Ets, Fitto plaude al cambio di rotta Ue: “Finalmente un approccio pragmatico per garantire il nostro sistema industriale”

18 Luglio 2026 - 18:50
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Ets, Fitto plaude al cambio di rotta Ue: “Finalmente un approccio pragmatico per garantire il nostro sistema industriale”

FITTO SUD EUROPA

L’Europa deve smettere di guardare il Mediterraneo come una periferia problematica e cominciare a considerarlo per ciò che è: uno spazio decisivo per la sua sicurezza, la crescita e la competitività. È da Catania che Raffaele Fitto indica il cambio di rotta, annunciando una revisione delle politiche europee costruita sulle esigenze concrete dei territori e non sui riflessi della burocrazia di Bruxelles. «Stiamo lavorando per riformare la Politica di Coesione. Le parole chiave sono flessibilità e semplificazione; elementi fondamentali. Stiamo costruendo strategie mirate. Per le isole vengono affrontate alcune questioni tra cui l’insularità».

Su Ets: “Un passo avanti importante”

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, intervenuto da remoto alla seconda giornata degli Ecr party European Awareness Days di Catania, ha indicato una linea che parte dal Mediterraneo ma investe l’intera politica economica dell’Unione: meno rigidità, maggiore attenzione ai territori e difesa della capacità produttiva europea. «Stiamo lavorando per riformare la Politica di Coesione. Le parole chiave sono flessibilità e semplificazione; elementi fondamentali. Stiamo costruendo strategie mirate. Per le isole vengono affrontate alcune questioni tra cui l’insularità». Un’impostazione pragmatica che Fitto ha rivendicato anche sulla proposta della Commissione relativa agli Ets, definita un «passo in avanti molto importante». «Occorre proseguire sul percorso di decarbonizzazione e lavorare per l’autonomia strategica ma con un approccio pragmatico realistico che sia in grado di poter garantire il sistema industriale europeo», ha spiegato, sottolineando soprattutto il cambiamento politico maturato a Bruxelles: «Per la prima volta si è aperta una discussione, un confronto che sembrava impossibile fino a poco tempo fa».

Un’Europa competitiva, ma non a due velocità

Riguardo lo spopolamento delle aree interne dice : «È un tema molto complesso, molto diversificato in Europa, perché è vero che bisogna lavorare per una Europa più competitiva, ma bisogna farlo portando a bordo un po’ tutti i cittadini europei, quindi non lasciando decine di milioni di europei che vivono in aree con maggiori difficoltà».

Fitto lega il rafforzamento del mercato interno alla capacità di migliorare infrastrutture, connettività e servizi pubblici. La Commissione ha già avviato una consultazione, raccogliendo oltre settecento contributi, e prepara ora visite mirate nei Paesi più esposti allo spopolamento e alla marginalità territoriale.

Il messaggio è chiaro: la competitività non può essere soltanto una gara tra capitali, grandi industrie e aree già sviluppate. Deve raggiungere anche i borghi, le province, le regioni insulari e quelle comunità che per anni hanno pagato il prezzo di politiche europee troppo rigide e uniformi.

Pnrr, nessuna proroga ma il modello italiano regge

Sul Pnrr, Fitto esclude invece scorciatoie. «Sul Pnrr non ci possono essere proroghe, perché una proroga vorrebbe dire attivare una procedura che coinvolgerebbe tutti gli Stati membri all’unanimità, il consiglio, i parlamenti nazionali in alcuni casi, quindi un esercizio che sinceramente andrebbe molto oltre la scadenza. Quindi, no, non è possibile farlo». Nessun rinvio formale, dunque. Ma neppure il racconto catastrofista di un’Italia destinata a perdere risorse e occasioni. Il vicepresidente della Commissione rivendica il lavoro compiuto dal governo sulle revisioni del Piano, arrivate ormai alla settima modifica. «L’iniziativa italiana nel 2022/2023 è stata decisiva in questo contesto» e «l’esperienza italiana è tra le migliori in assoluto a livello europeo». Gli effetti del Pnrr, inoltre, non si esauriranno con la scadenza amministrativa. Alcuni programmi continueranno nei mesi successivi attraverso il raggiungimento degli obiettivi, l’individuazione dei beneficiari finali e l’utilizzo degli strumenti finanziari previsti dal Piano. Una coda operativa destinata, per Fitto, a sostenere anche la crescita italiana.

Mazzi: sicurezza, cultura e borghi

La rotta mediterranea passa infine dal turismo. Il ministro Gianmarco Mazzi definisce la Sicilia «un ponte tra culture» e chiede che il settore venga trattato finalmente come un comparto strategico nazionale. «L’Italia è considerata dai turisti come la destinazione più sicura. Il Mediterraneo è un patrimonio condiviso. Senza sicurezza non c’è crescita stabile. Dobbiamo lavorare insieme per proteggere i nostri mari». Per il governo Meloni la sfida è trasformare turismo, cultura e identità in sviluppo duraturo.

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