«Leader politico o agente immobiliare?»: Conte sulla graticola per l’incontro con Zampolli sul Plaza

05 Agosto 2026 - 18:15
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«Leader politico o agente immobiliare?»: Conte sulla graticola per l’incontro con Zampolli sul Plaza

«Leader politico o agente immobiliare?»: Conte sulla graticola per l’incontro con Zampolli sul Plaza

Giuseppe Conte «si considera un leader politico o un agente immobiliare del luxury real estate»? A chiederlo è il deputato di FdI Massimo Ruspandini, alla luce delle indiscrezioni di Libero sull’incontro che il leader M5S ebbe qualche mese fa con l’inviato di Trump, Paolo Zampolli, durante il quale si sarebbe parlato della vendita dell’Hotel Plaza, di proprietà della famiglia della compagna Olivia Paladino. Ruspandini non è solo nel chiedere conto all’«avvocato del popolo» quale sia l’abito che intende indossare: molti in FdI chiedono chiarezza sulla vicenda.

Ruspandini: «Ennesimo sdoppiamento di Conte»

«Le indiscrezioni pubblicate da Libero evidenziano un’intollerabile ipocrisia politica. Da una parte Giuseppe Conte indossa i panni del moralista e del leader della sinistra massimalista, pronto a dare lezioni di etica e a pontificare contro il governo; dall’altra sveste i panni istituzionali per indossare quelli di mediatore immobiliare di lusso per conto della famiglia della sua compagna», ha detto Ruspandini, ricordando anche che «le società della galassia familiare fanno i conti con liquidazioni e un debito con l’Erario che sfiora i 29 milioni di euro».

Il deputato di FdI ha quindi parlato di «ennesimo sdoppiamento di un politico che a parole combatte i privilegi, ma nei fatti usa le proprie relazioni e l’influenza accumulata da ex premier per curare affari milionari di famiglia». «Conte – stata dunque la richiesta – chiarisca immediatamente».

Maullu: «La solita doppia morale della sinistra»

«Altro che geopolitica e trattati internazionale», ha commentato il deputato Stefano Maullu, aggiungendo che «sono le ammissioni di Zampolli stesso a fare chiarezza e confermare la doppiezza di Conte che, da un lato, all’epoca pubblicamente attaccava le scelte di politica estera di Trump e, dall’altro, si attovagliava segretamente con il referente del presidente Usa per risolvere gli affari della sua compagna».

«È la solita sinistra ambigua e dalla doppia morale. Fratelli d’Italia – ha detto Maullu – vuole chiarezza e che soprattutto Giuseppe Conte dica la verità sull’incontro con Zampolli: era lì per curare i suoi affari privati o gli interessi della Nazione? Gli italiani hanno diritto a sapere».

Speranzon: «Un caso di suocerismo»

Per il vicepresidente vicario del gruppo di FdI al Senato, Raffaele Speranzon, poi, la vicenda configura un caso di «suocerismo». «Le bugie hanno le gambe corte. Pizzicato mentre incontrava, in gran segreto, Paolo Zampolli, uomo vicino a Donald Trump, Giuseppe Conte – ha ricordato Speranzon – aveva affermato che dietro l’appuntamento ci fossero squisitamente ragioni di carattere politico. Tuttavia oggi, grazie a un’inchiesta di Libero, scopriamo dalle parole dello stesso Zampolli che i due avrebbe discusso anche dell’albergo del suocero di Conte e non di politica».

«Non sarebbe la prima volta, del resto, che il leader del M5s volge una particolare attenzione agli affari del suocero: ricordo che il decreto Rilancio del maggio 2020 conteneva una norma che depenalizzava il reato di peculato contestato proprio a suo suocero», ha proseguito il senatore. «Più che con “l’amichettismo”, quando c’è di mezzo Conte abbiamo a che fare con il “suocerismo”», ha concluso Speranzon.

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