«Le parole del pane» all’insegna della speranza
Un violino ricavato dal legno dei barconiTorna «Le parole del pane», il Festival gratuito promosso da Fondazione Ibva, che a Milano il 5 e 6 giugno apre i suoi spazi alla città per la quarta edizione. Due giornate di incontri, cultura, teatro e musica costruiti insieme alle realtà del territorio, alle voci della società civile, ai volontari e alle famiglie.
Ogni edizione del Festival sceglie una parola attorno a cui costruire senso condiviso. La parola scelta per il 2026 è speranza: non come sentimento individuale, ma come pratica collettiva partendo dalla scelta che i legami possono ancora fare la differenza, che una comunità possa farsi casa, che nessuno deve affrontare da solo le sfide del presente. Una speranza che nasce dai luoghi, cresce nelle relazioni e si nutre di gesti quotidiani.
«Le parole del pane» è un invito e un abbraccio a tutta la città, per immaginare insieme una società più inclusiva, più giusta, più umana. Tutti gli eventi sono ad accesso libero: la mostra di Paolo Ventura è allestita su via Santa Croce, percorribile da chiunque attraversi il quartiere. Un modo concreto di pensare la cultura come occasione di incontro, fatta di gesti semplici, condivisione e prossimità. Perché anche l’arte, quando esce dai suoi confini abituali e incontra la città, può diventare uno spazio condiviso: accogliere differenze, generare relazioni, restituire senso di comunità.

Il programma
Venerdì 5 giugno il Festival si apre alle 18.30 con un aperitivo musicale a cura del dj set di Velli Reason Wise, in collaborazione con «Scomodo. La RedazioneMilano». Alle 20 è il momento del vernissage della mostra «Storia di un uomo solo» di Paolo Ventura, a cura di Denis Curti e con il sostegno di Fondazione Deloitte. Alle 21.30 il giornalista e scrittore Mario Calabresi porta in scena un reading da Alzarsi all’alba, viaggio personale tra nuovi inizi, scelte e cambiamenti, con l’accompagnamento musicale di Nadio Marenco.
Sabato 6 giugno, alle 18, il talk «Piccolo spazio felicità» con Giulia Blasi, Sarah Kamsu e Giulia Lineette: un momento per parlare di giovani, attivismo e spazi di partecipazione. Alle 19 aperitivo musicale con il dj set di Denise Tshimanga. Alle 20 lo spettacolo «Orazio Live. La forma della speranza» con Matteo Caccia e Giulia Bertasi: una narrazione corale che intreccia parole, musica e storie intorno al senso della speranza oggi. Alle 21:30 il festival si chiude con lo spettacolo «La profuga», liberamente tratto da «Canto per Europa» di Paolo Rumiz, per la regia di Ciro Menale, interpretato da Stefania Rocca insieme a «La piccola orchestra dei popoli» che suonerà gli «strumenti del mare», realizzati con i legni dei barconi dei migranti giunti a Lampedusa.
Info e prenotazioni: www.ibva.it.
The post «Le parole del pane» all’insegna della speranza appeared first on Chiesa di Milano.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)