Legge elettorale, cambia tutto in Sicilia: 48 parlamentari da eleggere, ecco i collegi

08 Ottobre 2026 - 19:20
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Legge elettorale, cambia tutto in Sicilia: 48 parlamentari da eleggere, ecco i collegi

La riforma elettorale è stata approvata definitivamente dal Parlamento. Con 227 voti favorevoli e 164 contrari, oggi, 8 ottobre, la Camera dei deputati ha dato il via libera alla nuova legge che sostituirà il Rosatellum e disciplinerà le prossime elezioni politiche, previste nel 2027 salvo scioglimento anticipato delle Camere. Il nuovo sistema, ribattezzato Stabilicum dalla maggioranza, introduce il proporzionale con premio di maggioranza, elimina i collegi uninominali e reintroduce le preferenze, anche se i capilista continueranno a essere scelti direttamente dai partiti. Prima dell’entrata in vigore serviranno la promulgazione del presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Ma cosa cambia concretamente per gli elettori siciliani? Quanti deputati e senatori saranno eletti nell’Isola e, soprattutto, quali territori saranno chiamati a scegliere gli stessi candidati?

La novità principale riguarda il superamento del sistema misto utilizzato nelle ultime elezioni politiche. Non ci saranno più candidati eletti nei collegi uninominali, dove bastava ottenere un voto in più degli avversari. I seggi saranno distribuiti con un sistema proporzionale, corretto da un eventuale premio di maggioranza. Il premio scatterà soltanto se una lista o coalizione otterrà almeno il 42% dei voti in entrambe le Camere, risultando la più votata. In questo caso saranno assegnati 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, entro un tetto complessivo di 220 deputati e 113 senatori per la formazione politica beneficiaria, esclusi gli eletti all’estero. Se nessuna coalizione raggiungerà la soglia richiesta, oppure se Camera e Senato daranno risultati incompatibili con l’attribuzione del premio, i seggi saranno distribuiti con il proporzionale senza premio. Per la Sicilia restano 48 i seggi complessivamente attribuiti, ma cambia il percorso per conquistarli: niente più sfide nei collegi uninominali, ritorno delle preferenze e un sistema nel quale la scelta dei capilista continuerà ad avere un peso decisivo.

Tornano inoltre le preferenze.

Ogni lista presenterà sette candidati: un capolista bloccato e altri sei candidati tra i quali l’elettore potrà esprimere fino a tre preferenze, rispettando l’alternanza di genere. Questo significa che, se un partito conquisterà un solo seggio in un collegio, sarà eletto il capolista. Se ne otterrà altri, entreranno in gioco le preferenze espresse dagli elettori. Restano le soglie di sbarramento del 3% per le liste e del 10% per le coalizioni. Le forze politiche dovranno inoltre indicare il candidato che intendono proporre per la presidenza del Consiglio, fermo restando il potere di nomina del capo dello Stato.

Alla Sicilia sono attribuiti complessivamente 48 seggi parlamentari: 32 alla Camera dei deputati e 16 al Senato. Per la Camera, l’Isola è suddivisa in due circoscrizioni: Sicilia 1, che comprende prevalentemente la parte occidentale, e Sicilia 2, che comprende la parte orientale. La circoscrizione Sicilia 1 elegge 15 deputati, mentre Sicilia 2 ne elegge 17. Per il Senato, invece, la Sicilia costituisce un’unica circoscrizione regionale, suddivisa in due collegi plurinominali da otto seggi ciascuno. La distribuzione territoriale deriva dall’assetto dei collegi definito nel 2020, sul quale si innesta la nuova disciplina elettorale.

Camera: come sono composti i cinque collegi siciliani

Sicilia 1 – Collegio 1: 8 deputati

Comprende Palermo e l’intero territorio della Città metropolitana, per un totale di 82 comuni.

Sicilia 1 – Collegio 2: 7 deputati

Comprende le province di Trapani e Agrigento e quella di Caltanissetta, con l’esclusione del Comune di Niscemi, inserito nella circoscrizione orientale.

Sicilia 2 – Collegio 1: 5 deputati

Comprende la Città metropolitana di Messina e l’intera provincia di Enna.

Sicilia 2 – Collegio 2: 6 deputati

Comprende Catania e una parte della sua Città metropolitana, inclusi i comuni dell’area etnea.

Sicilia 2 – Collegio 3: 6 deputati

Comprende tutti i comuni delle province di Siracusa e Ragusa, il Comune di Niscemi e una parte del territorio meridionale della provincia di Catania, tra cui Caltagirone, Grammichele, Militello in Val di Catania, Mineo, Palagonia, Scordia, Vizzini e altri centri del Calatino. In questo collegio saranno dunque eletti sei deputati, che rappresenteranno un territorio comprendente tre diverse aree provinciali.

Senato: due collegi da otto seggi

Per Palazzo Madama la suddivisione è più semplice. Il primo collegio, con otto senatori, comprende Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta. Il secondo, sempre con otto senatori, comprende Messina, Catania, Enna, Siracusa e Ragusa.

Le altre novità: voto fuori sede e firme per i nuovi partiti

La riforma introduce anche una disciplina stabile per il voto fuori sede, destinata a chi vive temporaneamente in un’altra regione per motivi di studio, lavoro o salute, oltre che ai familiari che prestano assistenza a persone bisognose di cure. Cambiano inoltre le regole per la presentazione delle liste: per i nuovi partiti privi delle condizioni di esenzione aumentano sensibilmente le firme necessarie, con una soglia ordinaria di almeno 6.000 sottoscrizioni per collegio plurinominale. La nuova legge modifica dunque sia il modo in cui i cittadini sceglieranno i parlamentari sia le strategie con cui i partiti dovranno costruire le liste.

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