Lo sprint delle Americhe regala al Gruppo Prada un semestre a +11%

30 Luglio 2026 - 17:00
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Nonostante lo scenario geopolitico e macroeconomico “turbolento”, come l’ha giustamente definito Patrizio Bertelli, presidente e amministratore esecutivo di Prada, e nonostante i lunghi tempi di rilancio di Versace e la ‘normalizzazione’ della parabola Miu Miu, il Gruppo Prada archivia un altro semestre con un aumento dei ricavi a doppia cifra. Nei sei mesi il fatturato ha superato la soglia dei tre miliardi (3,048 per la precisione), con un aumento rispetto allo scorso anno, dell’11% a cambi correnti (+16% a cambi costanti). A livello organico, escludendo la contribuzione di Versace, il gruppo ha chiuso il semestre con aumento delle vendite del 5% a cambi costanti, un incremento frutto anche di un Q2 che, sempre a livello organico, ha messo a segno una crescita di sette punti percentuali.

In contrazione i margini: nel primo semestre il gruppo ha generato un ebit adjusted pari a 530 milioni di euro, corrispondente a un margine del 17,4%, rispetto ai 619 del semestre 2025, effetto anche dell’acquisizione. Come specifica la nota, su base organica, la redditività si è confermata in linea con l’anno precedente. L’utile netto del semestre è stato pari a 327 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 386 milioni dell’anno precedente. Grazie alla solida generazione di cassa, il Gruppo ha chiuso il periodo con un Indebitamento Netto pari a 693 milioni di euro, dopo il pagamento di dividendi per 403 milioni di euro e Capex per 247 milioni di euro.

Tornando ai dati di vendita, il canale retail, che rappresenta la parte predominante del turnover, ha registrato una crescita del 7% a tassi correnti (+12% su base costante, +3% su base organica). Sebbene sia limitato nei numeri schizza, comuque, il wholesale: +36% a cambi correnti a 299 milioni di euro (+40% a cambi costanti e +20% su base organica).

Da segnalare la performance del marchio Prada che torna crescere in modo deciso con un +3,3% nel primo semestre, in accelerazione a +6,3% sul secondo trimestre, sostenuta da un miglioramento diffuso in tutte le aree geografiche, in particolare nelle Americhe, in Giappone e in Asia Pacifico. La performance, spiega il gruppo, è stata trainata da vendite like-for-like e full price, supportate da un’offerta dinamica in tutte le categorie e un’architettura efficace.

Miu Miu conferma ormai il passaggio ad una fase di maggiore normalizzazione delle performance, dopo anni di crescite vorticose. Le vendite retail hanno totalizzato un +2,5% anno su anno nel primo semestre con il Q2 a +2,6%, in linea con gli incrementi percentuali messi a segno nel primo trimestre. Sul risultato, segnala il gruppo, comunque pesano gli effetti del conflitto in Medio Oriente e una base di confronto del +40%. I trend si sono mantenuti solidi nelle Americhe, in Asia Pacifico e in Giappone; l’Europa ha mostrato un andamento più debole, seppure in miglioramento.

Sul fronte Versace, il gruppo presieduto da Bertelli, ha fatto sapere che le vendite nel primo semestre sono pari a 305 milioni di euro, generando dunque una “performance in linea con le aspettative, mantenendo il focus strategico sull’elevazione della qualità delle vendite e sull’esecuzione retail. L’arrivo di Pieter Mulier a luglio ha segnato l’inizio del percorso di riposizionamento creativo”. Dunque, per gli effetti dell’arrivo di Mulier sulle vendite si dovranno attendere ancora diversi trimestri.

Sul fronte geografico, spicca lo sprint delle Americhe, elemento trainante delle ultime trimestrali del lusso. Quest’area, infatti, ha registrato un +30% a tassi correnti ( +37% su base annua, +17% su base organica), con un secondo semestre in accelerazione grazie alla maggiore domanda locale. In crescita anche l’Asia Pacifico con un +10% a tassi correnti (+15% su base annua e del +6% su base organica). L’Europa è cresciuta del +3%, (+5% a tassi costanti, in contrazione del -4% su base organica) con un Q2 in miglioramento a -2%, sostenuto da una ripresa della spesa turistica e della domanda locale. Giappone a doppia velocità: cresce del, +6% a tassi costanti ma cala del 7% a tassi correnti, effetto delle svalutazioni. Il Medio Oriente ha registrato una contrazione del -29% a tassi correnti (-24% base costante e organica).

“Chiudiamo il primo semestre con risultati solidi, sostenuti da un secondo trimestre in accelerazione dopo un buon avvio d’anno”, ha commentato Andrea Guerra, AD del gruppo. “Prada ha registrato una performance molto positiva nel Q2 e continueremo a investire su prodotto, retail e comunicazione per accompagnare il marchio verso il suo pieno potenziale. Miu Miu ha confermato la propria rilevanza e desiderabilità, forte di un percorso solido e coerente sviluppato negli anni, nonostante una base di confronto ancora impegnativa. L’ingresso di Pieter Mulier in Versace segna l’inizio di un nuovo percorso creativo per il marchio, e siamo entusiasti di accogliere il suo talento e la sua visione all’interno del Gruppo. La nostra strategia è chiara e i nostri marchi hanno fondamenta solide; guardando ai prossimi mesi, manterremo disciplina e dinamicità nell’esecuzione, perseguendo l’ambizione del Gruppo di generare una crescita sostenibile e superiore alla media di mercato”.

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