Lettera ai Civ, è quasi un giallo. Beghin: “Non l’ho scritta né letta, errore mio ma il tema trasparenza esiste”

Genova. “Non ho scritto né letto quella lettera, quando l’ho vista pubblicata ho pensato che soltanto una persona poco sana di mente avrebbe potuto scriverla in quei termini, ero in vacanza quando è stata pubblicata ed è stato un errore mio non controllare quel documento, non scaricherò mai la responsabilità sugli uffici, ma se depuriamo dalle sgrammaticature e dai toni quella lettera resta il senso di fondo, il tema dell’applicazione del regolamento sui civ e dei presupposti necessari a rivestire ruoli in essi”.
Questa parte della lunga risposta che l’assessora comunale al Commercio Tiziana Beghin, esponente del M5s, ha dato oggi in sala rossa rispondendo a una raffica di interrogazioni sul caso politico della settimana genovese, ovvero la lettera del 16 luglio inviata all’associazione di categoria Confcommercio, protocollata e firmata dalla stessa assessora, in cui si chiedeva, in sostanza, di valutare la sostituzione dei presidenti di Civ che avessero espresso palesemente posizioni politiche contrarie all’attuale amministrazione.
L’opposizione aveva da subito parlato di “atto democratico senza precedenti”. Dopo poche ore dalla deflagrazione del caso si era tenuto un incontro tra la stessa sindaca Salis e le associazioni di categoria in cui si era arrivati, almeno così era stato spiegato, a un chiarimento. Ma sul fronte politico la vicenda era tutt’altro che chiusa.
A chiedere chiarimenti, durante l’esposizione degli articoli 54, sono stati consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione: Valeriano Vacalebre (Fdi), Paola Bordilli (Lega), Pietro Piciocchi (Vince Genova), Mario Mascia (Forza Italia), Maria Luisa Centofanti (Riformiamo Genova) e Marco Mes (M5s). Anche Ilaria Cavo, Noi Moderati, aveva presentato un’interrogazione in cui, peraltro, chiedeva espressamente la revoca dell’incarico dell’assessora Beghin ma il presidente del consiglio comunale Claudio Villa l’ha inserita in fondo all’elenco rendendo impossibile l’esposizione. Per questo motivo, peraltro, il centrodestra dapprima ha abbandonato in polemica la riunione dei capigruppo e poi, in aula, hanno inscenato una protesta simbolica indossando un bavaglio.
Durante l’illustrazione degli articoli 54 Vacalebre ha chiesto se la lettera sia stata “un’iniziativa dell’assessora o frutto di un indirizzo politico della giunta”, Paola Bordilli ha parlato di “brutta pagina, arroganza politica e Salisgrado“, Mario Mascia – autore di un calembour apprezzato dalla stessa assessora, “Beghin, che lettera!” – è stato il primo a ipotizzare apertamente l’esistenza di un “ghost writer”, così come Pietro Piciocchi (Vince Genova) ha dichiarato che “lo scivolone è frutto di una cultura politica che non contempla il rapporto con i corpi intermedi” e che “nessuno mi toglie dalla testa che la mandante della lettera è un’altra persona”. Il riferimento alla sindaca Salis si legge chiaramente tra le righe.
Gli esponenti della maggioranza che hanno presentato un articolo 54, Maria Luisa Centofanti, Riformiamo Genova, e Marco Mesmaker, M5s, di fatto hanno criticato le “strumentalizzazioni del caso” da parte degli avversari politici e hanno ribadito un concetto poi sottolineato anche dalla stessa assessora. Lo ha detto proprio il suo collega di partito, Mesmaeker: “Se vogliamo togliere il velo di ipocrisia da questa discussione ricordiamo che il contenuto della lettera richiama a un protocollo regolamentare sui Civ aggiornato peraltro dalla precedente amministrazione e che è teso a evitare ingerenze politiche nel rapporto tra i Civ stessi e l’amministrazione, non a caso il M5s in occasione delle elezioni aveva chiesto ai candidati di fare un passo indietro in caso avessero avuto ruoli nei Civ”.
Nella sua risposta all’aula Tiziana Beghin, che ha riconosciuto la propria responsabilità – “non ho ricontrollato la lettera nel momento in cui è partita, e mi scuso in qualche misura su quello che c’è scritto” – ha aggiunto: “Ragionerei di più, però, su quello che è il senso di quella lettera, e chiederei a chi la sta strumentalizzando di abbassare i toni, perché era quello da subito l’obiettivo iniziale, abbassare i toni della politica in un settore dove la politica non dovrebbe entrare mai”.
Poi il riferimento non troppo velato al casus belli, ovvero la vicenda della presidente del Civ Nervi Mare, Tiziana Ravano di cui Beghin dice “fare bodyshaming sul figlio della sindaca, quindi un bambino di due anni, sui social, non è critica politica”. La stessa Ravano, su Facebook, in questi giorni ha scritto un post in cui ha dichiarato di essere la persona che l’amministrazione avrebbe voluto rimuovere.
L’assessora Beghin ha ricordato infine che il protocollo Civ sarà rivisto: la prima riunione con le categorie si terrà il 7 settembre: “Iniziamo un percorso per ribadire i concetti di terzietà e trasparenza, in modo che chi fa parte di questi organismi sia al servizio della categoria e non dei propri partiti”.
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