Le proteste contro Sony per i giochi PlayStation fisici serviranno a qualcosa?

09 Luglio 2026 - 18:02
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OK, abbiamo capito un po’ tutti quanti che la decisione di PlayStation di interrompere la produzione di giochi su supporto fisico nel 2028 ha fatto arrabbiare tanto, diciamo pure tantissimo, diciamo pure tantissimissimo; molto, molto più difficile è determinare se tutte queste veementi (online, almeno) proteste avranno un qualsivoglia impatto concreto. E in questo senso i segnali sono molto pessimistici. La convinzione è che non c’è petizione, meme o commento che farà fare marcia indietro al colosso giapponese, soprattutto considerando il peso crescente del mercato digitale nei suoi conti.

In effetti Serkan Toto, CEO della società di consulenza Kantan Games, sostiene (ed è una teoria parecchio condivisibile) sostiene addirittura che la reazione negativa dei fan sia stata ampiamente prevista da Sony, e che la strategia attuale sia semplicemente attendere che l’attenzione mediatica diminuisca. Anche le campagne che invitano gli utenti a cancellare l’abbonamento a PlayStation Plus avranno un impatto limitato: ci sono più di 120 milioni di utenti con account PlayStation attivi, di cui 50 milioni abbonati a PS+.

Anche se centinaia di migliaia di abbonati smettessero di pagare, risultato estremamente ottimistico, sarebbero comunque una frazione pressoché insignificante rispetto al totale. Soprattutto considerando i grandi guadagni, diretti e indiretti, che derivano dall’abbandono del supporto fisico. C’è comunque chi ritiene probabile una risposta ufficiale da parte dell’azienda per gestire il malcontento, pur giudicando improbabile un’inversione completa della strategia annunciata.


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