Liceo Sereni e Scuole Primarie Scotti e Gianoli: voci, ascolto e consapevolezza sul palco di Laveno

Maggio 09, 2026 - 14:31
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Liceo Sereni e Scuole Primarie Scotti e Gianoli: voci, ascolto e consapevolezza sul palco di Laveno
festival della meraviglia 2026

Il secondo giorno del Festival della Meraviglia dà spazio anche alle scuole del territorio, con due momenti diversi ma profondamente connessi: da una parte il progetto Storie in cuffia del Liceo Economico Sociale Sereni di Laveno, dall’altra la reinterpretazione di Rigoletto proposta dalle scuole primarie Gianoli.

A guidare il lavoro del liceo sono la professoressa Mariella Martorani e Lisa Bellotti insieme all’ex alunno Matteo Sist. Il punto di partenza è quasi una dichiarazione di metodo: superare il cosiddetto Effetto Dunning-Kruger, secondo cui chi sa meno tende a esporsi di più. Qui accade il contrario: prima si studia, si approfondisce, si capisce. E solo dopo si prende parola.

Nasce così Storie in cuffia, un progetto che affronta temi centrali del presente con consapevolezza e spirito critico. Il primo è il greenwashing: imparare a riconoscere i prodotti, comprenderne l’impatto ambientale, sviluppare uno sguardo informato. Da qui si passa agli stili alimentari – dieta mediterranea, vegetariana, vegana – e al valore delle scelte che facciamo ogni giorno. La dieta occidentale standard emerge come modello non sostenibile, tra consumo eccessivo di carne (soprattutto ultraprocessata) e dinamiche globali come quelle degli Stati Uniti, dove la carne è spesso presente a ogni pasto.

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I protagonisti di “Storie in cuffia”: gli studenti del Liceo Sereni di Laveno

Il discorso si amplia poi all’allevamento intensivo, alla stagionalità degli alimenti e al loro trasporto, fino ad arrivare a un tema cruciale: le fake news sul clima. Ed è qui che il progetto trova uno dei suoi momenti più brillanti, con una rilettura ironica e tagliente di alcune dichiarazioni politiche – tra cui quelle di Donald Trump – inserite nel più ampio contesto del negazionismo climatico. Se sono degli studenti a smontare con lucidità e ironia queste narrazioni, viene spontaneo interrogarsi su chi, invece, dovrebbe guidare il dibattito pubblico.

La messa in scena richiama quella di uno spazio radiofonico, quasi uno “siparietto” costruito attraverso le voci. E proprio la radio diventa, qui, qualcosa di più di un semplice formato. Lo dico anche per esperienza personale, lavorandoci: è un mezzo che allena all’ascolto, una competenza che stiamo progressivamente perdendo.

La voce dà rappresentanza, costruisce consapevolezza, restituisce la sensazione di essere visti. Per ragazzi e adolescenti questo è fondamentale, soprattutto in un paese che troppo spesso non li ascolta davvero, che fatica a investire nell’istruzione e a comprendere le loro esigenze e il loro mondo.

A chiudere questo percorso sono i più piccoli, con le scuole primarie Gianoli che portano in scena il Rigoletto. Un’opera complessa, inserita nel suo contesto storico e culturale, ma restituita attraverso uno sguardo sorprendentemente consapevole.

E poi, fuori, sulla riva del lago: i bambini cantano, diretti dal maestro Antonio Cassarino. Una cosa che mi stupisce è che finalmente questi bambini cantano a memoria, vivendo l’opera insieme da dentro. E in quel momento un’eredità culturale che potrebbe sembrare lontanissima diventa improvvisamente vicina. Il coro si trasforma in uno spazio collettivo, dove la cultura non è distanza ma partecipazione.

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Il giovanissimo coro delle scuole Scotti e Gianoli al Festival della meraviglia

A chiudere, una scelta tutt’altro che casuale: Credo negli esseri umani di Marco Mengoni. Un brano emblematico, che risuona come una dichiarazione semplice ma potentissima. Dopo aver ascoltato, riflettuto e costruito insieme, resta proprio questo: un atto di fiducia. Negli altri, nelle nuove generazioni, e nella possibilità – ancora concreta – di immaginare un mondo diverso.

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