LinkedIn penalizzerà i post generati tramite AI che non creano valore

19 Maggio 2026 - 12:34
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LinkedIn penalizzerà i post generati tramite AI che non creano valore

LinkedIn vuole limitare la diffusione dei contenuti generici prodotti o rielaborati con strumenti AI, soprattutto quando non aggiungono idee, esperienza o un contributo originale alla conversazione. La piattaforma ha annunciato una nuova serie di interventi pensati per ridurre la portata dei post che mostrano i tratti tipici dei contenuti costruiti in modo artificiale: testi ripetitivi, formule già viste, frasi pensate per generare interazioni e riflessioni professionali, o pseudo tali, riciclate.

L’intervento riguarda sia i post sia i commenti. Senza entrare nel dettaglio dei sistemi utilizzati per riconoscere questo tipo di contenuti, Laura Lorenzetti, VP of Product di LinkedIn, ha spiegato che il lavoro nasce dalla collaborazione tra ingegneri e team editoriale interno e che quando un contenuto verrà identificato come generico o costruito per ottenere visibilità facile, non sarà eliminato dalla piattaforma. La scelta è più mirata: LinkedIn smetterà di mostrarlo nelle raccomandazioni agli altri utenti. Resterà quindi visibile ai collegamenti diretti e ai follower dell’autore, ma perderà quella spinta algoritmica che spesso consente ai post più banali di circolare ben oltre il pubblico naturale di chi li pubblica.

Si tratta di un passaggio delicato, perché LinkedIn offre a sua volta strumenti di AI generativa, compresa la funzione per riscrivere i post con AI. La società, infatti, non sta dicendo che i contenuti assistiti dall’AI saranno penalizzati automaticamente. La distinzione, almeno nella comunicazione ufficiale, riguarda il valore del contenuto: l’uso dell’AI resta ammesso quando il testo contiene idee originali o favorisce una conversazione significativa.

Il tema è particolarmente sensibile per LinkedIn, una piattaforma che già prima della diffusione dell’AI generativa era spesso associata a post autocelebrativi, formule motivazionali ripetitive e contenuti al confine con lo spam professionale. L’arrivo degli strumenti generativi ha amplificato il problema, rendendo più semplice produrre testi apparentemente curati ma privi di sostanza LinkedIn sostiene che i primi risultati del nuovo approccio siano incoraggianti e prevede ulteriori cali nella diffusione di questi contenuti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.


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