L’Inno di Mameli nella Costituzione: presentata la proposta di Fratelli d’Italia, consensi anche da sinistra

“L’inno d’Italia è, al pari della bandiera, uno degli elementi distintivi della nazione: come la bandiera è disciplinata all’articolo 12 della Costituzione proprio nella prima parte, nella parte valoriale, quella che sancisce i valori su cui si fonda la Repubblica, credo che sia veramente giusto che accanto alla bandiera ci sia anche l’Inno” . Cosi Susanna Donatella Campione, senatrice Fratelli d’Italia, prima firmataria di un disegno di legge che prevede di inserire nell’articolo 12 della Costituzione il comma: “L’Inno nazionale della Repubblica é il ‘Canto degli Italiani’, con testo di Goffredo Mameli e musica di Michele Novaro”.
Il testo nella Carta
Il ddl è stato presentato questa mattina in un convegno a Palazzo Madama. Dopo l’adozione in via provvisoria con deliberazione del Consiglio dei ministri il 12 ottobre 1946, solo con una legge ordinaria del 2017 l’inno di Mameli ha ottenuto un riconoscimento giuridico. “Un altro dei miei obiettivi.- spiega la senatrice Campione – è proteggere l’inno contenendolo in una norma costituzionale che, differentemente dalla norma ordinaria, è ben difficilmente modificabile, perché la nostra Costituzione è rigida e quindi per andare a modificare una norma costituzionale bisogna seguire una procedura molto complessa, che viene chiamata procedura aggravata”.
La Russa: “L’inno custode di libertà e unità. Rafforza le radici comuni”
“Questo progetto di legge ricorda a tutti noi quanto il ‘canto degli italiani’, scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro sia, al pari del Tricolore, prezioso custode di quei valori risorgimentali di libertà, sacrificio e unità che risuonano nei nostri cuori. Riconoscerne formalmente il rango costituzionale rafforza le nostre radici comuni, ribadisce l’orgoglio del nostro essere italiani; protegge la memoria storica e ne affida l’eredità civica e morale alle future generazioni”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel messaggio inviato agli organizzatori del convegno”.
Tra i relatori del convegno l’ex presidente della Camera Luciano Violante, che proviene da tutt’altra famiglia politica. La senatrice auspica che la sua iniziativa possa riscontrare la maggior condivisione possibile: “L’iter è già cominciato, ho già avuto tante adesioni anche da parte dell’opposizione, qualche altro gruppo di opposizione sta ancora facendo delle riflessioni, ma io confido veramente che durante l’iter che ci porterà all’approvazione del disegno di legge tutti i gruppi possano condividerlo, perché i simboli dell’Italia non sono né della maggioranza né dell’opposizione, ma di tutti gli italiani”.
Valditara: “Per troppo tempo nel limbo della provvisorietà”
“Una certa pigrizia istituzionale, le liturgie della politica, certe stucchevoli polemiche” hanno relegato l’Inno di Mameli “per troppi anni nel limbo della ‘provvisorietà’. Una mancanza a cui si è meritoriamente rimediato con la Legge 181 del 2017, ma che ora grazie all’iniziativa della senatrice Susanna Donatella Campione viene definitivamente colmata con il riconoscimento in Costituzione”.
Le parole di Piantedosi
“Il nostro ordinamento, attribuendo forza normativa alla bandiera nazionale, alla Capitale d’Italia, alle festività pubbliche relative all’identità nazionale e alle ricorrenze e celebrazioni collegate alla memoria storica comune, testimonia come il legislatore abbia sempre considerato indispensabile valorizzare e rinvigorire anche formalmente i simboli della Repubblica. L’elevazione del Canto degli italiani al rango di principio costituzionale si configurerebbe dunque quale coerente completamento di un percorso già intrapreso dall’ordinamento, riconoscendo a un elemento profondamente radicato nella coscienza collettiva la funzione di raccordare le radici risorgimentali della nazione con i valori della democrazia repubblicana”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
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