Le principali scadenze fiscali previste ad agosto 2026

01 Agosto 2026 - 15:55
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lentepubblica.it

Scadenze fiscali agosto 2026: pagamenti e adempimenti da non dimenticare, tutte le date da segnare sul calendario.


Agosto non concede una vera pausa sul fronte fiscale per quanto riguarda le scadenze da rispettare. Il calendario del 2026 concentra numerosi versamenti in una data particolarmente delicata: giovedì 20 agosto. Dopo Ferragosto, contribuenti, professionisti, imprese e sostituti d’imposta dovranno fare i conti con rate relative alla dichiarazione dei redditi, liquidazioni IVA, ritenute, contributi e diverse imposte sostitutive.

Una seconda giornata da segnare è lunedì 31 agosto 2026, quando scadranno alcuni obblighi riguardanti locazioni, acquisti intracomunitari, modello INTRA 12 e bollo auto. La quantità delle voci presenti nello scadenzario non deve però trarre in inganno: ogni adempimento interessa soltanto le categorie di contribuenti indicate dalla normativa.

Il 20 agosto è la giornata più impegnativa del mese

Il principale appuntamento fiscale di agosto cade il giorno 20. In questa data confluiscono sia gli obblighi periodici riferiti al mese precedente sia numerose rate collegate al saldo 2025 e al primo acconto 2026.

La concentrazione di pagamenti deriva anche dalle regole applicabili agli adempimenti che normalmente scadrebbero nei primi giorni del mese. La pausa estiva prevista dal calendario tributario fa infatti confluire al 20 agosto diversi versamenti, senza che ciò comporti automaticamente l’applicazione di maggiorazioni.

Per evitare errori, è opportuno distinguere tra chi ha iniziato a pagare entro i termini ordinari e chi ha scelto di effettuare il primo versamento successivamente, applicando l’interesse corrispettivo previsto. Numero della rata e percentuale degli interessi non sono uguali per tutti, ma dipendono dal piano adottato dal singolo contribuente.

Saldo 2025 e acconto 2026: le rate di Irpef, Ires e Irap

Una parte consistente delle scadenze riguarda le imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali. Le persone fisiche che hanno rateizzato l’Irpef devono verificare quale versamento effettuare entro il 20 agosto.

Per alcuni contribuenti si tratta della terza rata dell’Irpef dovuta a titolo di saldo per il 2025 e di primo acconto per il 2026, con interessi dello 0,51%. Per chi ha avviato il pagamento in un momento successivo, invece, può scadere la seconda quota, preceduta dalla maggiorazione dello 0,40% sull’importo complessivo e accompagnata da interessi dello 0,18%.

Il calendario comprende anche la seconda rata con interessi dello 0,29%, oltre alla possibilità, nei casi previsti, di pagare in unica soluzione o di avviare il piano rateale applicando una maggiorazione dello 0,80%.

Una struttura analoga riguarda l’Irap. Enti, società e altri soggetti obbligati alla presentazione della relativa dichiarazione devono controllare la propria posizione, verificando se il 20 agosto coincida con la seconda o con la terza rata del saldo 2025 e del primo acconto 2026.

Per le società e gli enti assoggettati all’Ires sono inoltre previste le rate dell’imposta sul reddito delle società. Anche in questo caso gli interessi possono variare, in base alla decorrenza del piano, tra lo 0,18%, lo 0,29% e lo 0,51%. Tra gli obblighi specifici figurano quelli delle cosiddette società di comodo, chiamate a versare la maggiorazione del 10,5% dell’aliquota ordinaria Ires.

Regime forfetario e imposte sostitutive

La scadenza del 20 agosto coinvolge anche numerosi titolari di partita IVA che applicano il regime forfetario. In base alla scelta effettuata in precedenza, può essere dovuta la terza rata dell’imposta sostitutiva, con interessi dello 0,51%, oppure la seconda quota calcolata dopo aver maggiorato l’intero debito dello 0,40%, alla quale si aggiungono interessi dello 0,18%.

Regole simili interessano coloro che rientrano nel precedente regime fiscale di vantaggio destinato all’imprenditoria giovanile e ai lavoratori in mobilità. Anche questi contribuenti devono versare le somme derivanti dal modello Redditi Persone Fisiche 2026, riferite al saldo dell’anno passato e all’acconto dell’anno in corso.

Tra le imposte sostitutive in scadenza rientra quella applicata ai compensi percepiti dagli insegnanti per lezioni private e ripetizioni. Per i docenti titolari di cattedra è prevista un’aliquota del 15%. Il pagamento del 20 agosto può riguardare la seconda o la terza rata, con percentuali di interesse differenti a seconda della data dalla quale è iniziata la dilazione.

Devono prestare attenzione anche i contribuenti tenuti a pagare l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e sugli altri redditi diversi di natura finanziaria indicati dall’articolo 67 del Tuir. Lo scadenzario contempla diverse modalità di versamento, comprese le rate con maggiorazione preventiva dello 0,40%.

