L’Influenza aviaria fa strage di migliaia di cuccioli di foche nelle remote isole Heard e McDonald

19 Giugno 2026 - 09:48
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L’Influenza aviaria fa strage di migliaia di cuccioli di foche nelle remote isole Heard e McDonald

Lo studio “Mass mortality of southern elephant seals during multi-species outbreak of HPAI H5N1 on sub-Antarctic Heard Island”, pubblicato in preprint su BioRxiv da un team di ricercatori dell’Australian Antarctic Program, è il risultato delle recenti spedizioni scientifiche nelle remote isole Heard e McDonald e contribuisce alla comprensione globale dei livelli di mortalità e sul probabile percorso di diffusione del virus diffusione dell'influenza aviaria H5 fino a raggiungere questo remoto territorio esterno australiano sperso nell'Oceano Antartico, a circa 4.000 km a sud-ovest dell'Australia.

L’Australian Centre for Disease Preparedness del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) ha analizzato i campioni prelevati da 9 specie di vertebrati 6 di queste specie - elefante marino meridionale, pinguino reale, pinguino Papua, otaria antartica e petrello tuffatore della South Georgia - sono risultate positive al ceppo virale (Influenza A H5N1 clade 2.3.4.4b) che si sta diffondendo a livello globale.

Gli scienziati dell’Australian Antarctic Program spiegano che «L'analisi dei dati raccolti tramite droni durante due viaggi, nell'ottobre 2025 e nel gennaio 2026, ha rivelato un'altissima mortalità tra i cuccioli di elefante marino meridionale e un'elevata mortalità tra i pinguini reali e i pinguini Papua. L'analisi dei dati raccolti a ottobre ha stimato che la mortalità media dei cuccioli fosse del 76% negli ultimi rilievi, con punte del 97% in una zona. Si stima che la produzione totale di cuccioli si aggiri intorno ai 17.000, mentre la mortalità sull'intera Heard Island è stata stimata intorno ai 13.000 cuccioli. Entro gennaio 2026, è stata rilevata una mortalità diffusa tra i cuccioli di elefante marino in tutte le aree di riproduzione monitorate, con segnalazioni di mortalità anche sull'isola di McDonald (tramite ricognizione con droni). Tuttavia, a causa della posizione remota e dello status di area protetta, non è stato possibile effettuare alcun campionamento sul campo, pertanto non è stata possibile alcuna conferma in laboratorio».

La principale autrice dello studio, Julie McInnes, una biologa specializzata in fauna selvatica, evidenzia che «Queste osservazioni dell'influenza aviaria H5 a Heard Island e McDonald Island rappresentano la prima rilevazione in un territorio esterno australiano e dimostrano il continuo spostamento verso est del virus nella regione subantartica. I nostri risultati mostrano un andamento simile a quello di altre isole subantartiche, come la South Georgia, dove gli elefanti marini sono stati colpiti più duramente».

Inoltre, i dati raccolti a gennaio hanno rivelato la presenza di diverse centinaia di pinguini reali adulti morti e, anche se si tratta di una percentuale bassa della popolazione, il tasso di mortalità osservato era superiore alla norma. Durante i censimenti degli albatri e delle due specie endemiche – il cormorano dell'isola Heard e il chiurlo faccianera – non è stato rilevato alcun segno di mortalità insolita. Ma i dati sono stati raccolti sull'isola Heard in due brevi periodi e non è noto se da allora il virus possa essersi diffuso o aver influenzato le due specie.

Gli scienziati sottolineano che «I tassi di mortalità più elevati per tutte le specie si sono inizialmente concentrati nella parte sud-orientale dell'isola Heard, che si ritiene sia il luogo in cui il virus è arrivato per la prima volta.L'analisi dei dati genetici suggerisce che l'influenza aviaria H5 sia stata probabilmente introdotta attraverso lo spostamento di animali selvatici dalle isole subantartiche francesi di Crozet, a 1.800 km di distanza, con un arrivo stimato intorno ad agosto 2025».

