LEGGE ELETTORALE, VALANGA DI EMENDAMENTI SUL TESTO BIGNAMI: LA PARTITA ENTRA NEL VIVO
La riforma della legge elettorale entra nella fase più delicata del suo percorso parlamentare. Alla Camera dei Deputati sono stati depositati circa 770 emendamenti al testo base della proposta di legge A.C. 2822, il cosiddetto “Bignami bis”, dal nome del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami. Un numero imponente che fotografa la distanza politica tra maggioranza e opposizioni su una riforma destinata a incidere profondamente sugli equilibri istituzionali del Paese.
La proposta è attualmente all’esame della I Commissione Affari Costituzionali della Camera e rappresenta il tentativo del centrodestra di introdurre un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza, con l’obiettivo dichiarato di garantire governabilità senza rinunciare alla rappresentanza.
Il testo adottato come base di discussione prevede che il premio di maggioranza scatti soltanto se una lista o una coalizione supera il 42 per cento dei voti e risulta prima sia alla Camera sia al Senato. Rispetto alle versioni precedenti è stato eliminato il ballottaggio e sono stati introdotti limiti più stringenti al numero massimo di seggi attribuibili attraverso il premio.
La maggioranza si è presentata con un pacchetto molto contenuto di modifiche. Soltanto quattro emendamenti unitari, segnale evidente della volontà di difendere l’impianto generale della riforma senza riaprire il confronto su questioni già definite. Le modifiche riguardano il conteggio dei voti provenienti dalle circoscrizioni speciali, l’obbligo della doppia candidatura per alcuni candidati, alcuni correttivi tecnici e soprattutto una precisazione sul ruolo del candidato premier indicato sulla scheda elettorale, chiarendo che tale indicazione non limita in alcun modo le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica.
Ben diversa la strategia delle opposizioni. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa hanno depositato centinaia di emendamenti, molti dei quali soppressivi dell’intero impianto normativo. In totale sono oltre trecento le proposte comuni finalizzate a cancellare o modificare radicalmente la riforma. Tra i punti contestati figurano il premio di maggioranza, il sistema delle liste, la rappresentanza territoriale e il rapporto tra governabilità e rappresentatività parlamentare.
Tra le proposte più significative vi sono l’introduzione del voto per i fuori sede, l’incremento delle quote di equilibrio di genere nelle liste elettorali, il diverso metodo di attribuzione del premio di maggioranza e varie modifiche al sistema di calcolo dei risultati nazionali. Alcune forze politiche tornano inoltre a chiedere l’introduzione delle preferenze o modelli elettorali alternativi rispetto a quello proposto dal centrodestra.
Per quanto riguarda il calendario parlamentare, la maggioranza punta ad accelerare. Secondo quanto trapela da Montecitorio, concluso l’esame degli emendamenti in Commissione, il provvedimento dovrebbe approdare in Aula il prossimo 26 giugno. L’obiettivo dichiarato dei partiti di governo è quello di completare il primo via libera della Camera entro la fine di luglio, prima della pausa estiva dei lavori parlamentari. Un cronoprogramma ambizioso che testimonia la volontà del centrodestra di arrivare all’approvazione della riforma con tempi relativamente rapidi.
Particolarmente interessante per gli italiani nel mondo è il capitolo dedicato alla Circoscrizione Estero. Pur non essendo ancora emersi emendamenti specifici destinati a modificare il numero dei seggi o la struttura della rappresentanza estera, il testo base contiene un intervento importante sul voto per corrispondenza. Il Governo viene infatti delegato ad aggiornare entro tre mesi il regolamento attuativo della legge sul voto degli italiani all’estero introducendo nuove misure contro frodi, smarrimenti e possibili manipolazioni delle schede.
È un tema che da anni divide la politica italiana e che torna periodicamente al centro del dibattito dopo le numerose contestazioni registrate nelle ultime consultazioni. Per milioni di italiani residenti all’estero il futuro della rappresentanza parlamentare passa anche da qui: garantire che il diritto di voto possa essere esercitato in modo libero, sicuro e trasparente senza mettere in discussione l’esistenza stessa della Circoscrizione Estero.
Adesso la parola torna alla Commissione Affari Costituzionali, chiamata a esaminare centinaia di proposte di modifica prima dell’approdo in Aula. La battaglia parlamentare entra nel vivo e potrebbe rappresentare uno dei passaggi politici più significativi della seconda parte della legislatura. Se il calendario sarà rispettato, entro poche settimane Montecitorio sarà chiamato a esprimersi su una riforma destinata a incidere profondamente sulle future elezioni politiche e sul rapporto tra governabilità, rappresentanza e stabilità istituzionale.
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