Saldo IVA, liquidazioni periodiche e adeguamento agli ISA

Il capitolo IVA comprende sia gli obblighi periodici sia le somme derivanti dalla dichiarazione annuale. I soggetti che hanno scelto di rinviare il pagamento del saldo IVA 2025 alle scadenze delle imposte sui redditi devono considerare la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese trascorso dal 16 marzo al 30 giugno 2026.

Al debito così determinato possono aggiungersi ulteriori interessi, variabili in base alla rata dovuta. Per alcuni soggetti Ires il 20 agosto coincide con la terza quota, mentre per altri rappresenta la seconda scadenza del piano.

Entro la stessa giornata devono essere effettuati anche i versamenti relativi all’IVA calcolata sui maggiori ricavi o compensi dichiarati per adeguarsi alle risultanze degli Indici sintetici di affidabilità fiscale. In determinate situazioni il pagamento può avvenire in unica soluzione o come prima rata, con una maggiorazione dello 0,80%.

Il calendario comprende inoltre la liquidazione mensile degli enti pubblici soggetti al vincolo di tesoreria unica e i versamenti dovuti dai contribuenti trimestrali. Per questi ultimi, l’IVA relativa al secondo trimestre deve essere generalmente maggiorata dell’1%, salvo le eccezioni previste per particolari regimi.

Ritenute, addizionali e locazioni brevi

Il 20 agosto è una data centrale anche per i sostituti d’imposta, chiamati a riversare le ritenute operate nel mese precedente. L’obbligo può riguardare redditi di lavoro, interessi, rendite, somme corrisposte alla cessazione di determinati rapporti, riscatti di polizze vita, pignoramenti presso terzi e altre categorie reddituali.

Tra le voci da controllare figurano le ritenute applicate ai canoni e ai corrispettivi derivanti dalle locazioni brevi. Gli intermediari e i portali che incassano o intervengono nel pagamento devono riversare quanto trattenuto sulle somme gestite nel mese precedente.

Scadono inoltre alcune rate delle imposte emerse dal conguaglio di fine anno sui redditi da pensione, quando l’importo complessivamente dovuto supera 100 euro. Gli enti pubblici sottoposti a tesoreria unica devono eseguire i corrispondenti versamenti con le modalità loro riservate.

Nello stesso calendario compaiono l’addizionale comunale all’Irpef e la cosiddetta tassa etica, ossia l’addizionale del 25% prevista per i redditi derivanti dalla produzione o dalla vendita di materiale pornografico o di contenuti che incitano alla violenza.

Premi di produttività e comunicazione del canone TV

I datori di lavoro che nel mese precedente hanno erogato somme collegate a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione devono versare la relativa imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali. L’agevolazione riguarda esclusivamente gli importi e i lavoratori che rispettano i requisiti stabiliti dalla disciplina vigente.

Entro il 20 agosto deve essere trasmessa anche la comunicazione all’Agenzia delle Entrate contenente i dati di dettaglio sul canone televisivo addebitato, accreditato, riscosso e riversato nel mese precedente. Si tratta di un obbligo specifico che interessa i soggetti incaricati della gestione degli addebiti nelle fatture elettriche.

Le scadenze fiscali del 31 agosto 2026

Dopo il corposo appuntamento del giorno 20, il mese si chiude con un gruppo più ristretto di adempimenti fissati a lunedì 31 agosto.

Gli enti non commerciali e gli agricoltori esonerati devono presentare il modello INTRA 12 per dichiarare gli acquisti di beni e servizi effettuati presso soggetti non stabiliti in Italia. Gli stessi contribuenti sono chiamati a liquidare e versare l’IVA relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese precedente.

Il 31 agosto rappresenta inoltre il termine per pagare l’imposta di registro sui contratti di locazione e affitto iniziati il 1° agosto 2026 oppure rinnovati tacitamente dalla medesima data. L’obbligo non opera quando il contratto è assoggettato al regime della cedolare secca, che sostituisce l’imposta di registro nei casi consentiti.

Per gli automobilisti residenti nelle regioni interessate, tra cui Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, può infine scadere il pagamento del bollo relativo ai veicoli per i quali il termine cade nel mese di agosto.

Come affrontare il calendario senza commettere errori

La quantità di adempimenti presenti nello scadenzario ufficiale non significa che ogni contribuente debba eseguirli tutti. La verifica deve partire dal proprio profilo fiscale, dalla dichiarazione presentata, dalla scelta di rateizzazione e dalla data del primo pagamento.

È particolarmente importante controllare l’esatto numero della rata, la maggiorazione eventualmente applicabile e la percentuale degli interessi. Una differenza apparentemente minima può modificare l’importo da indicare nel modello F24 e determinare uno scarto o un versamento insufficiente.

Agosto 2026 si conferma quindi un mese tutt’altro che vuoto per il Fisco. La vera criticità non è soltanto la quantità delle somme da pagare, ma la sovrapposizione di regole differenti nella stessa giornata. Preparare i conteggi prima della pausa di Ferragosto consente di ridurre il rischio di dimenticanze e di evitare correzioni successive, sanzioni e interessi.

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