Per studiare la distribuzione spaziale e temporale della mortalità tra le diverse specie presenti nelle isole Heard e McDonald, le due spedizioni scientifiche hanno effettuato 120 voli con droni per un totale di oltre 1.600 km di distanza percorsa, oltre a ricerche a terra su un'area di 300 km. Il coautore principale dello studio, il biologo Jarrod Hodgson, spiega a sua volta che «I droni sono stati essenziali per sorvegliare la costa di Heard Island e quantificare con precisione la mortalità degli elefanti marini meridionali in periodo riproduttivo. "I voli a lungo raggio effettuati dalla RSV Nuyina ci hanno permesso di sorvegliare luoghi inaccessibili come scogliere e isole al largo della costa, per valutare lo stato delle popolazioni di uccelli marini come l'albatro sopracciglio nero e il cormorano dell'isola Heard, specie endemica. L'utilizzo della tecnologia dei droni ha inoltre ridotto l'impatto sulle popolazioni animali. Queste ricognizioni con i droni hanno individuato carcasse di pinguini reali sparse nelle loro fitte colonie riproduttive, che non sarebbero state visibili a piedi senza causare un notevole disturbo».

L’Australian Antarctic Program continua a monitorare la presenza di segni di influenza aviaria H5 nell’Australian Antarctic Territory e sull'isola Macquarie, dove finora non si sono registrati casi sospetti. L'Australia è l'unico continente rimasto indenne dall'influenza aviaria H5, che si è rapidamente diffusa a livello globale, principalmente attraverso gli spostamenti degli uccelli migratori, causando un impatto significativo su pollame, uccelli selvatici e alcune specie di mammiferi all'estero. Se l'influenza aviaria H5 dovesse raggiungere l'Australia, potrebbe avere un impatto significativo sulla fauna selvatica, sulle specie minacciate e sul settore agricolo; per questo motivo il governo laburista di Albanese ha investito oltre 113 milioni di dollari per rafforzare la preparazione dell'Australia. Quest'ultimo finanziamento, previsto nel bilancio 2026-27, rafforza le attività di preparazione, tra cui il controllo delle specie invasive e il miglioramento degli habitat in tutto il Paese, con particolare attenzione all'eradicazione delle specie invasive nelle isole al largo della costa australiana. Molte di queste isole ospitano colonie di uccelli nidificanti di importanza globale e fungono da rifugio per uccelli marini, uccelli costieri, mammiferi marini e specie endemiche. In caso di una potenziale epidemia di influenza aviaria H5, queste specie potrebbero subire gravi ripercussioni a livello demografico.

Il ministro dell'Ambiente dell’Australia, il laburista Murray Watt, ha commentato: «Sebbene questi ultimi risultati del team scientifico dell'AAP fossero prevedibili sulla base di test precedenti, qualsiasi perdita di fauna selvatica è motivo di seria preoccupazione. Per ora in Australia siamo al riparo dalla grave e contagiosa influenza aviaria H5, ma poiché continua a diffondersi a livello globale, dobbiamo essere realistici sulla probabilità di un'incursione anche qui e pianificare di conseguenza. Il modo migliore per proteggere la nostra fauna selvatica autoctona è garantire popolazioni forti e sane. Per questo motivo, nel bilancio di quest'anno abbiamo stanziato ulteriori 11,2 milioni di dollari per continuare a sostenere la resilienza delle specie a rischio e ridurre l'impatto di altre minacce, portando il nostro investimento ambientale totale a 47 milioni di dollari».

La ministra dell'Agricoltura, della Pesca e delle Foreste, Julie Collins, ha concluso: «L'Australia rimane l'unico continente libero dal ceppo altamente contagioso dell'influenza aviaria H5 e stiamo facendo tutto il possibile per prepararci, individuare e rispondere rapidamente a qualsiasi incursione. I finanziamenti annunciati nel bilancio di quest'anno dimostrano che la preparazione all'influenza aviaria H5 rimane una priorità assoluta per il governo laburista di Albanese. La diffusione dell'influenza aviaria H5 sull'isola Heard rafforza l'importanza di una vigilanza costante e di misure di biosicurezza coordinate in Australia».

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