Ponte Morandi, oggi la sentenza del processo a Genova: il crollo fece 43 vittime

16 Luglio 2026 - 17:25
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Ponte Morandi, oggi la sentenza del processo a Genova: il crollo fece 43 vittime

La sentenza di primo grado per il crollo del Ponte Morandi è attesa oggi, 16 luglio, a Genova. A quasi otto anni di distanza, quattro dall’inizio del dibattimento, è il giorno della sentenza nel processo sulle responsabilità del crollo del viadotto autostradale genovese che il 14 agosto del 2018, collassando su se stesso, provocò 43 vittime. Ieri intanto il nuovo ad di Autostrade, Arrigo Giana, ha chiesto scusa in una lettera aperta sottolineando di voler fare oggi il gesto che allora, dai vertici del tempo, non fu fatto.

L’udienza e la camera di consiglio

Il giorno della prima verità giudiziaria si apre con l’udienza al termine della quale, dopo un’ultima replica nell’aula magna del Tribunale di Genova, inizierà la camera di consiglio che si concluderà con il verdetto di primo grado per i 57 imputati tra cui ex vertici di Aspi e Spesa accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, crollo colposo e un complesso di 112 capi di imputazione.
La sentenza è attesa a partire dal tardo pomeriggio e la giornata sarà lunga a Palazzo di Giustizia. La procura aveva chiesto per gli imputati un totale di 400 anni di reclusione, per le mancate manutenzioni al viadotto sistematicamente tagliate secondo l’accusa per massimizzare i profitti.
Tra gli imputati anche l’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci, per il quale sono stati chiesti 18 anni e 6 mesi di carcere, già escluso da mesi per un’altra strage autostradale, quella di Avellino.

L’udienza è iniziata ed è stata sospesa in Tribunale a Genova, dopo una ventina di minuti. L’ultimo legale ha rinunciato alla controreplica e si è quindi riunita la camera di consiglio dalla quale la corte uscirà con la sentenza di primo grado, attesa a partire dalle 14.

Salvini: “Chi ha 43 morti su coscienza paghi fino in fondo”

Chi ha sbagliato e ha 43 morti sulla coscienza deve pagare fino in fondo, perché lucrare sulle mancate manutenzioni non ha nessuna giustificazione economica o morale possibile. Quindi, non mi sostituisco ai giudici ma è una strage che non può rimanere impunita. Ovviamente nessuna condanna restituirà i cari ai loro parenti, però conto che la giustizia sia giustizia con la ‘g’ maiuscola”m ha detto il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini, a margine della presentazione e inaugurazione del progetto di realizzazione di nuove banchine del porto di Bari, rispondendo a una domanda sulla tragedia del Ponte Morandi di Genova, per cui oggi è attesa la sentenza di primo grado. 

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