Legge elettorale, via libera della Camera alla fiducia sull’articolo 1 – La diretta
Con 226 voti favorevoli, 147 contrari e 3 astenuti l’aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sull’articolo 1 (che disciplina l’elezione della Camera dei deputati con il nuovo sistema proporzionale con premio di maggioranza e l’introduzione delle preferenze) della riforma della legge elettorale.
Punti chiave
- Magi: "Da Meloni messaggio su mia salute ma avanti digiuno per democrazia"
- Bonafè (Pd), testo incostituzionale frutto paura Meloni
- Via libera Camera a fiducia su articolo 2
- Zaratti (Avs): "Melonellum' è legge infame"
- Pastorella (Azione): "Spingerà verso coalizioni forzate"
- In corso alla Camera dichiarazioni di voto su fiducia art.2
- Via libera Camera a fiducia su articolo 1
“Ringrazio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che mi ha inviato un messaggio per informarsi sulle mie condizioni di salute. È positivo che la premier cerchi un canale di dialogo con noi, sebbene sulla questione firme al momento non riscontriamo alcuna apertura da parte del governo. Per questo, anche alla luce dei parametri positivi relativi al mio stato di salute riscontrati a seguito di una visita con il dottor Claudio Santini, proseguirò con l’iniziativa nonviolenta del digiuno rivolta direttamente all’esecutivo che, con l’apposizione della fiducia, è divenuto l’interlocutore principale sulla legge elettorale e a cui chiediamo una assunzione di responsabilità su una questione che riguarda lo stato di salute della democrazia in Italia”. Lo dichiara il segretario di +Europa Riccardo Magi.
Questa legge elettorale nasce dalla paura di Giorgia Meloni di perdere le elezioni di fronte a un centro-sinistra unito. Infatti vengono cambiate le regole del gioco, che dovrebbero riguardare tutti, rigorosamente a fine legislatura e non per un interesse generale, per garantire il buon funzionamento delle istituzioni democratiche, per restituire la fiducia ai cittadini. No, si cambiano le regole del gioco per un puro e semplice interesse di parte. Se dovesse essere votata, verrà ricordata nella migliore delle ipotesi come l’unica riforma approvata dalla destra in quattro anni e con i problemi del Paese ancora tutti sul tavolo. I costituzionalisti uditi in commissione hanno detto che con questo testo si andava a sbattere contro il muro della Costituzione. E nel tentativo di mettere qua e là una pezza sugli elementi più macroscopicamente incostituzionali, la destra è riuscita a fare persino peggio”.Così la vicepresidente vicaria del Gruppo Pd alla Camera, Simona Bonafè, intervenendo nell’Aula della Camera.
Con 227 voti favorevoli, 149 contrari e 3 astenuti l’aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sull’articolo 2 (che disciplina l’elezione del Senato della Repubblica con il nuovo sistema proporzionale con premio di maggioranza, l’introduzione delle preferenze e l’innalzamento delle firme per la presentazione delle nuove liste) della riforma della legge elettorale. Domani si procederà con le dichiarazioni di voto e la votazione sulla fiducia posta dal governo sull’articolo 3 (che riguarda la ridefinizione dei collegi in Alto Adige)
“Non siete riusciti a fare nulla di buono per questo Paese, ora avete paura del voto. Così volete imporre questa legge che tutela voi ma soprattutto il partito di Giorgia Meloni: i suoi alleati si sono dovuti piegare alla potente d’Italia, anche rischiando di essere svuotati elettoralmente. Dall’Italia nata dalla Resistenza voi volete portarci con il ‘Melonellum’, con una legge infame – perché solo così si può chiamare una norma che impone la raccolta di 450 mila firme per la presentazione delle liste -, all’Italia autoritaria che impedisce la partecipazione democratica“. Così il capogruppo di Avs in commissione affari costituzionali della Camera Filiberto Zaratti nella dichiarazione di fiducia posta dal Governo alla legge elettorale.
“Questa legge elettorale è nata male ed è cresciuta peggio. È nata per garantire maggiore stabilità dopo il Governo più longevo della storia repubblicana: già questa è una contraddizione. Ed è cresciuta attraverso continui correttivi, introdotti, da un lato, per evitare profili di evidente incostituzionalità, dall’altro per inseguire la contingenza dei sondaggi. Il risultato è una legge che spingerà verso coalizioni eterogenee tenute insieme più dalla volontà di sconfiggere l’avversario che da una reale condivisione politica e programmatica”. Lo ha dichiarato in Aula alla Camera Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di Azione, intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia posta sull’articolo 2 della legge elettorale.”Agli elettori verranno promessi programmi irreazilizzabili e una scelta dei propri rappresentanti che resta in larga parte fittizia, perché le preferenze vengono depotenziate dai capilista bloccati. Resta poi incomprensibile l’aumento delle firme necessarie per presentarsi alle elezioni, senza consentire la raccolta digitale: nel 2026 è una scelta senza giustificazione. I partiti sono all’ultimo posto tra i corpi intermedi di cui gli italiani si fidano. Questa legge non farà nulla per recuperare quella fiducia”, conclude Pastorella.
Sono in corso, nell’aula della Camera, le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal Governo all’art.2 della legge elettorale. Seguirà poi la chiama per appello nominale.
Con 226 voti favorevoli, 147 contrari e 3 astenuti l’aula della Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sull’articolo 1 (che disciplina l’elezione della Camera dei deputati con il nuovo sistema proporzionale con premio di maggioranza e l’introduzione delle preferenze) della riforma della legge elettorale. Ora si procederà con le dichiarazioni di voto e la votazione sulla fiducia posta dal governo sull’articolo 2 (che riguarda analogamente l’elezione del Senato della Repubblica).
Questo articolo Legge elettorale, via libera della Camera alla fiducia sull’articolo 1 – La diretta proviene da LaPresse
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)