L’IA entra nelle scuole dalle elementari ai licei: 100 milioni per formare i docenti. Come cambierà la scuola

10 Giugno 2026 - 19:07
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L’IA entra nelle scuole dalle elementari ai licei: 100 milioni per formare i docenti. Come cambierà la scuola

L’IA entra nelle scuole dalle elementari ai licei: 100 milioni per formare i docenti. Come cambierà la scuola

Il governo accelera sull’intelligenza artificiale. Con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei decreti attuativi l’esecutivo compie un passo decisivo nell’attuazione del Regolamento europeo sull’IA e della legge 132 del 2025: definendo una disciplina per l’applicazione delle normative a livello nazionale e individuando una governance nel coordinamento tra Agenzia nazionale per cybersicurezza e l’Agenzia per l’Italia Digitale. “L’Italia è la prima nazione che si dota di una normativa nazionale organica in materia”, sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. I decreti attuativi – che andranno al vaglio delle commissioni parlamentari, della Conferenza delle Regioni e delle Authority competenti – da una parte disciplinano i poteri delle autorità nazionali; dall’altra introducono un quadro giuridico per l’impiego dell’IA nelle attività di polizia, nel lavoro, nella giustizia, nell’istruzione e nella ricerca.

IA nella polizia, Piantedosi: “Nessun Grande Fratello”

Il filo conduttore è l’impostazione antropocentrica, un’IA governata da una visione etica e umanistica, in sintonia con l’Enciclica del Papa Magnifica Humanitas. Per l’intelligenza artificiale nella sicurezza, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi precisa, rintuzzando la polemica delle opposizioni:  “non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di ‘Grande fratello’ generalizzato. Ed è vietato l’utilizzo di grandi banche dati biometriche”. Ci sarà “una modalità di utilizzo dell’IA ex ante nella commissione di reati in caso di pericolo per terrorismo o per la ricerca di persone scomparse”: e in questi casi servirà una “richiesta del questore e autorizzazione dell’autorità giudiziaria”.

Cosa cambia nella didattica

Grandi le novità in ambito istruzione. Spiega il ministro Giuseppe Valditara: “l’IA entra nel curriculum formativo in modo esplicito nei licei: con la rivoluzione della matematica e una forte modifica dei percorsi formativi”. Il ministero ha stanziato in tutto 300 milioni per la formazione dei docenti e per promuovere l’intelligenza artificiale nella didattica. “Entra nel curriculum formativo l’intelligenza artificiale, in modo esplicito, forte, prepotente”, ha aggiunto il ministro. Nelle scuole elementari, invece, “ci sono dei cenni già inseriti per abituare il bambino al linguaggio dell’IA, al tema dell’algoritmo”.

“Proprio perché è fondamentale una nuova visione della matematica nelle nuove indicazioni per i licei, abbiamo lanciato la rivoluzione della matematica con una forte modifica dei percorsi formativi. Poi c’è il tema della formazione dei docenti: per saper insegnare a prevenire i rischi, potenziare le discipline Stem, insegnare l’IA, è evidente che occorre formare i docenti: abbiamo stanziato 100 milioni di euro. Per la promozione dell’IA nella didattica abbiamo stanziato altri 100 milioni e 100 per la formazione dei docenti sulla prevenzione dei rischi connnessi all’Ia. Abbiamo inoltre deciso di coinvolgere anche le famiglie”, ha spiegato Valditara la distribuzione delle risorse.

“Personalizzazione della didattica”

“C’è un altro aspetto importante, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare gli apprendimenti, per la personalizzazione della didattica. Io insisto molto- ha aggiunto il ministro-  sull’importanza della personalizzazione della didattica. Abbiamo già avviato lo scorso anno, in via sperimentale in quattro regioni, Calabria, Lazio, Toscana e Lombardia, l’utilizzo di questi assistenti virtuali per favorire e potenziare gli apprendimenti. Dal prossimo anno saranno aggiunte altre regioni ancora. In particolare in Campania dovremmo coinvolgere circa 20mila ragazzi”.  “Devo dire che dai primi risultati siamo abbastanza confortati: perché gli apprendimenti sono migliorati di un punto rispetto all’insegnamento tradizionale.  Per quanto riguarda il tema dell’applicazione dell’educazione civica ai fini della formazione ai rischi derivanti dall’Ia, un questionario che abbiamo inviato a tutte le scuole dà una percentuale del 67% di percorsi educativi in questo settore specifico avviati dalle scuole”.

No ai licenziamenti decisi dagli algoritmi

Anche nel mondo del lavoro l’utilizzo dell’Ia vieta decisioni automatizzate che possano incidere nei processi di assunzione, licenziamento, carriere delle persone. Il decreto legislativo sull’Ia “introduce il divieto di decisioni esclusivamente automatizzate: non potrà avvenire che decisioni che incidono sul rapporto di lavoro come l’assunzione, la modifica delle condizioni contrattuali, il licenziamento, le sanzioni disciplinari siano adottate esclusivamente da un sistema automatizzato”, assicura la ministra del lavoro Calderone.

 

 

 

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