore
Acquistare <strong>un'auto usata</strong> è purtroppo, oggigiorno, una necessità che tuttavia deve confrontarsi con aspetti poco incoraggianti. Per molti affidarsi a una vettura di seconda mano equivale a realizzare una scommessa, e non avrebbero tutti i torti. I dati recenti suggeriscono che la fiducia mal riposta è spesso giustificata. Secondo uno studio condotto dalla società <strong>carVertical</strong>, la <strong>frode sul contachilometri</strong> rimane una pratica estremamente diffusa che altera profondamente il mercato dell'usato. In Italia, il fenomeno è un danno economico tangibile: un veicolo con il chilometraggio manomesso viene venduto mediamente a un <strong>prezzo superiore del 29,3%</strong> rispetto al suo valore reale.<h2>Le auto più colpite</h2>Non tutte le auto usate, però, corrono i medesimi rischi. Secondo gli esperti, i venditori disonesti puntano su determinati segmenti per massimizzare il profitto illecito. Il fenomeno riguarda in particolare i veicoli usati più recenti e appartenenti alle<strong> fasce di mercato più alte</strong>. La logica è meramente economica: più elevato è il valore di partenza dell’auto, maggiore è il margine di guadagno che si ottiene facendola apparire meno usurata di quanto non sia in realtà.I dati statistici per il Belpaese mostrano che il <strong>2,7% dei veicoli controllati</strong> presentava manipolazioni, con una riduzione media del <a href="https://www.hdmotori.it/truffe-contachilometri-danni-perdite-economiche-europa-italia/">contachilometri</a> di circa <strong>41.500 chilometri</strong>. Questo "ringiovanimento" forzato permette di posizionare l'auto in una fascia di prezzo che non le spetta, trasformando, per fare un esempio, un veicolo che varrebbe 15.500 euro in un'offerta apparentemente imperdibile da 20.000 euro.<h2>Dai costi occulti alla sicurezza stradale</h2>Le conseguenze per chi finisce in questa disdicevole rete sono tantissimi e non si esauriscono al momento del pagamento del mezzo. Acquistare un'auto "schilometrata" significa esporsi a <strong>riparazioni impreviste e costose</strong>. Come spiega Matas Buzelis di carVertical: <em>“Acquistare un’auto il cui chilometraggio reale è significativamente superiore a quello dichiarato... può rendere più difficile programmare correttamente la manutenzione, aumentare il rischio di guasti e, nei casi peggiori, portare alla guida di un veicolo non sicuro”</em>.Un'auto con molti più chilometri di quelli dichiarati potrebbe avere componenti critiche, come la cinghia di distribuzione o i sistemi frenanti, vicini al limite del ciclo di vita senza che il nuovo proprietario ne sia consapevole.<h2>Perché la pratica è così diffusa</h2>La persistenza di questa frode risiede in alcune lacune strutturali del sistema. In primo luogo, non tutti i <strong>registri del chilometraggio </strong>sono <strong>digitalizzati</strong>, il che rende estremamente complesso individuare le alterazioni fisiche o digitali sui vecchi sistemi. Inoltre, esiste un problema di <strong>cooperazione internazionale</strong>: i Paesi non condividono in modo sistematico i dati dei veicoli, creando zone d'ombra soprattutto per quanto riguarda le esportazioni.La <a href="https://www.hdmotori.it/industria-auto-germania/">Germania</a>, principale esportatore di auto usate in Europa, insieme a Italia e Belgio, incontra ostacoli nella condivisione di informazioni storiche sui veicoli che varcano i confini nazionali. Questa mancanza di trasparenza lascia gli acquirenti privi delle informazioni necessarie per una scelta consapevole. Per difendersi, l'unico strumento efficace rimane la <strong>verifica preventiva </strong>della storia del veicolo tramite servizi specializzati, che permettono di accertare l'autenticità dei chilometri percorsi prima di procedere all'acquisto.
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