Legambiente Valceresio sulla Ciclopedonale della Valganna: “Richieste variazioni, ma non abbiamo risposte”

Da otto mesi Legambiente Valceresio attende risposte formali sul progetto della pista ciclopedonale della Valganna. L’associazione ambientalista ha inviato, a partire da settembre 2025, una serie di Posta Elettronica Certificata (PEC) a tutti gli enti pubblici e istituzionali coinvolti nella realizzazione dell’opera. A detta del Cigno Verde, però, da parte delle autorità regna il silenzio più assoluto, una situazione che viene definita «inaccettabile di fronte a un tema che riguarda la sicurezza e la gestione del territorio».
Al centro della contestazione c’è la richiesta di bloccare l’attuale tracciato previsto e di adottare, come alternativa da valorizzare, il già esistente Sentiero del Giubileo, classificato come percorso ciclopedonale per mountain bike. Le missive formali sono state indirizzate alla Comunità Montana del Piambello, che ricopre il ruolo di ente capofila dell’iniziativa, e al Comune di Induno Olona. Nonostante i solleciti e l’importanza della questione, nessuno dei due enti ha ancora fornito un riscontro ufficiale.
I contatti con gli enti tecnici e i rischi idrogeologici
La mobilitazione di Legambiente non si è fermata ai soli enti locali. Nel novembre del 2025 l’associazione ha contattato l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO), l’ANAS e il Parco Regionale Campo dei Fiori. Agli enti sono stati chiesti aggiornamenti e incontri per approfondire i rischi tecnici emersi durante la Conferenza dei servizi. In quella sede proprio il Parco Regionale aveva sollevato alcune osservazioni, dichiarandosi disponibile a un confronto diretto che, tuttavia, non è mai stato calendarizzato.
I timori degli ambientalisti poggiano su dati concreti legati alla fragilità della zona, già duramente colpita dagli eventi atmosferici recenti. Realizzare la pista nel corridoio inizialmente ipotizzato comporterebbe forti criticità strutturali e ambientali, mettendo a rischio l’opera stessa e l’investimento di risorse pubbliche.
«I rischi che segnaliamo non sono opinioni – l’appello di Legambiente Valceresio – la realtà si è palesata in modo evidente con l’alluvione del 23 aprile 2025. Realizzare un’opera in una zona già alluvionata, con alta probabilità di eventi futuri, non solo è insostenibile dal punto di vista ambientale, ma rappresenta anche una grave mancanza di lungimiranza e di attenzione a come vengono spesi i soldi pubblici».
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La richiesta di modifica al Piano di Governo del Territorio
L’ultimo tentativo di sbloccare la situazione è avvenuto a gennaio 2026, sfruttando la finestra temporale della revisione del nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Induno Olona. In questa sede Legambiente ha chiesto formalmente di non inserire nel piano i lotti del tracciato della ciclopedonale promosso dalla Comunità Montana che non siano ancora definitivamente progettati, inserendo al loro posto la variante del Sentiero del Giubileo. Anche in questo caso l’istanza è rimasta senza risposta.
Secondo l’associazione, la pianificazione delle grandi opere locali dovrebbe seguire un percorso condiviso con le realtà sociali del territorio anziché procedere per decisioni calate dall’alto che i cittadini e le associazioni si trovano semplicemente a dover ratificare a cose fatte.
«Sul territorio si dovrebbe progettare assieme – si legge nella nota di Legambiente Valceresio – non presentare un progetto già fatto chiedendo di ratificarlo. La partecipazione non è un optional: è la condizione per costruire opere che abbiano davvero successo per tutti».
Un silenzio istituzionale lungo otto mesi
La mancanza di comunicazione da parte degli enti coinvolti rappresenta l’ostacolo principale denunciato dai portavoce del gruppo ambientalista della Valceresio. La richiesta di un confronto pubblico e trasparente rimane l’obiettivo prioritario per evitare che vengano stanziati fondi su un tracciato ritenuto pericoloso e non sostenibile.
«Sono passati quasi 8 mesi dalla nostra prima PEC – spiegano – La Comunità Montana del Piambello, capofila del progetto, tace. Il Comune di Induno Olona, sollecitato due volte, tace. Il Parco Campo dei Fiori, che si era impegnato a organizzare un incontro, tace. Il silenzio delle istituzioni su temi che riguardano il territorio, il suo uso e tutti noi cittadini, non è accettabile».
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