Livorno scrive al prefetto e al ministro Tajani per gli italiani intercettati da Israele sulla Flotilla

Il Comune di Livorno si attiva presso le istituzioni nazionali per chiedere notizie certe e iniziative diplomatiche a tutela di Claudio e Federico Paganelli (nella foto, ndr), residenti al Villaggio Emilio, fermati dalle autorità militari israeliane mentre si trovavano a bordo della Global Sumud, l’imbarcazione umanitaria diretta a Gaza intercettata nelle scorse ore.
Il sindaco Luca Salvetti, che aveva annunciato una presa di posizione ufficiale subito dopo il blocco della Flotilla da parte delle forze militari israeliane e le manifestazioni di lunedì scorso, ha inviato oggi due lettere: una al prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, e una al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani.
Nelle comunicazioni, Salvetti esprime la viva preoccupazione sua e della comunità livornese per la sorte dei due concittadini e chiede che vengano attivati con urgenza tutti i canali istituzionali utili a chiarire le loro condizioni e a favorirne il rilascio, insieme agli altri membri dell’equipaggio.
Al prefetto, il sindaco scrive: «Siamo certi che la Prefettura sia già informata dell'accaduto e che stia seguendo con attenzione l'evolversi della vicenda attraverso i canali istituzionali competenti. Desideriamo tuttavia rappresentarLe formalmente la necessità che le autorità nazionali si attivino con la massima urgenza per ottenere notizie certe sulle condizioni dei due cittadini e per esercitare ogni utile pressione diplomatica finalizzata al loro rilascio, insieme a quello degli altri membri dell'equipaggio».
La richiesta è anche quella di un aggiornamento diretto al Comune. Salvetti chiede infatti al prefetto «di volerci aggiornare su quanto eventualmente già noto a codesta Prefettura in merito alla situazione dei signori Paganelli» e di trasmettere alle autorità nazionali competenti, «in primo luogo al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale», l’istanza del Comune affinché siano poste in essere tutte le azioni necessarie a tutela dei cittadini italiani coinvolti.
Contestualmente, il primo cittadino ha scritto anche al ministro Tajani, confidando «che il Governo italiano voglia adoperarsi con la determinazione che la gravità della situazione richiede, a tutela di cittadini italiani impegnati in una missione di carattere umanitario».
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