Liste d’attesa e diseguaglianze territoriali: tre interventi da fare subito
Roma, 27 luglio – “ll Bollettino n. 0 della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa non restituisce un quadro fedele della realtà, ma fotografa solo una parte del problema. I dati diffusi da Agenas, basati su rilevazioni effettuate dalle stesse strutture sanitarie, non prevedono verifiche indipendenti e rischiano di escludere migliaia di cittadini che non riescono nemmeno ad accedere al sistema di prenotazione”. In una nota federcontribuenti critica la gestione delle liste di attesa in sanita’. “Se il monitoraggio non è verificabile, non è monitoraggio: è burocrazia che difende sé stessa – dichiara il direttore generale di Federcontribuenti, Stefano Vergani – e si evidenzia come i tempi dichiarati non tengano conto di call center irraggiungibili, portali inefficienti, barriere digitali e delle difficoltà create dall’accorpamento dei presidi sanitari, che costringe molti cittadini a percorrere fino a 80 chilometri per una prestazione”‘.
“Il vero inganno è che il sistema conta solo chi riesce a entrare. Gli esclusi non esistono nei dati”, prosegue Vergani il quale ricorda come dal 2025 gli sportelli ACLI hanno consentito a numerosi cittadini “di ottenere prestazioni nei tempi previsti grazie a una procedura prevista dalla legge ma mai adeguatamente comunicata dalle ASL. Permangono inoltre forti disuguaglianze territoriali e persistono ambiguità nei criteri di misurazione delle “prime proposte” di appuntamento”.
Per Federcontribuenti infine servono tre interventi immediati: monitoraggio indipendente con verificatori terzi, indicatori che misurino l’accessibilità reale ai servizi e una presa in carico attiva dei cittadini, affinché il diritto alla salute sia realmente garantito e non solo rappresentato dalle statistiche.
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