L’intelligenza artificiale cambia il lavoro: le competenze contano più dei posti persi

22 Giugno 2026 - 16:39
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L’intelligenza artificiale sta cambiando il mondo del lavoro, ma non necessariamente riducendo le opportunità occupazionali. È quanto emerge dal nuovo report The EU Labour Market: Unlocking Competitiveness in the Age of AI dell’Economic Graph di LinkedIn, che analizza l’evoluzione del mercato del lavoro europeo e britannico alla luce della diffusione dell’IA.

Secondo il report, il rallentamento delle assunzioni registrato negli ultimi anni appare legato principalmente all’incertezza economica, finanziaria e geopolitica, più che a una sostituzione diffusa dei lavoratori da parte dell’intelligenza artificiale. In Italia, dove il tasso di assunzione risulta oggi inferiore del 30% rispetto ai livelli pre-pandemia, il quadro riflette le difficoltà che stanno interessando il mercato del lavoro in un contesto economico ancora incerto. I dati mostrano tuttavia che i ruoli maggiormente esposti all’IA non stanno registrando cali occupazionali significativamente superiori rispetto ad altre professioni.

Al contrario, crescono le opportunità per chi combina competenze tecniche e competenze umane come capacità decisionale, leadership, comunicazione, collaborazione e pensiero strategico. L’IA sta quindi ridefinendo le competenze richieste dalle aziende, aumentando la domanda di profili in grado di lavorare insieme alla tecnologia e valorizzarne il potenziale.

Le competenze al centro della competitività

In tutta Europa aumenta l’importanza delle competenze legate all’intelligenza artificiale, mentre professioni e settori stanno evolvendo per integrare nuovi strumenti e nuovi modi di lavorare. In questo scenario, la capacità di sviluppare e attrarre talenti diventa un elemento centrale per la competitività di Paesi e imprese.

Per l’Italia, il report evidenzia l’importanza di rafforzare ulteriormente la presenza di competenze specialistiche nell’ambito dell’AI engineering. Oggi la concentrazione di questi talenti si attesta allo 0,43%, meno della metà della media europea (0,90%), evidenziando l’importanza di investire nello sviluppo delle competenze e in percorsi di aggiornamento professionale capaci di accompagnare questa evoluzione.

Il report rileva inoltre che l’Italia registra una migrazione netta negativa dei talenti IA, segnale di una crescente competizione internazionale per attrarre e trattenere le professionalità più richieste dalla trasformazione digitale. Questo fenomeno assume ancora maggiore rilevanza se si considera che gli Ingegneri IA hanno una probabilità di trasferirsi all’estero otto volte superiore rispetto alla media dei professionisti presenti su LinkedIn, rendendo sempre più strategica la capacità dei Paesi di sviluppare e trattenere queste competenze.

Milano tra gli hub europei dei nuovi lavori IA

Tra i segnali più interessanti emersi dal report, Milano figura tra le città europee che stanno contribuendo alla crescita di nuove professioni legate all’intelligenza artificiale. Il capoluogo lombardo si distingue in particolare per la presenza di figure come Prompt Engineer e Data Annotator, professionisti che svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo, nell’addestramento e nel miglioramento dei sistemi di IA.

Più in generale, le competenze IA stanno trovando applicazione in diversi settori chiave dell’economia italiana, tra cui tecnologia, servizi professionali, servizi finanziari, utilities, education e aerospace & defence, a conferma del carattere sempre più trasversale dell’innovazione guidata dall’intelligenza artificiale.

“Gli ultimi dati del nostro Economic Graph”, commenta Marcello Albergoni, country manager di LinkedIn Italia, “mostrano che l’intelligenza artificiale sta incidendo sul mercato del lavoro soprattutto attraverso l’evoluzione delle competenze richieste. Per persone, aziende e istituzioni, la priorità oggi è promuovere lo sviluppo delle competenze necessarie per cogliere le opportunità offerte dall’IA, ossia in formazione continua. L’Italia dispone di importanti punti di forza e segnali incoraggianti, ma è fondamentale continuare a investire nel talento e nella diffusione delle competenze per sostenere crescita, innovazione e competitività nel lungo periodo”.

Se da un lato il report evidenzia le sfide che attendono l’Italia sul fronte delle competenze IA, dall’altro mostra come la trasformazione sia già in corso in diversi settori dell’economia e in poli di innovazione come Milano. La capacità di sviluppare, attrarre e valorizzare le competenze necessarie per lavorare con l’IA sarà uno degli elementi determinanti per la competitività del Paese nei prossimi anni.

L’articolo L’intelligenza artificiale cambia il lavoro: le competenze contano più dei posti persi è tratto da Forbes Italia.

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