Libri, Antonello Mori e il mistero della verità
Roma, 18 lug. (askanews) – Storico di formazione e appassionato ricercatore d’archivio, Antonello Mori esordisce nella narrativa con un romanzo per Santelli editore, “I segreti di Torre Orsaia”, che coniuga rigore documentale e tensione romanzesca, trasformando la ricostruzione del passato in un’indagine sulla natura sfuggente della verità. Torre Orsaia, 1794. Nel cuore del Cilento, Don Giuseppe Paolino, un tempo arciprete di un borgo vicino, attende la morte rinchiuso nel palazzo vescovile. Convinto di essere stato vittima di una spietata macchinazione, affida la propria versione dei fatti a uno scrittore giunto da Napoli, deciso a raccoglierne la testimonianza. Dai ricordi di una giovinezza segnata da amori, fughe e vocazioni tradite, il racconto si trasforma presto nel resoconto di una congiura fatta di false accuse, testimoni corrotti e amicizie spezzate. Ma mentre la penna dello scrittore scorre sui fogli, un altro segreto emerge dalle sue ricerche, insinuando il dubbio che la verità sia molto più complessa di quanto il moribondo voglia far credere. Don Paolino è davvero una vittima o il suo racconto nasconde colpe più profonde? Attraverso una raffinata struttura a incastri, fatta di testimonianze, memorie e rivelazioni, I segreti di Torre Orsaia costruisce un avvincente romanzo storico in cui ogni certezza viene progressivamente rimessa in discussione. Sullo sfondo di un’epoca attraversata da tensioni religiose e sociali, Mori riflette sulla fragilità della memoria, sulla soggettività della verità e sulla sottile linea che separa innocenza e colpa, amore e peccato, redenzione e dannazione. Il risultato è un esordio maturo e coinvolgente, capace di fondere la precisione dello storico con il ritmo del grande romanzo d’indagine psicologica.
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